Attualità

Cosa imparare dagli Europei di calcio appena conclusi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Cosa imparare dagli Europei di calcio.

– L’Italia è campione d’Europa di calcio; ha vinto battendo in finale l’Inghilterra. – E si può dire che il trofeo è andato alla squadra che più lo ha meritato, superando i leoni inglesi nel mitico stadio londinese di Wembley, il “tempio del calcio”, sotto lo sguardo attonito dei tifosi di casa.
– Una vittoria in “trasferta” analoga a quella dell’Argentina in Coppa America, 28 anni dopo l’ultimo trofeo, che ha sconfitto in finale il Brasile nell’altrettanto leggendario Maracaná di Rio de Janeiro, in barba al cosiddetto “fattore campo”.
– Ora che tutto si è consumato, lasciando immancabili scorie da digerire, conviene domandarsi: “Cosa imparare da questo complesso torneo di calcio?… Ma chi deve imparare?…” – Si sono dette tante cose a riguardo, toccando corde non proprio “intonate”. – Un po’ di saggezza consiglia che per tutti c’è da imparare qualcosa. – Non sprechiamo l’occasione.

Per tutti c’è da imparare qualcosa dagli Europei di calcio conclusi.
In primo luogo, la forza dell’essere squadra e il valore della sconfitta.
♦ Abbiamo visto nella delegazione italiana come funziona il gruppo, l’affiatamento, l’amicizia ed anche la complicità osservati nei calciatori negli allenamenti, nei momenti di svago, nelle dichiarazioni sempre leggere ma convinte, ma soprattutto nelle partite: queste cose, a dire degli esperti, hanno fatto la differenza.
♦ Mentre invece son volate parole grosse in altre delegazioni, come per esempio, nell’entourage francese dopo la prematura eliminazione dei favoritissimi “bleus”, campioni del mondo in carica: una squadra zeppa di fuoriclasse, ma con scarso affiatamento.

Mantenere uno stile di fairplay comunque vadano le cose.
♦ Dispiace quindi aver dovuto constatare la mancanza di fairplay dei calciatori inglesi, che si sono tolti dal collo la medaglia del secondo posto appena ricevuta [l’allenatore del Manchetser City, Pep Guardiola, invece la baciò dopo la sconfitta subita nella finale in Champions league].
♦ E dispiace davvero parlare del pubblico che in maggioranza ha lasciato gli spalti prima della premiazione, peraltro dopo aver fischiato all’inizio l’inno nazionale italiano, e delle botte ai tifosi azzurri all’uscita dello stadio.
Non si può perdere così: si perde due volte, e anche più.
Perdere fa male, soprattutto perdere davanti al proprio pubblico.
Ma accettare la sconfitta è segno di maturità oltre che di sportività.

 Una lezione di stile in questo senso è venuta dal ct della Spagna, Luis Enrique, un uomo che ha dovuto affrontare la più terribile delle prove, con la morte della figlioletta.
♦ Dopo aver perso proprio con l’Italia — ai rigori, al termine di una semifinale a lunghi tratti dominata — non solo ha elogiato gli avversari, riconoscendone il valore ben oltre i loro meriti sul campo, ma ha anche detto che in finale avrebbe tifato per loro.
E ai suoi ragazzi, in lacrime, ha ricordato che «la sconfitta fa parte dello sport, del calcio, della vita. Bisogna imparare a gestirla. E devi essere di esempio per i bambini piccoli: quando perdi non devi piangere ma rialzarti». Che lezione!

La coraggiosa positività dell’allenatore Roberto Mancini.
L’affermazione degli italiani — attesa persino più a lungo, ben 53 anni — arriva da lontano, dalla delusione della mancata qualificazione ai mondiali 2018, ed è la parabola perfetta di cosa vuol dire fare ed essere squadra.
Perché il calcio è sport di squadra e la finale con l’Inghilterra è stata indubbiamente la vittoria di un gruppo unito, che ha saputo crescere, lottare e divertirsi vincendo, sotto la guida del commissario tecnico, Roberto Mancini.
Suo il grande merito di aver raccolto i cocci della inattesa disfatta mondiale, assemblando con pazienza una squadra che ha finito per infrangere record significativi.
La sua positività, il suo puntare sulla forza del gruppo ha funzionato anche in assenza di veri fuoriclasse, infondendo nei singoli, per lo più giovani, la mentalità giusta, facendoli sentire tutti titolari, alla fine ha ripagato.

E che dire delle bellissime espressioni di amicizia vera con Gianluca Vialli, vissuta da anni, passata attraverso il dolore, la sofferenza e la malattia ed ora approdata ad un livello tale da commuovere gli italiani e portare loro frutti di gioia.

Infine alcune citazioni autorevole e doverose.
Papa francesco – Il direttore della Sala Stampa Vaticana ha comunicato: “Nel condividere la gioia per la vittoria della Nazionale argentina e di quella italiana con le persone che gli sono vicine, Sua Santità Papa Francesco si è soffermato sul significato dello sport e dei suoi valori e su quella capacità sportiva di saper accettare qualsiasi risultato, anche la sconfitta: ‘solo cosi’, davanti alle difficoltà della vita, ci si può sempre mettere in gioco, lottando senza arrendersi, con speranza e fiducia’”.
Dopo il trionfo a Wembley, il Presidente della repubblica italiana Mattarella ha detto agli Azzurri: “Avete reso onore allo sport”.
E il Presidente del Consiglio Draghi ha sintetizzato: “Con voi l’Italia al centro dell’Europa”.
♥  E i calciatori italiani hanno cantato l’inno nazionale al Quirinale e per le strade di Roma.

(fonte: varie dal web e in particolare cf L’Osservatore Romano, 12 luglio 2021).

L’Italia è campione d’Europa di calcio; ha vinto battendo in finale l’Inghilterra. – E si può dire che il trofeo è andato alla squadra che più lo ha meritato, superando i leoni inglesi nel mitico stadio londinese di Wembley, il “tempio del calcio”, sotto lo sguardo attonito dei tifosi di casa. – Cosa imparare da questo complesso torneo di calcio? Ma chi deve imparare? Si sono dette tante cose a riguardo. – Per tutti c’è da imparare qualcosa. – Non sprechiamo l’occasione.

Condividi l'articolo