Raf Vallone, un talento tropeano che ha attraversato il Novecento
Un artista totale: giornalista, calciatore, partigiano, icona del cinema

Nato a Tropea il 17 febbraio 1916, Raf Vallone rimane una delle figure più poliedriche e sorprendenti del panorama culturale italiano. Attore di fama internazionale, giornalista impegnato, calciatore di talento e partigiano durante la Resistenza, Vallone ha incarnato un’idea di artista totale, capace di muoversi con naturalezza tra mondi diversi senza mai perdere il legame con la sua terra d’origine.
La sua carriera iniziò lontano dai riflettori: laureato in Giurisprudenza e Filosofia, entrò nella redazione de L’Unità e poi de La Stampa, distinguendosi per lucidità e rigore. Parallelamente coltivò la passione per il calcio, arrivando a giocare come difensore nel Torino, in una delle stagioni più vivaci del club.
Il cinema lo scoprì quasi per caso, ma fu un incontro destinato a cambiare la storia. Luchino Visconti lo volle in Riso Amaro (1949), ruolo che lo consacrò come interprete intenso, fisico, moderno. Da lì una lunga serie di film italiani e internazionali, dal neorealismo ai set hollywoodiani, dove Vallone portò sempre una presenza scenica inconfondibile, fatta di autenticità e rigore morale.
Durante la Seconda guerra mondiale scelse la via dell’impegno civile, aderendo alla Resistenza. Un tratto che segnò profondamente la sua visione del mondo e che riaffiorò spesso nei suoi personaggi, uomini combattuti, etici, mai superficiali.
Nonostante il successo, Vallone non recise mai il filo con Tropea. La ricordava come la culla della sua identità, il luogo dove aveva imparato la bellezza, la misura, la forza del mare. Un legame che si è chiuso simbolicamente nel 2002: scomparso a Roma il 31 ottobre, all’età di 86 anni, ha scelto di riposare proprio nel Cimitero di Tropea, accanto alle sue radici.
Oggi, nel ricordarlo, Tropea non celebra solo un grande attore, ma un uomo che ha attraversato il Novecento con coraggio, intelligenza e una rara fedeltà alla propria storia.




