La bisaccia del pellegrino

Febbraio 2010, prima settimana
1. Vangelo della settimana – «Nessun profeta è accetto nella sua patria»
2. Aspetti della vita – Il punto debole
3. Un insegnamento di S. Alfonso de Liguori  – Ci vuole pazienza!
4. La settimana con la liturgia
5. Saggezza calabrese – La settimana del credente calabrese

Una visita ad Auschwitz

Il 27 gennaio 1945, i soldati dell’Armata Rossa aprivano i cancelli del campo di concentramento nazista della città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco di Auschwitz, liberando i pochi superstiti. A questo luogo di dolore sono arrivato anch’io in uno dei miei viaggi missionari.

Un popolo canta nella fede il dolore

Di ritorno da Dublino, mi fermo a Roma dove oggi, 19 gennaio 2010, alle ore 17,00 partecipo alla commuovente celebrazione religiosa per le vittime del tremento terremoto. L’iniziativa è stata promossa dall’Ambasciatore di Haiti presso la S. Sede e da altr associazioni umanitarie. Presenti tre cardinali, quattro vescovi dell’area caraibica, autorità civili e religiose del paese disastrato e rappresentanti della S. Sede. La celebrazione è stata presieduta da Mons. Dominic Mamberti, della Segretaria di Stato del Vaticano.

Ricordando il Venerabile

 Il nostro giornale non può lasciare come “sfuggito” alla sua attenzione giornalistica questo evento della vita cittadina tropeana che ha richiamato un buon numero di persone, semplici fedeli e persone di cultura. Il nome del Venerabile P. Vito Michele di Netta è legato ormai indissolubilmente alla storia di Tropea per il grande apostolato svolto da questo santo sacerdote per 37 anni ha nella città e nel resto della Calabria ed anche per l’influsso che egli ha lasciato sulla vita religiosa e sociale dopo la sua morte, avvenuta il 3 dicembre 1849 a Tropea, nella stanza dell’attuale Municipio che si appoggia alla chiesa del Gesù, un tempo facente parte del Convento liguorino.

La caduta del Papa

Dopo la caduta del Papa provocata da una squilibrata proviamo a mandargli un sorriso
Giesù Cristo peccerille. La canzoncina napoletana di S. Alfonso che fece sorridere Ratzinger
Tutto il mondo ha seguito in diretta, con senso di sbigottimento, l’audace e inconsulto gesto della donna italo-svizzera Susanna Maiolo, che, dopo aver scavalcato con sorprendente facilità la transenna, ha tentato di buttarsi sul Papa che si stava recando all’altare per la celebrazione della notte di Natale.

Tu scendi dalle stelle

Già dall’inizio di dicembre (e forse prima) le case degli italiani sono invase dai prodotti di consumo legati al Natale imposti da una pubblicità sempre più aggressiva di ditte che, per non correre il rischio di essere battute dalla concorrenza, tendono ad anticiparne i tempi, con il risultato di sminuire l’intensità della festa.

I Redentoristi in Calabria /3

All’inizio del 1790 la Congregazione si trovava ancora sotto il peso dei contrasti che nel decennio precedente, causati dal Regolamento[1], avevano lacerato l’unione e gli animi dei congregati. Divisa in due rami, essa contava 150 religiosi distribuiti in quindici comunità, otto delle quali si trovavano nello Stato Pontificio[2], quattro nel Regno di Napoli[3], due in Sicilia[4], dove peraltro vantavano una certa autonomia, e una a Varsavia in Polonia[5]. Era stato per indubbio merito di p. Francesco Antonio De Paola se nell’Italia centrale si erano moltiplicate rapidamente le fondazioni, dopo quella di Scifelli, voluta da s. Alfonso nel 1773, come era da ascriversi all’iniziativa di p. Pietro Paolo Blasucci la fondazione della seconda casa in Sicilia, nel 1787 a Sciacca. Solo i confratelli del Regno di Napoli, inizialmente impegnati nel consolidamento delle quattro case esistenti, e successivamente piombati nel ciclone del Regolamento, per oltre quarant’anni non avevano fondato altre case.

I Redentoristi in Calabria /2

In uno studio pubblicato recentemente su questa rivista abbiamo illustrato le prime missioni predicate dai Redentoristi in Calabria negli anni 1756-1758 (1). Non abbiamo trovato notizie su eventuali lavori apostolici svolti dalla Congregazione in Calabria nei quattro anni seguenti, se si eccettuano quelli di alcuni padri che nel 1761 — mentre si recavano a fondare una casa ad Agrigento (Sicilia) — predicarono varie volte durante la loro forzata sosta a Sant’Eufelnia d’Aspromonte (2). E’ certo invece che negli anni 1763-1765 i figli di s. Alfonso tennero un gran numero di missioni nelle diocesi di Cassano e di Bisignano, come pure nelle arcidiocesi di Rossano e di Santa Severina, nel corso di tre campagne apostoliche successive, tutte dirette dal p. Carmine Fiocchi.

I Redentoristi in Calabria /1

Da una lettera di s. Alfonso de Liguori del 29 dicembre 1732, scritta quindi meno di due mesi dopo la fondazione della Congregazione dei Redentoristi (9 XI 1732) — detti allora «Padri del SS.mo Salvatore» —, sappiamo che già allora il vescovo di Cassano allo Ionio si era rivolto a lui per poter usufruire dell’opera dei padri nella sua diocesi. Purtroppo questa lettera di Alfonso a mons. Tommaso Falcoia, vescovo di Castellammare di Stabia negli anni 1730-1743, è andata perduta, ma fortunatamente il primo biografo del Santo, P. Antonio M. Tannoia, ce ne ha tramandato un brano. Dal quale risulta che i vescovi di Caiazzo, Cassano e Salerno desideravano avvalersi dell’opera apostolica del nuovo Istituto (1).