Con la Samaritana al pozzo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Con la Samaritana al pozzo.

– “Oggi con la Samaritana ci fermiamo presso il pozzo. Gesù chiede da bere alla donna. La sete di Gesù porta la donna a scoprire in sé una sete insoddisfatta e la spinge a chiedere a Gesù la sua acqua, l’unica che soddisfa la vera sete dell’uomo.
– Anche noi vogliamo fermarci al pozzo e chiedere a Gesù la sua acqua. Soprattutto in questi giorni in cui la pandemia scatenata dal coronavirus ha messo a nudo tante presunte certezze dell’uomo.
– Ed anche noi supplichiamo: “Signore, guida l’umanità nel desiderio di conoscerti e di testimoniare la gioia del tuo Regno. Consola chi non ha speranza e chi non ha pace, mostra loro il tuo sguardo sereno e benigno. Infondi in coloro che hanno compiti di governo la conoscenza delle vere necessità delle persone loro affidate. Dona alla tua Chiesa santità e forza; e a tutti noi concedi di essere sempre tuoi fedeli adoratori in spirito e verità. Donaci sempre la sete dell’acqua viva che sgorga da te. – Oggi ricorre il bicentenario della morte di San Clemente Maria Hofbauer (1751-1820), missionario redentorista sempre pronto ad intercettare il bisogno di aiuto dei poveri del suo tempo. E’ Patrono della città di Vienna.

Dal vangelo di questa domenica (Gv 4,5-42).
(forma breve)
♦ In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno.
♦ Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
♥ Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».
♥ «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
♥ Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
♦ Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Dio, che è in noi, colmerà per sempre la nostra sete.
♦ Gesù incontra una donna presso un pozzo. I pozzi sono importanti nelle Scritture perché lo sono anche nella vita degli uomini: senza acqua, infatti, non viviamo. Abbiamo bisogno di acqua e perciò abbiamo bisogno di pozzi.
Anche per questo motivo l’acqua, la sete, diventano metafore profonde della condizione umana, soprattutto dei suoi desideri.  Viviamo infatti anche di desideri, di speranza; abbiamo fame e sete di vita, di futuro, di un bene che compia la nostra vita.
♦ Alla donna samaritana Gesù rivela che a dissetarci davvero è solo il dono di Dio: «Se tu conoscessi il dono di Dio!». A questa donna, che è corsa dietro a tanti uomini senza incontrare lo sposo vero, Gesù si rivela come colui che, con il suo dono, può colmare per sempre la sua sete.
♦ L’acqua che egli ci dona è l’amore di Dio che lo Spirito riversa nei nostri cuori.
Quando non c’è questo amore di Dio è come se mancasse l’acqua per vivere. E se manca la ragione per vivere, dubitiamo seriamente della presenza di Dio. Come successe agli Israeliti nel deserto. A causa della mancanza di acqua, essi dubitano che Dio sia in mezzo a loro.

♦ Nel deserto creato dalla pandemia del coronavirus possiamo ri-scoprire la presenza di Dio in noi. Lo Spirito di Dio ci fa la sorpresa di scoprire che la nostra sete è saziata, perché Dio è dentro di noi, e noi diventiamo suo tempio, sua dimora: per adorarlo in spirito e verità.
Riscopriamo con sorpresa che noi non siamo abbandonati; che siamo siamo qualcosa di grande, di prezioso davanti a Dio e siamo amati da Lui. Allora, mettendocela tutta, supereremo anche il deserto creato dal coronavirus e avremo giorni e anni migliori.
Dio sia benedetto, e ci benedica, mentre ci affidiamo all’intercessione e alla protezione della Madonna Santissima. Amen.

Il Bicentenario della morte di San Clemente Maria Hofbauer (1820-2020)
(dalla lettera del Cardinale Parol, segretario di Stato,  al Revmo. Padre Generale dei Redentoristi Michael Brehl)
… A guidare la lunga ed esemplare vicenda umana e spirituale di San Clemente Maria Hofbauer (1751-1820) fu innanzitutto una grande fede, che, appresa sulle ginocchia materne nella natiaTasswitz, in Moravia, lo condusse, pur tra numerose e dolorose vicende e in diversi contesti sociali e politici, ad abbandonarsi con piena fiducia nelle braccia del Padre celeste e a non perdere la speranza di raggiungere l’agognata meta del Sacerdozio anche quando tutto sembrava ostacolarla.
… Accolto nella Congregazione del Santissimo Redentore, Egli colse in questa inattesa opportunita una particolare grazia ed una ulteriore chiamata a servire la causa del Vangelo e a testimoniare il prezioso tesoro della fede, inizialmente in Polonia, a motivo delle leggi vigenti in Patria, e successivamente a Vienna.
… Grazie al suo impegno uomini e donne, giovani e anziari nobili e borghesi, dotti e artisti, funzionari statali e prelati, studenti e professori si affidavano alla sua guida e diffondevano la sua spiritualiti, esercitando la loro influenza in tutti gli ambiti della
società.
… San Clemente Hofbauer esorta le comunità cristiane contemporanee a lasciarsi alle spalle la sicurezza mondana e gli schemi pastorali superati e a liberarsi dalle paure e dalla pigrizia, per poter accogliere il grido dei feriti che si leva oggi dalle nostre città, e portare così ovunque la gioia del Vangelo.

Pietro Card. Parolin, Segretario di Stato

La sete di amare e di salvare la persona spinge Cristo a chiedere alla donna Samaritana: “Dammi da bere”. Il Figlio di Dio viene a noi come un mendicante, bisognoso di ciò che noi possiamo dargli: permettergli che egli ci salvi col suo amore. Di questa ansia d’amore carica di salvezza fu animato in tutta la sua vita il missionario redentorista San Clemente Maria Hofbauer (1751-1820), di cui proprio oggi ricorre il Bicentenario della sua morte. Oggi è Patrono di Vienna e resta un vero modello per noi tutti chiamati oggi ad accogliere il grido dei feriti che si leva dalle nostre città, e portare ovunque la gioia del Vangelo.

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