Celebrazione No stop per aiutare migranti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Celebrazione No stop per aiutare migranti.

Olanda – Una notizia curiosa e degna di molta attenzione.
– E’ in corso da ben 50 giorni una celebrazione no stop della solidarietà in una chiesa dell’Aja per salvare dal rimpatrio una famiglia di migranti. Un vero primato, e non tanto per la durata di una celebrazione quanto per la finalità.
– In quella chiesa è rifugiata una famiglia di 5 cristiani migranti che per una recente legge dovrebbe essere rimpatriata, compresi i figli cresciuti nella in Olanda.
– E allora? L’idea di servirsi di una legge dello stesso Paese che vieta l’irruzione delle forze di polizia in chiesa durante una celebrazione.
– Finora vince la fantasia dell’amore e speriamo che lo sia sino alla fine!

Da cinquanta giorni consecutivamente, giorno e notte senza interruzioni, in una chiesa protestante dell’Aja si sta tenendo una celebrazione religiosa per proteggere una famiglia di migranti armeni dall’espulsione dal paese.
♦ Una legge olandese vieta infatti alle forze dell’ordine di interrompere un rito in un luogo di culto.
Così dal 26 ottobre scorso a centinaia i pastori protestanti si stanno alternando alla guida della celebrazione a cui sta partecipando la famiglia in questione composta da padre, madre e tre figli di 15, 19 e 21 anni.
♦ Una vicenda iniziata in sordina e che, adesso che ha assunto dimensioni da “Guinness dei primati” , sta avendo un’enorme risonanza internazionale. Tanto che pochi giorni fa è stata depositata una richiesta sostenuta da 250.000 firme perché il caso venga affrontato in parlamento.
«Quello che sta succedendo all’Aja è il segnale di un problema più grande: la posizione dei bambini richiedenti asilo che sono cresciuti nei Paesi Bassi e che tuttavia sono espulsi», spiega Dirk Gudde, presidente del Consiglio delle Chiese nei Paesi Bassi, all’agenzia Sir.
♥ L’idea è venuta al presidente del consiglio generale della Chiesa protestante olandese, il pastore Theo Hettema, una volta saputo che la famiglia, con un figlio iscritto all’università e gli altri alle scuole dell’obbligo, rischiava il rimpatrio perché non può più godere delle tutele internazionali in quanto l’Armenia, terra d’origine dei cinque, non è considerata nazione a rischio.

Una storia tanto semplice quanto geniale.
I cinque, cristiani, frequentano la chiesa protestante della cittadina in cui risiedono, Katwijk, nei pressi proprio de L’Aja, e una delle figlie svolge volontariato in una associazione legata alla chiesa.
L’ appello del pastore Hettema ha raccolto l’adesione di centinaia di colleghi e di moltissimi membri di chiesa, provenienti anche dai Comuni vicini.
♥ Tutti sono consapevoli che la splendida iniziativa non potrà durare in eterno, ma hanno la speranza intanto di far cambiare idea al governo, che però più volte ha affermato che la famiglia non ha i requisiti per rimanere nel Paese.
Otto anni per ottenere una risposta sulla possibilità di asilo o meno in una nazione rischiano di essere un tragico record, e ignorare che la famiglia si sia oramai integrata nel nuovo contesto pare un’inutile cattiveria.

Alcuni dettagli.
Quando i cinque cristiani del nucleo familiare [non si riportano volutamente i nomi] non partecipano alla funzione, si riposano nei locali sopra la cappella, dove intanto continua il culto.
Un tempo anche in Italia le chiese erano luoghi di asilo e rifugio, in cui le forze dell’ordine non potevano entrare, ma da oltre un secolo le cose sono cambiate (secondo quanto normato prima dalle leggi Siccardi del 1850 e quindi dai Patti Lateranensi del 1929 il cui l’articolo 5 recita comunque con formula ambigua “Salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non potrà entrare, per l’esercizio delle sue funzioni, negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso all’autorità ecclesiastica”).
– Le norme in materia cambiano molto da Stato a Stato e non sono mancate in questi anni polemiche a seguito di arresti di migranti in chiesa (in Germania, in Islanda).
La Chiesa protestante in Olanda, nata dalla fusione di tre precedenti chiese, la riformata olandese, la riformata in Olanda e la evangelica luterana, rappresenta circa un terzo dei 6 milioni di abitanti dei Paesi Bassi.

(fonte: Osservatore Romano e altri siti web dicembre 2018).

La chiesa protestante Bethel della cittadina di Katwijk, nei pressi de L’Aja, dove sta avvenendo la clamorosa vicenda. Da cinquanta giorni consecutivamente, giorno e notte senza interruzioni, si sta tenendo una celebrazione religiosa per proteggere una famiglia di migranti cristiani armeni dall’espulsione dal paese. I cinque cristiani frequentano la chiesa e una delle figlie svolge volontariato in una associazione legata alla chiesa. Quello che sta succedendo è il segnale di un problema più grande: la posizione dei bambini richiedenti asilo che sono cresciuti nei Paesi Bassi e che tuttavia sono espulsi. Tutti si augurano un lieto fine.

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