Discarica a cielo aperto a Ricadi

Rischi igienico sanitari per la popolazione

Ormai è abitudine la “discarica fai da te”

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Uno degli angoli deturpati dall’inciviltà – foto Vicari

Continuano a crescere le discariche abusive nel comune di Ricadi e, di conseguenza, i rischi igienico-sanitari per la popolazione locale.
L’ennesimo scempio ambientale è stato consumato stavolta nei pressi di un complesso turistico sito a Capo Vaticano, vicino ad un vecchio casello ferroviario dismesso, esattamente all’altezza di una strada interpoderale parallela ai binari ferroviari che attraversano la nota località balneare.
La discarica in questione è composta principalmente di materiale di risulta, cucine, frigoriferi, porte, water, eternit. Ma anche di tubi di plastica, sedie, taniche ad uso industriale arrugginite e quant’altro.
Oltre all’enorme quantitativo di materiale altamente inquinante, agli argini della strada trasformata oramai in discarica a cielo aperto sono stati riversati svariati quintali di terra mista a materiale di risulta.
All’enorme danno arrecato all’ambiente circostante, al sottosuolo e, quindi, alla popolazione residente, si aggiunge il rischio concreto per una possibile caduta di cucine, porte ed altro ancora sui binari ferroviari.
Quello dell’abbandono selvaggio di materiale inquinante o ingombrante è purtroppo un fenomeno assai diffuso nel ricadese.
Presi di mira dalla inciviltà e dal degrado totale, sono soprattutto aree lontane dalla grande frequentazione, che dovrebbero offrire un ristoro per gli amanti della natura ma che invece i criminali dell’ambiente stanno trasformando in zone invivibili.
Il comune di Ricadi, infatti, è attanagliato dal cronico problema dello scarico selvaggio di rifiuti nelle campagne che circondano l’abitato e le zone turistiche.
Per la cronaca, va detto che alcuni mesi addietro in altri siti comunali è stato trovato un elevato quantitativo di eternit.
Si tratta, peraltro, di materiale che, se non ermeticamente chiuso in contenitori speciali, è destinato, nel tempo, a sbriciolarsi. Le polveri derivanti dal processo di sbriciolamento sono altamente inquinanti e assai pericolose. Proprio per questo l’abbandono selvaggio di materiali del genere è un vero e proprio attentato all’ambiente.
In proposito, la normativa attualmente vigente è molto chiara. L’articolo 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale) vieta infatti “l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo”, e “l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali o sotterranee”.
Chi non rispetti la norma è punito “con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105 a 620 euro”, nel caso di rifiuti pericolosi e ingombranti; da 25 a 155 euro, negli altri casi (articolo 255).
È un dato di fatto spiacevole da constatare ma a Ricadi sta prendendo sempre più piede la moda «discarica abusiva fai da te».

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