Cultura e Società

“Ho camminato sulla lunga strada della libertà”

Lotta al commercio dei bambini, prostituzione infantile, pedopornografia

Concluso con successo il Premio Donne Libere allo Special Rapporteur ONU Maud De Boer Buquicchio su iniziativa dell’I.S. di Tropea

Madame Maud De Boer Bouquicchio e la dirigente Beatrice Lento

La parola che più d’ogni altra è riecheggiata nel salone del Museo Diocesano di Tropea, gremito di giovani e di rappresentanti delle Agenzie Formative del Territorio, è stata Libertà.
“L’ho incontrata tantissime volte nella mia vita la parola libertà ed oltre a ricordare il poema di Paul Eluard che ho scelto per denominare il mio intervento: ‘Libertè J’ecris ton nome’ mi piace menzionare “Ho camminato sulla lunga strada della libertà” di Nelson Mandela col suo riferimento intenso alle responsabilità che l’impegno per la conquista di questo valore comporta. Da giovane amavo leggere e fare sport ma da quando la passione per la tutela dei Diritti Umani mi ha conquistato non ho smesso un istante di lavorare con forte determinazione perché la strada da percorrere è veramente lunga e in salita” Così ha esordito la De Boer nel Suo italiano perfetto e dal marcato accento straniero. Maud è olandese di nascita ma italiana di adozione per aver sposato un nostro connazionale e per la forte vicinanza alla cultura del nostro Paese.
I temi a Lei più cari sono la lotta al commercio dei bambini, alla prostituzione infantile, alla pedopornografia ma anche agli abusi e soprusi che si consumano ai danni degli adolescenti, delle donne e dei profughi. Dopo aver ripercorso la sua carriera densa di incarichi in tutto il mondo, la De Boer si è soffermata sul suo attuale compito di Relatore Speciale al servizio dell’ONU ed ha sottolineato con dolore la presenza di tanta ingiustizia, tanta violenza e tanta miseria.
Molto bello il suo riferimento alle caratteristiche della Libertà: “E’ uno stato mentale” ha affermato” I prigionieri sono morti liberi, perché sapevano di essere innocenti. I dittatori sono finiti incatenati a una coscienza sporca. La pace interiore è quella che conta” Altrettanto intensa e significativa, a conclusione del suo emozionante e appassionato intervento, la sua riflessione: “Quando il mio tempo sarà terminato, avrò fatto abbastanza? Questo interrogativo io me lo pongo anche ora e mi dico che solo se sarò in grado di rispondere affermativamente avrò meritato questo ed altri premi. Cari ragazzi, spero che anche la vostra risposta sarà la stessa un giorno, qualunque cosa sceglierete di fare nel futuro”.
L’istituto Superiore tropeano ha accolto la De Boer con grande entusiasmo e le ha reso omaggio con una serie di performances teatrali riuscitissime grazie alla collaborazione di Maria Grazia Teramo, Presidente dell’Associazione culturale Laboart.
Dopo un inizio a sorpresa con i Diritti Umani declamati da studenti sparsi nel salone a ritmo serrato, sono seguite due storie belle, drammatiche ed intense interpretate con grande maestria. Carlo Di Bella ha introdotto la storia di Iqbal Masih, il bambino pakistano di dodici anni che si è ribellato alla sua condizione di schiavitù come tessitore di tappeti denunciando i suoi sfruttatori.”Avevo un grande desiderio di imparare a leggere e scrivere, perché sono convinto che gli unici arnesi da lavoro che i bambini dovrebbero tenere in mano, sono penne e matite” Questa l’amara riflessione di Iqbal ucciso a 12 anni da uno sconosciuto che, evidentemente, non è riuscito ad annullare la causa per cui il sindacalista dei bambini ha sacrificato la sua giovane esistenza.
Altrettanto intensa l’interpretazione dell’allieva Giorgia Pansa della storia di Anna Maria Scarfò, la giovane di San Martino di Taurianova stuprata dal branco che, dopo anni di sevizie, viene aiutata dai Carabinieri a cui si confida, dopo le inutili richieste d’aiuto al parroco e a una suora. I mostri sono arrestati ma il Paese condanna a morte Anna Maria e la bolla come la Malanova.
“Il brano che Giorgia ha recitato” dichiara la Lento” è fortissimo ed è arrivato agli spettatori come un pugno allo stomaco. E’ quello che volevamo perché, ancor oggi, lo stupro viene spesso valutato con l’ambiguità che cerca di chiamare in causa la colpa della donna: la minigonna, il leggins, la scollatura, la provocazione…. E’ vergognoso raccogliere questi atteggiamenti che evidenziano la brutalità della subcultura maschilista che non si rassegna a retrocedere”.
La scuola tropeana ha voluto rendere omaggio alla sua premiata anche con la recitazione del poema di Paul Eluard “Libertè J’ecris ton nome” da parte della studentessa Silvia Ventrice che ha introdotto il pezzo forte della mattinata: il video del Flash Mob eseguito dagli studenti sulla spiaggia sottostante lo scoglio dell’Isola che si conclude con la scrittura della parola Libertà attraverso i corpi dei giovani sapientemente adagiati sulla sabbia bagnata dalle onde.
“L’atmosfera della mattinata è stata di grande suggestione grazie ai valori in gioco e alla passione trasmessa da Madame Moud, visibilmente emozionata nonostante la sua lunghissima e brillante carriera in Paesi di tutto il mondo. I nostri cuori hanno battuto all’unisono per la grande affinità tra l’impegno di Maud e quello della nostra scuola, una piccola scuola che a Tropea, angolo di paradiso spesso bistrattato ma bellissimo, ha avuto l’ambizione di fare dei suoi studenti gli ambasciatori e i paladini della giustizia, della dignità della persona e della pace, valori di cui il nostro tempo ha disperatamente bisogno” (dichiarazione della dirigente Lento).
La mattinata magica ha avuto degna conclusione con le parole dell’architetto Luigi Giffone, personalità tropeana autorevolissima, che, riferendosi al video ha evidenziato la natura della libertà e l’esigenza di tutelarla . ”Quei corpi degli studenti sulla sabbia bagnata dal mare evocano la fragilità e la bellezza di questo valore immenso. Le immagini mi hanno fatto pensare ai cadaveri dei profughi portati dalle onde e alle tante lotte da me intraprese. Ragazzi: amatela la libertà, difendetela e non permettete a niente e a nessuno di portarvela via”
Si è conclusa così un’altra pagina dell’Istituto Superiore di Tropea che ha fatto dell’impegno formativo il suo elemento clou.

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Beatrice LENTO

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Redazione
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