Coronavirus. Papa Francesco, buon pastore per tutti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Coronavirus. Papa Francesco, buon pastore per tutti.

-In questo tempo di crisi causato dal coronavirus. Papa Francesco si sta mostrando buon Pastore, attento alle necessità e sofferenze di tutti. Ha accettato docilmente di “essere ingabbiato”, come ha detto lui stesso, dovendo responsabilmente rinunziare alle Udienze Generali, all’Angelus in Piazza San Pietro, anche alle celebrazioni della santa messa fatte con la partecipazione dei fedeli.
– Ma, coraggiosamente, ha voluto farsi “pellegrino” di preghiera per andare a chiedere con fiducia alla Madonna e poi al Crocifisso la fine della pandemia che sta seminando sconforto e amarezza.
– La presenza del Papa nelle strade quasi deserte di Roma ha sorpreso piacevolmente ed ha rivelato ancora una volta la sua vicinanza alle problematiche che la gente deve affrontare in questi giorni di viva apprensione.

15 marzo 2020 – L’Angelus trasmesso in streaming.
♦ Papa Francesco ha detto papale papale: “In tempo di pandemia non si deve fare il don Abbondio“. Ed ha ringraziato “la creatività dei sacerdoti, tante notizie mi arrivano dalla Lombardia che è stata molto colpita, che pensano mille modi di essere vicini al popolo, perché non si senta abbandonato. Sacerdoti con lo zelo apostolico”.
♦  In particolare ha ricordato la messa celebrata dall’arcivescovo di Milano “nel Policlinico per gli ammalati, i medici, gli infermieri, i volontari. Vicino al suo popolo e anche vicino a Dio nella preghiera. Mi viene in mente la fotografia della settimana scorsa, solo sul tetto del Duomo pregando la Madonna”.
Al termine il Papa è tornato sul tema del coronavirus, ricordando come “in questi giorni piazza San Pietro è chiusa”.
Ha poi aggiunto: “Ma in questa situazione di pandemia in cui ci troviamo più o meno isolati, siamo invitati a riscoprire e approfondire il valore della comunione che unisce tutti i membri della Chiesa. Uniti a Cristo non siamo mai soli ma formiamo un unico corpo di cui lui è il capo. Un unione che si alimenta con la preghiera e anche con la comunione spirituale dell’Eucaristia, una pratica molto raccomandata quando non si può ricevere il sacramento”.
Da Padre e Pastore ha rinnovato “la mia vicinanza ai malati e a coloro che li curano. E ai tanti volontari che aiutano le persone che non possono uscire di casa e quanti vengono incontro ai bisogni dei più poveri e dei senza dimora. Grazie per lo sforzo che state facendo in un momento tanto duro”.

15 marzo 2020 -“Pellegrino” di preghiera nel pomeriggio.
♦  Nel pomeriggio Papa Francesco ha lasciato il Vaticano in forma privata e si è recato in visita alla Basilica di Santa Maria Maggiore, per rivolgere una preghiera alla Vergine, Salus Populi Romani, per invocare la fine della pandemia.
Successivamente, facendo un tratto di Via del Corso a piedi, come in pellegrinaggio, il Santo Padre ha raggiunto la chiesa di San Marcello al Corso per pregare per “la fine della pandemia.
♦ In questa seconda chiesa si trova il Crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città per invocare la fine della ‘Grande Peste’ a Roma.
Con la sua preghiera il Santo Padre ha invocato la fine della pandemia che colpisce l’Italia e il mondo, implorato la guarigione per i tanti malati, ricordato le tante vittime di questi giorni, e chiesto che i loro familiari e amici trovino consolazione e conforto.
La sua intenzione si è rivolta anche agli operatori sanitari, ai medici, agli infermieri, e a quanti in questi giorni, con il loro lavoro, garantiscono il funzionamento della società”.
Il Pontefice è rientrato in Vaticano verso le 17.30.

♦ Mercoledì scorso, 11 marzo, Papa Francesco aveva affidato l’Italia alla Madonna; questa mattina all’Angelus ha ricordato l’esemplare impegno dei sacerdoti lombardi e dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini per stare accanto alla gente provata dalla grave situazione in Lombardia.
La sua vicinanza alla sofferenza di tanti italiani si è manifestata nei giorni scorsi anche con una consistente donazione alla Caritas Italiana, perché possa far fronte al suo impegno per le persone più fragili, a serio rischio di abbandono in situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo.
(fonte: cf Avvenire.it Redazione Internet domenica 15 marzo 2020).

In questo tempo di crisi causato dal coronavirus, Papa Francesco si sta mostrando buon Pastore, attento alle necessità e sofferenze di tutti. Ha accettato docilmente di “essere ingabbiato”, come lui stesso ha detto, rinunziando ad affrontare le manifestazioni pubbliche (udienze, angelus, ecc…) Ma, coraggiosamente, ha voluto farsi “pellegrino” di preghiera per le vie di Roma, per andare a chiedere con fiducia alla Madonna prima e poi al Crocifisso la fine della pandemia. La sua vicinanza alla sofferenza di tanti italiani si è manifestata nei giorni scorsi anche con una consistente donazione alla Caritas Italiana, perché possa far fronte al suo impegno verso le persone più fragili.

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