Collina di Sant’Angelo a rischio

Si temono altre colate di fango e detriti

Le giunte di Tropea e Drapia sono pronte a chiedere lo stato di Calamità

Richiesta di stato di calamità nella riunione di giunta prevista, tra oggi e domani, a palazzo Sant’Anna. Stessa decisione a Drapia, dove il sindaco Aurelio Rombolà è pronto a vararne un’eguale domanda per il suo territorio, da cui ha avuto origine il disastro. Una decisione che è stata avvalorata, anche, in seguito al sopralluogo del geologo Paolo Putrino, incaricato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega alla protezione civile Guido Bertolaso, per relazionare in merito ai danni causati dalla frana di giovedì scorso, che ha riversato sulla città 8mila metri cubi di fango, finiti lungo le vie del centro e poi culminati a mare. Accompagnato dalle compagini governative dei comuni di Tropea e Drapia, e dai rispettivi responsabili degli uffici tecnici, Putrino ha visitato l’intera area investita dalla valanga e ha controllato le zone ritenute critiche. Allo stato dei fatti, quelle più a rischio risultano essere il torrente Annunziata, dove il cedimento della montagna ha aperto una voragine da cui si temono ulteriori crolli a catena. Il pericolo maggiore rimane, comunque, a monte. Dove la collina di Sant’Angelo di Drapia, nei pressi del primo distacco di costone, risulta avere una superficie fragile sabbiosa, mista a massi granitici che, in caso di forti precipitazioni, potrebbe scatenare altre colate di fango e detriti che, velocemente, raggiungerebbero Tropea. Per le abitazioni, allocate sulle pendici collinari nei pressi di Gasponi, con il ritorno delle piogge, potrebbe scattare l’immediata evacuazione. Sul versante depurazione, invece, l’impianto, nonostante sia stato salvato dall’intera valanga, deviata dai mezzi della Protezione civile, ha subìto diversi danni. Dalla ditta che gestisce la struttura fanno sapere che sono state danneggiate dai detriti le pompe che permettono il circolo delle acque. Stessa situazione per le griglie, sia la grossolana che la fine, che servono a raccogliere i rifiuti solidi-misti dai liquami da depurare. Danneggiati anche il vano con il compressore per catturare la sabbia e quello per aspirarne il liquido oleoso. Dai primi accertamenti visivi, inoltre, la condotta marina non sembra esserne uscita indenne, e il suo primo tratto risulta, particolarmente, eroso. La depurazione, comunque, è garantita, anche se è previsto oltre un mese e mezzo di manutenzione straordinaria prima che l’impianto possa ritrovare le condizioni ottimali e la depurazione torni a pieno regime. Oggi è in programma l’analisi biologica degli esperti per verificare la salute delle acque all’interno delle vasche. In città, grazie al miglioramento delle condizioni meteorologiche, stabili per le successive 48 ore, la situazione è sotto controllo e costantemente monitorata dai volontari del gruppo comunale di Protezione civile. Continua, ininterrotto, il lavoro dei mezzi spostamento terra che, dopo aver liberato dall’onda fangosa la provinciale ex 522 e viale don Mottola, nel centro abitato, stanno disostruendo la condotta delle acque bianche posta nel letto del torrente Annunziata. Altri escavatori sono, invece, alle prese con il fango depositato lungo la discesa Rocca Nettuno e nella zona Marina. Sgombero, invece, in atto da ieri mattina, per la casa di tre anziani in località Carmine che, domenica pomeriggio, sono rimasti bloccati a causa del crollo di un muro che ne ha ostruito l’ingresso.

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