La benedizione degli animali

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La benedizione degli animali nella festa di sant’Antonio abate, che resta – per il popolo – nemico dichiarato del demonio.

«Molti animali, per disposizione della stessa provvidenza del Creatore, partecipano in qualche modo alla vita degli uomini, perché prestano loro aiuto nel lavoro o somministrano il cibo o servono di sollievo. Nulla quindi impedisce che in determinate occasioni, per es. nella festa di un santo, si conservi la consuetudine di invocare su di essi la benedizione di Dio». (Bemedizionale, Rituale romano, n.1058). – E appunto nella festa di sant’Antonio abate (17 gennaio) c’è stata un po’ dappertutto la benedizione degli animali domestici o di lavoro. – Sant’Antonio abate, patrono degli animali, e nemico del demonio, che cercava continuamente di attaccarlo sia fisicamente che spiritualmente.
– Sant’Atanasio. nella sua “
Vita di Sant’Antonio”, ricorda vari episodi che poi il folclore religioso ha messo in musica e canti popolari.
– La benedizione degli animali oggi, tempo in cui l’attenzione verso la natura e il creato sono molto importanti, potrebbe diventare un’occasione di educazione ambientale, che va ben al di là dell’affetto per il proprio animale domestico.

Roma, Piazza San Pietro 17 gennaio 2019.
♦ Dall’oca veneta alla gallina ancona, dalla pecora sarda all’asino amiatino, dal maiale nero casertano alla capra maltese, dalla mucca pezzata rossa alla chianina, la razza di bovino più grande del mondo.
♦ Gli allevatori italiani si sono ritrovati con i loro animali, giovedì mattina 17 gennaio, in piazza Pio XII.
L’occasione è stata la tradizionale memoria liturgica di sant’Antonio abate, durante la quale il cardinale Angelo Comastri, arciprete della basilica di San Pietro, ha benedetto gli allevatori e i loro animali.
Nel saluto ai presenti, il cardinale ha ricordato che l’11 ottobre 1962 Giovanni XXIII si affacciò alla finestra del Palazzo Apostolico vaticano e disse che anche la luna si era affacciata a guardare lo spettacolo.
«Anche io — ha aggiunto il cardinale — posso dire, oggi, all’improvviso le nubi si sono aperte e il sole si è affacciato a guardare questo spettacolo: lo spettacolo degli allevatori e degli agricoltori che sono la parte più bella, più pulita e più onesta della società».
Precedentemente, all’altare della Cattedra della basilica vaticana, l’arciprete aveva celebrato la messa.
All’omelia ha fatto notare come il ricordo di sant’Antonio sia ancora vivo dopo 1700 anni.
«Tanti personaggi contemporanei a lui — ha detto — per esempio Diocleziano, oggi sono dimenticati, mentre i santi sono aggrappati a Dio e chi è aggrappato a Dio non invecchia, attraversa tutta la storia, parla e insegna».
(fonte: cf Osservatore Romano, 17 gennaio 2019).

Sant’Antonio nel deserto – il nemico del demonio.
♦ Sant’Antonio visse in solitudine nel deserto dopo che, ispirato dai Vangeli, volle vendere tutto ciò che possedeva per condurre una vita di solitudine nel deserto egiziano.
♦ Scelse un tranquillo eremo lontano dal mondo, ma non riuscì a fuggire completamente dal suo nemico più insistente. Il diavolo, sapendo che Antonio era un uomo molto santo e vicino a Dio, fece di tutto per osteggiarlo. Se non riusciva ad allontanarlo da Dio attraverso le ricchezze mondane cercava di attaccarlo sia fisicamente che spiritualmente.
♦ Sant’Atanasio ricorda vari episodi nella sua Vita di Sant’Antonio, che poi il folclore religioso popolare ha messo in musica e canti popolari.
Un sorriso con un canto popolare dialettale tradotto alla meglio
“Sant’Antonio. il nemico del demonio”.

  1. Buona sera amici cari, tutti quanti i cristiani questa sera devo dirvi della festa di domani, che domani è Sant’Antonio il nemico del demonio.  Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  2. I parenti di Sant’Antonio una moglie gli vogliono dare; ma lui non ne vuol sapere, nel deserto si fa mandare, per non avere la seccatura di stare a fare una creatura. Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  3. Sant’Antonio nel deserto si mangiava i tagliolini; Satanasso per dispetto gli rubava la forchetta. Sant’Antonio non si lagna, con le mani se li mangia… Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  4. Sant’Antonio nel deserto si lavava l’insalata. Satanasso per dispetto gli tirava una sassata. Sant’Antonio lo prende per il collo e lo mette col culo a mollo… Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  5. Sant’Antonio nel deserto si cuciva i calzoni. Satanasso per dispetto gli rubava i bottoni. Sant’Antonio se ne frega con lo spago se li lega. Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  6. Sant’Antonio nel deserto si faceva la permanente. Satanasso per dispetto gli staccava la corrente. Sant’Antonio non si impiccia e con le dita se l’arriccia… Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  7. Sant’Antonio nel deserto se ne stava senza moglie. Satanasso per dispetto gli risveglia certe voglie. Sant’Antonio non gl’importa, e lo schiaccia sulla porta. Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
  8. Sant’Antonio nel deserto si diceva l’orazione. Satanasso per dispetto gli fa il verso del trombone. Sant’Antonio con il forbicione trìcchete-tràcchete lo fa cappone… Sant’Antonio Sant’Antonio il nemico del demonio.
Nella festa di sant’Antonio abate (17 gennaio) c’è stata dappertutto la benedizione degli animali domestici o di lavoro. – Sant’Antonio abate, patrono degli animali, ma nemico del demonio, che cercava continuamente di attaccarlo sia fisicamente che spiritualmente. – Sant’Atanasio. nella sua Vita di Sant’Antonio, ricorda vari episodi che poi il folclore religioso ha messo in musica e canti popolari.- La benedizione degli animali oggi, tempo in cui l’attenzione verso la natura e il creato sono molto importanti, potrebbe diventare un’occasione di educazione ambientale, che va ben al di là dell’affetto per il proprio animale domestico.

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