Ha offerto la sua vita per tutti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Ha offerto la sua vita per tutti.

Il Crocifisso continua a dividere la storia degli uomini ancora oggi. Una certa comunicazione insiste nel presentare le immagini di offesa recate al Crocifisso, sottolineando soprattutto quelle provenienti dal mondo islamico.
– Gesù, offrendo la sua vita sulla croce, ha inteso attirare a sé tutta l’umanità non come a una scelta politica, ma come alla sorgente dell’amore che è Dio stesso. Ha testimoniato una donna:  “Io, musulmana, difendo il crocifisso ma dico: non strumentalizzatelo. Il crocifisso fa emergere la parte più bella di noi… è un inno alla bontà verso il prossimo, all’accoglienza dell’altro e alla speranza”.
-“Stretto al Crocifisso, l’occhio avevi in alto fisso” dice una strofetta di un canto in onore di San Gerardo. Con il crocifisso in mano si può valicare ogni frontiera, anche quella dell’eternità. occhio alla storia di oggi.

Un uomo ben agiato aveva sciupato la vita in mille preoccupazioni, che ora sul letto di morte non contavano niente.
♦ Ebbe però il coraggio di chiamare un sacerdote per chiedergli di confessarlo.
Il sacerdote lo confessò e poi, per l’infinita misericordia di Dio, gli perdonò tutti i peccati della vita e lo riconciliò con Dio.
Ma il moribondo, triste, guardava le sue mani e sospirava:
♦ – Come sono vuote di opere buone le mie mani, come sono vuote!
Allora il sacerdote staccò dalla parete il crocifisso, lo pose tra le mani di quel povero uomo pentito e gli disse:
– Ora le tue mani non sono più vuote! I meriti di Gesù, che ti ama, sono diventati tuoi. Ora possiedi il più grande tesoro, il lasciapassare per il Regno del Padre.
A queste parole il povero uomo si strinse felice il Crocifisso al cuore e morì sereno.

Gesù crocifisso ha offerto la sua vita per tutti.
Santa Teresina di Gesù Bambino aveva pregato ardentemente per la conversione di un crudele omicida condannato alla ghigliottina; e giunse a chiedere con insistenza al Signore di dare un segno della sua conversione, visto che lei viveva in clausura. Arrivata l’ora della esecuzione il condannato era accompagnato dal prete che voleva dare i conforti religiosi; il condannato, però, respinse con decisione il prete. Ma nel momento i cui si veniva steso sulla panca della ghigliottina con gesto rapido e forte strappò il crocifisso dalle mani del prete e lo baciò; poi offri il collo alla ghigliottina.
I giornali parlarono di questo estremo gesto. Santa Teresina ebbe il segnale richiesto della conversione del povero peccatore.

Gesù crocifisso continua ad essere il conforto dei perseguitati e dei falliti della vita. Con il crocifisso in mano si può valicare ogni frontiera, anche quella dell’eternità. – Il crocifisso fa emergere la parte migliore di noi… è un inno alla bontà verso il prossimo, all’accoglienza dell’altro e alla speranza”.

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