Un incontro fantastico tra il Sommo Poeta e un ragazzo tropeano nel cuore dell’estate
Tra dialoghi vivaci e poesia, Dante scopre Tropea e ne ammira la bellezza senza tempo
Un caffè fuori dal tempo
Nel mese di giugno, periodo in cui si colloca verosimilmente la nascita di Dante Alighieri (tra maggio e giugno del 1265), il giovane tropeano Amedeo Carratura, musicista e autore, immagina di incontrare il Sommo Poeta proprio nella sua città. Un incontro impossibile, certo, ma raccontato con la naturalezza di un dialogo reale, quasi fosse un piccolo caffè letterario sospeso tra sogno e veglia.
Seduto su una panchina del belvedere, Amedeo descrive l’arrivo inatteso di Dante, avvolto nella sua tunica rossa, spaesato ma curioso di fronte a un mondo che non gli appartiene. Il poeta osserva il panorama, si stupisce dei luoghi, delle abitudini moderne e persino del cappuccino che gli viene offerto:
«Cos’è questa strana bevanda?»
Tropea agli occhi del Poeta
Il racconto si trasforma presto in una passeggiata tra storia e meraviglia. Dante ascolta, domanda, si emoziona. Quando Amedeo gli rivela che si trovano a Tropea, “una delle terre più belle della penisola”, il Poeta rimane incantato dalla scogliera, dal mare, dall’Isola e dal Santuario che la domina.
«Questa scogliera così meravigliosa che si affaccia sul mare… che bellezza paradisiaca!»
Il riferimento a Beatrice nasce spontaneo, come se la bellezza del luogo risvegliasse in lui la stessa vibrazione poetica che animò la Commedia.
Il dialogo e la poesia
Tra battute leggere e momenti di sincera emozione, Amedeo mostra a Dante una copia moderna della Divina Commedia. Il Sommo Poeta si stupisce del titolo “Divina”, attribuito da Boccaccio, e sfoglia il volume con meraviglia, come se vedesse la sua opera per la prima volta.
Il giovane musicista gli legge poi una poesia dedicata a Tropea, scritta in rima semplice ma intensa. Dante ascolta, apprezza la metrica e sorride compiaciuto, riconoscendo nel ragazzo la stessa volontà di raccontare il mondo attraverso la parola.
«Appena finii di leggerla, Dante mi rivolse un sorriso compiaciuto…»
Il segno finale
Il racconto si chiude con un’immagine delicata: Amedeo si risveglia sulla panchina, Dante non c’è più. Forse un sogno, forse no. Una foglia d’alloro — simbolo del Poeta — cade davanti a lui, come ultimo saluto.
Un finale lieve, che lascia il lettore con la sensazione di aver assistito a un incontro impossibile ma profondamente poetico.
Tutto il racconto in PDf
Un Caffè con Dante di Amedeo Carratura




