Politica

Il Pdl deve ascoltare la base

La designazione del sindaco è stata calata dall’alto

“Tutto ciò ci induce a riflettere su questo nostro partito”

Il logo del Popolo della Libertà
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È in dubbio che nel centrodestra vibonese esista un clima di discriminazione nei confronti di quanti continuano ad avere fra i punti di riferimento l’on. Domenico Basile e tutto quello che egli ha rappresentato e continua a rappresentare. E questo avviene nonostante l’on. Basile riscuota sempre vasta stima, considerazione, consensi, specie fra la base di militanti e simpatizzanti del Pdl e vasti settori della società civile. Pensavamo che la nascita del partito unico fosse un’occasione da non perdere per lasciarsi alle spalle le discriminazioni e i veti che hanno contraddistinto a Vibo e in provincia gli ultimi anni di Alleanza Nazionale. Si continua, in effetti, a non tener conto del pensiero e delle necessità della base, ancora una volta ritenuta utile solo per raccoglierne i voti.

Sarà proprio per tale motivo che tutte le scelte operate sul territorio provinciale, a partire da quella dei coordinatori comunali del partito per finire alla designazione dei candidati a sindaco per l’elezione di fine Marzo, vengano assunte al vertice e calando dall’alto nominativi senza che gli stessi vengano prima discussi e valutati dagli organi statutari preposti.
Siamo sicuri che se la base del centrodestra vibonese, oltre a quella del dott. Costa, avesse gradito valutare la candidatura di altri, senza escludere appunto l’on. Basile, su questi nominativi avrebbe potuto democraticamente esprimersi. Anche a Tropea il direttivo, che il Pdl provinciale regge, ha agito in forma altrettanto antidemocratica ed autoritaria, affidando l’incarico di coordinatori comunali senza alcun preventivo confronto con gli iscritti ed simpatizzanti del Pdl.

Senza nulla togliere ai nominati, allo stesso modo la designazione di un candidato a sindaco è stata calata dall’alto, senza tener in nessun conto i problemi causati da tali soggetti nel passato sia alla coalizione di centrodestra che alla città. Si deve solo al detentore del verbo e ai suoi umori la crisi profonda che attanaglia quella che una volta veniva definita la perla del Tirreno. Si è manifestato in più occasioni con atteggiamenti istrioneschi di chi, dopo aver sponsorizzato e favorito l’elezione di due sindaci, ne ha poi determinato la caduta anticipata, probabilmente perché questi si erano stancati di portare sulle spalle un così opprimente peso. Forse una spiegazione esiste per tali altrimenti incompressibili scelte. Sarà diventato di moda esaltare chi tradisce e divora i propri figli, guarda caso anche con la resurrezione finale, come nel caso dell’ex sindaco Costa a Vibo Valentia, non dimenticando chi l’ha mandato a casa e oggi lo ripropone sugli altari.

Tutto ciò ci induce a riflettere su questo nostro partito, che in questo momento sembra essere composto non tanto dai tesserati e dai simpatizzanti, ma dal direttivo provinciale e dai vari segretari cittadini con tutte le determinazioni più opportune che intenderemo assumere.
Il comitato “Pubblicamente” di Tropea, che guarda con attenzione e simpatia a quelle forze politiche che oltre ad ispirarsi a livello di programma pratica anche quotidianamente e a ogni livello la libertà, la democrazia, il dialogo e il confronto costruttivo, si mette a disposizione di chi vuole proseguire su questa strada, cosi come consigliano esponenti nazionali e vibonesi, si propone di partecipare attivamente alle prossime scadenze elettorali con uomini e donne capaci di interpretare al meglio una fase nuova di cambiamento e modernizzazione, per superare una volta per tutte la vecchia politica degli egoismi, delle discriminazioni e delle faziosità.

 

Al tempo stesso, s’invitano i dirigenti provinciali del Pdl a uniformarsi e a concentrare i loro sforzi sulle aspettative e sui bisogni della gente, rompere quel muro di individualismo che è sfociato nella totale padronanza ed asservimento del partito a discapito della necessità di garantire ed assicurare il necessario rapporto ed il coordinamento di tutte le forze e le energie dislocate sul territorio che ha bisogno non di Padri-Padroni, ma di certezze, di unità, di decisioni condivise e non imposte dell’alto. Con questo non si vuole urtare la suscettibilità di qualcuno dei dirigenti provinciali del Pdl, ma offrire uno spunto di riflessione per un serio dibattito interno, che si articoli attraverso un confronto altrettanto serio al fine di ridare al Pdl provinciale quello slancio e quel dinamismo di cui ha tanto bisogno e al tempo stesso lo faccia uscire dalle sacche dell’immobilismo, dal nepotismo, dalla fase di stallo caratterizzata da apatia e dalla difesa dei piccoli orticelli per recuperare una stagione politica nuova che si configuri come marcata identità di destra, non omologabile, sovrapponibile alla cattiva politica o all’antipolitica, un’identità che possa essere patrimonio comune di iscritti e simpatizzanti del Pdl.

Gruppo cittadino Pdl
ex Alleanza Nazionale Tropea

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Redazione
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