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Appello al prefetto di Vibo V. Anna A. Colosimo a tutela della Scuola

Da circa venti anni la Scuola a tempo pieno di Tropea vive momenti “critici”

Il Governo del territorio ha il dovere di trovare una giusta collocazione alla Caserma

Colosimo Maria Aurora Scuola Primaria Tropea

Gent.ma dottoressa,
Le scrivo da semplice cittadina tropeana, piuttosto che da docente della medesima scuola primaria o da giornalista Pubblicista, che ogni tanto si diletta a scrivere di faccende locali, di costume o cultura.
Mossa dalla lettura di recenti notizie circolate sugli organi di stampa, particolarmente significative per la popolazione del mio paese, mi permetto attraverso questo pubblico appello a muovere alcune semplici osservazioni, spinta dall’irrefrenabile voglia, forse ingenua, sicuramente scevra da ogni tornaconto personale, se non quello professionale e sociale, di dare finalmente “dignità” a ciò che ogni comunità civile abbia di più sacro: l’educazione delle nuove generazioni.
Vado al punto: Caserma dell’Arma dei Carabinieri in via Coniugi Crigna.
Fermo restando la necessità e l’urgenza di trovare una “giusta” allocazione a tale presidio di legalità, professando stima e rispetto per chi costantemente tutela la libertà, l’incolumità e la sicurezza di ogni cittadino, mi domando come sia possibile che ciò avvenga a discapito di una collettività scolastica che da anni “annaspa”, galleggiando tra scelte allocative approssimative, frammentarie, deficitarie imposte dagli eventi o da miopie politico-amministrative che, negli anni, non hanno saputo dare opportune risposte ad un’organizzazione scolastica, un tempo fiore all’occhiello dell’intera regione.
Da circa venti anni la scuola a tempo pieno di Tropea vive momenti “critici”, come quelli avvenuti lo scorso mese di marzo e che per poco non hanno leso l’incolumità di qualcuno; per non parlare dell’aspetto didattico affidato alla “buona volontà” delle famiglie in primis, dei professionisti scolastici, del personale Ata che spesso si sacrifica pur di garantire la continuità scolastica all’utenza ( ad esempio ad ogni turno elettorale che costringe a svuotare le aule di ogni arredo, suppellettile, materiale didattico ect).
Da altrettanto tempo la carenza di spazi adeguati limita fortemente l’azione didattica, basti pensare alla mancanza della mensa scolastica per una scuola che opera per 40 ore settimanali, della mancanza di laboratori, di aula magna per le riunioni del personale, di classi degne di essere chiamate tali. Tutto ciò non è solo formalismo nè tantomeno “facciata” ma la sostanza di una scuola che dovrebbe basare il suo insegnamento sui pilastri dell’esperenzialità e del vivere con gioia il proprio ambiente; allora perchè privarci di un ulteriore padiglione scolastico che se rimesso a nuovo, o riprogettato come per altro già fatto in passato, potrebbe ridare sostegno e la giusta dignità all’intero territorio?
Gent.ma Dott.ssa abbiamo già avuto modo di conoscerci di persona proprio ai tempi della sua guida al Comune di Tropea, già allora ho avuto la fortuna di “riconoscere” la sua sensibilità sul tema, ed ecco perché non mi capacito del fatto di come la Prefettura abbia potuto dare parere positivo a tale decisione nell’affidare parte del complesso scolastico ad altri scopi, seppur meritevoli e necessari. Lei sa bene che la nostra cittadina non gode di importanti e sufficienti spazi funzionali ad attività aggregative e sociali; Tropea nella sua evoluzione antropologica legata alla storicità degli edifici ed all’esiguità del territorio non può annoverare tra i sui beni nulla che non siano le scuole come luogo di incontro e progettazione educativa; la carenza atavica di luoghi idonei, ad esempio, non ha mai permesso ai tropeani di poter godere di aule abbastanza grandi per manifestazioni collettive, riunioni, feste e celebrazioni se non in spazi aperti, in verità scarsi anche essi e non particolarmente attrezzati agli scopi, nulla nelle parrocchie, nelle chiese, non una sala Congressi o Auditorim ad eccezione del Santa Chiara limitante nella sua preziosa antichità; non si gode di uffici comunali accessibili a tutti e soprattutto ad una popolazione che, come il resto della Nazione, si appresta a diventare sempre più “anziana”.
Se proprio alla Scuola non si vuol concedere il sacrosanto diritto di esistere negli spazi concepiti, quantomeno si pensi a destinarli a tutta la popolazione, trasferendo finalmente gli uffici comunali in una zona che sarebbe accessibile a tutti indistintamente, considerando soprattutto i più deboli quali i disabili.
Siamo poi sicuri che le attività di una Caserma siano compatibili al luogo prescelto dove vi è la presenza della rimanenza di una Scuola Primaria, ancora prima delle Secondarie di primo e secondo grado, e quella di una Scuola per l’Infanzia? Del passaggio di uno scuolabus, di strade ed incroci stretti e della vicinissima presenza di uffici pubblici come le Poste?
Vero è che la popolazione scolastica di anno in anno diminuisce, ma ciò non toglie il fatto che anche ad un solo alunno si debba dare il meglio di quello che è possibile offrire, anche perché chissà, magari un giorno, ce lo ritroveremo sindaco e dovremo avere la certezza di avergli fornito tutti gli strumenti per essere lungimirante e Profeta in patria.
Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta chi ogni giorno si spende per tutelare la legalità e la Giustizia, l’Arma dei Carabinieri e tutti gli uomini in divisa, Lei gent.ma Dottoressa Colosimo a cui auguro sempre maggiori soddisfazioni professionali ed umane, nella certezza che questa scelta sia giusto “condividerla” con quanti amano, lavorano e si sacrificano per mantenere questa cittadina all’altezza del suo ruolo sociale.
Il Governo del territorio ha il dovere di trovare una giusta collocazione alla Caserma, la tutela del territorio e dei suoi abitanti si lega alla presenza e alla “gestione” sul campo delle Forze dell’Ordine, ma ciò non può avvenire a discapito delle già scarse risorse immobiliari comunali.
Tropea non è solo un “mordi e fuggi”, Tropea è un bene preziosissimo che rischia sempre di più di perdere la sua identità sociale e culturale…corriamo il rischio di perdere tutti…o forse è già troppo tardi? Tra mille difficoltà io ancora “Credo”!

Caterina Sorbilli

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Redazione
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