Contro lo spreco, inventa la solidarietà

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Contro lo spreco, inventa la solidarietà.

Solidarietà in azione. E’ incredibile quello che sa inventare l’amore e la solidarietà per aiutare gli altri che sono nel bisogno.
– Torino: Marta, a 79 anni, recupera il cibo per i poveri, in bicicletta. Tutte le mattine passa da tre supermercati di Torino e ritira alimenti che altrimenti verrebbero sprecati. Così aiuta concretamente 8 famiglie per l’ammontare di 20 persone.
Un bel calcio allo spreco, un gesto davvero “eroico” di solidarietà. Una bella storia dei nostri giorni che può accendere anche la nostra fantasia a inventare forme di solidarietà.

Una bicicletta è progettata per trasportare una persona e non certo decine di chili di cibo. Eppure, la bici della signora Marta ormai ci è abituata, grazie a un cestello davanti al manubrio, una cassetta appoggiata sulla ruota posteriore e un sellino ben appiattito. Da anni viene caricata quasi come un camioncino e spinta a mano da una donna forte, determinata e che semplicemente ha voglia di fare del bene.
Marta ha 79 anni (saranno 80 a luglio) e ogni mattina, insieme all’inseparabile due ruote di un bel colore verde acceso, percorre il consueto itinerario nel quartiere Santa Rita di Torino, la zona in cui vive da molti anni. Intorno alle 9 passa davanti a tre diversi supermercati e, guardando nei cassonetti dell’immondizia all’esterno, cerca ciò che viene quotidianamente gettato, ma che resta ancora perfettamente commestibile. Raccoglie tutto il possibile e se ne va a casa con la sua bicicletta smisuratamente carica, con oltre 40 chilogrammi di generi alimentari ogni giorno.
  «È incredibile – racconta – quanto spreco ci sia ancora oggi. Viene gettato il cibo prossimo alla scadenza oppure quello contenuto in confezioni non più perfette, magari a causa di un urto durante il trasporto. In questo periodo, ad esempio, ci sono le arance: se una è andata a male, buttano via intero l’intero sacchetto da 5 chili. È vergognoso».
♦ Ma la signora Marta è tenace: di origine contadina, per molti anni ha intervistato la gente in tutto il Piemonte per le indagini di mercato. Oggi è in pensione, vive con il marito, ha un figlio medico e una figlia biologa e tre nipoti iscritti a Medicina.
 Non si vergogna, però, a rovistare nella spazzatura, anche se viene guardata continuamente con sospetto dai passanti e di certo senza particolare simpatia neppure dai responsabili dei supermercati: «Non mi interessa. Lo faccio perché so che ci sono persone che hanno bisogno e che mi aspettano».
Tre volte alla settimana, infatti, carica la sua auto di tutte le provviste raccolte e va a distribuirle a chi ha bisogno a Casalborgone, un paese di duemila persone a circa 30 chilometri da Torino.
 «Ho iniziato quasi per caso, portando qualche genere alimentare a una famiglia che, a causa della crisi economica, si era ritrovata a perdere tutto. In poco tempo, poi, il giro si è allargato e continuavano ad arrivarmi segnalazioni di nuove situazioni di disagio.
 Adesso seguo 8 famiglie, per un totale di oltre venti persone. Mi accolgono sempre a braccia aperte e con grande dignità. Non mi hanno mai chiesto nulla e riescono a non sprecare mai nulla. Con la farina si fanno il pane, con il latte producono da soli le formaggette.
  Ciò che avanza (quando avanza) viene portato in una sorta di scuola popolare che ospita gratuitamente anche a dormire persone in grave indigenza».

(fonte: cf. Avvenire.it, 30 dicembre 2017)

Torino – Marta, a 79 anni, recupera il cibo per i poveri, in bicicletta. Tutte le mattine passa da tre supermercati di Torino e ritira alimenti che altrimenti verrebbero sprecati. Così aiuta concretamente 8 famiglie per l’ammontare di 20 persone. Un bel calcio allo spreco, un gesto davvero “eroico” di solidarietà. Una bella storia dei nostri giorni che può accendere anche la nostra fantasia a inventare forme di solidarietà.

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