Costretti a pensarla allo stesso modo?

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Costretti a pensarla allo stesso modo?

– La proliferazione dei social media ha dato possibilità ai suoi utenti di poter “pubblicare” la loro opinione. Oggi si assiste, un po’ divertiti e un po’ sconcertati, ad una crescita diversificata di pareri e posizioni personali, anche contro-corrente: c’è il tutto e il contrario di tutto. Ma c’è sempre una corrente dominante, alimentata dagli strateghi della comunicazione. Si pensi a come vengono trattati i temi spinosi: aborto, transgender, eutanasia…
– Il rischio di una nuova schiavitù di pensiero è sempre in agguato: perché, in qualche modo, bisogna prendere posizione, bisogna schierarsi.  E sono gli stessi social media ad attirare, anche manipolando le informazioni, verso l’una o l’altra posizione.
 Il cristiano deve guardare la propria coscienza illuminata dalla Parola in cui crede e da cui è nutrito. Dice San Paolo:Non conformatevi a questo mondo, ma trasformatevi rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12, 2). E San Giovanni mette in guardia:Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo” (1 Gv 2, 15-16).

Il paese delle persone con una gamba più corta.
C’era una volta un grande villaggio rurale, lontano e difficile da raggiungere. E lì c’era un mercato dove si vendeva di tutto.
♦ Un rappresentante di vendite decise di andare in auto in questo villaggio per presentare i suoi prodotti.
Preparò una macchina con quattro ruote motrici, con pneumatici da fango e catene, e partì.
Dopo molto girare, riuscì a raggiungere il paese. All’ingresso, ebbe una sorpresa.
♦ Notò che tutte le persone avevano una gamba più corta dell’altra e camminavano zoppicando.
Si fermò prima della piazza del mercato, da un lato della strada. Mentre attraversava la strada, vide persone che ridevano di lui. Guardò attentamente i suoi vestiti per vedere se c’era qualcosa di sbagliato, niente.
♦ Quando entrò sotto il tendone del mercato, la stessa cosa. Tutti ridevano di lui, anche se sommessamente.
Dopo aver trattato con il proprietario del locale di vendita, chiese: “Ora dimmi una cosa. Perché qui tutti stanno ridendo di me?”
♥  “Perché tu sei menomato”, rispose il proprietario che stava ridendo anche lui.
Quel rappresentante era considerato uno storpio perché aveva entrambe le gambe delle stesse dimensioni e non zoppicava. In quel paese il normale era considerato “menomato” e il non essere storpio era anormale, perché diverso da tutti.

♥ Il nostro mondo, a volte, è simile a quel paese. Le persone che non si dedicano al peccato sono considerate diverse e sono oggetti di derisione. Coloro che invece vivono nel male sono considerati normali.
La croce di Cristo opera un chiaro discernimento: essa viene da Dio e chi opera per Dio dovrà affrontare persecuzioni suscitate dal Maligno!

La Madonna non ha mai conosciuto peccato. Ella ha calpestato la testa al serpente infernale.
Santa Maria, prega per noi!

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Il rischio di una nuova schiavitù di pensiero è sempre in agguato: perché, in qualche modo, bisogna prendere posizione, bisogna schierarsi. E sono gli stessi social media ad attirare, anche manipolando le informazioni, verso l’una o l’altra posizione. – Il cristiano deve guardare la propria coscienza illuminata dalla Parola in cui crede e da cui è nutrito. – Dice San Paolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma trasformatevi rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12, 2).

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