La bisaccia del pellegrino 35-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Agosto 2012, quinta settimana:  26 agosto – 1 settembre.

 

1. Vangelo della domenica 26 agosto –    “Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.
2. Aspetti della vita  – Difendere e custodire la natura.
3. Un incontro con S. Alfonso –  Umiltà e mansuetudine.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  27 agosto- 1settembre 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  1483. San Francesco di Paola a Roma.

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1. Vangelo della domenica –  (Gv 6,51-58)
“Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

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Non è facile credere nel nostro mondo d’oggi.
La verità che ci è rivelata da Dio in Gesù Cristo, agli uomini e alle donne del nostro tempo appare spesso un “discorso insostenibile”, a cui non si può chiedere a nessuno dei nostri sapienti contemporanei di credere. Così è, per esempio, per la dottrina della presenza reale del corpo e del sangue del Signore nella santa Eucaristia. Essa sembra essere una sfida al buon senso, alla ragione, alla scienza. Noi diciamo: “Vedere per credere”, esattamente quello che disse san Tommaso: “Se non vedo… e non metto la mia mano, non crederò”. Gesù ci ricorda che il corpo di cui parla è il suo corpo risorto e salito al cielo, liberatosi, nella risurrezione, dai limiti dello spazio e del tempo, riempito e trasformato dallo Spirito Santo. Questo corpo non è meno reale del suo corpo in carne ed ossa, anzi lo è di più. Questo corpo risorto può essere toccato e afferrato personalmente da ogni uomo e donna di ogni tempo e luogo, perché lo Spirito si estende, potente, da un’estremità all’altra.
In Gesù Cristo e tramite Gesù Cristo, credere significa vedere e toccare: un modo di vedere più profondo, più vero e più sicuro di quello degli occhi; un modo di toccare più in profondità e un modo di afferrare con una stretta più salda di quanto si possa fare con le mani. Credere significa vedere la realtà al di là del visibile; significa toccare la verità eterna.
In questa fede e grazie ad essa, possiamo dire con Pietro; “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. (La Chiesa.it). 

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Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna = Il Vangelo di questa domenica presenta una crisi di fede. Dopo il discorso di Gesù sul pane della vita, interrotto da molte mormorazioni degli astanti, ecco la reazione dei discepoli ad una parola definita dura, cioè difficile. Non sanno comprendere Cristo.
Tutto il suo messaggio è spesso frainteso, perché esigente e nello stesso tempo inafferrabile: è il linguaggio del Mistero di Dio. Anche noi oggi non siamo diversi dagli ascoltatori di ieri: basti pensare alla nostra fatica nel celebrare degnamente Cristo morto e risorto nella Liturgia Eucaristica. Come Pietro, che fa riecheggiare nelle sue parole il consenso della fede del popolo eletto: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dei, anche noi oggi siamo invitati a ripetere: «Da chi andremo, Signore? Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio».
La parola di Gesù ci riporta al centro della fede, che è adesione sempre rinnovata al suo Mistero Pasquale. La conversione non è mai indolore, richiede fatica, ma abbiamo la certezza della gioia del Vangelo, perché solo Gesù ha parole di vita eterna.
(Elide Siviero in “La Domenica”).

 2. Aspetti della vita: VII Giornata Nazionale Salvaguardia del Creato
Difendere e custodire la natura

In occasione della VII Giornata Nazionale per la Salvaguardia del Creato (1° settembre 2012) tutti dovremmo interrogarci sul dovere morale nel difendere e ben custodire la bellezza e bontà della natura. Il presidente, Giovanni Caggiano, della Comunità Montana Tanagro-Alto e Medio Sele in provincia di Salerno, ha risposto ad alcune domande sulla tutela del territorio.

  • Come difendere l’ambiente? «Attraverso una sana gestione del territorio: manutenzione corsi d’acqua, pulizia boschi e sottoboschi, in questo modo si prevengono disastri ambientali e geologici, si difendono le vite umane, l’ecosistema».
  • Qual è la maggior difesa? «La maggior difesa consiste soprattutto vivere l’ambiente e la montagna secondo stili vita che sono rispettosi della biodiversità e del valore della natura, creando condizioni per ridurre o evitare lo spopolamento in atto, che sotto il nome di desertificazione delle aree montane»

Contribuire alla salvaguardia del patrimonio naturale è un dovere delle istituzioni, ma anche una responsabilità etica della quale ogni cittadino deve farsi carico. I cristiani inoltre, nei confronti della creazione, gratitudine per i doni ricevuti, devono custodirla come bene collettivo e con intelligenza collaborare nella libertà ad ogni suo sviluppo.
(Lucia Giallorenzo in “La Domenica”)

Una preghiera per restare vigili
«Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna» (Gv 6,68-69), rispose l’apostolo Pietro a Gesù. In un tempo di incertezze e paure, anche noi ci ritroviamo a cercare una guida, una stella polare da seguire. Aiutaci Signore ad affidarci a Te come unico Maestro per trovare la giusta strada nelle molteplici scelte della vita (Letizia Battaglino).

3. Un incontro con S. Alfonso – Umiltà e mansuetudine.
S. Alfonso veniva censurato, malmenato ed ingiuriato or da uno or da un altro per le sue opere. Alcuni gli dicevano che la sua morale puzzava di lassismo; altri che esagerava nelle glorie di Maria; altri che era superbo e che voleva atteggiarsi a Maestro e Fondatore.
Ma il Santo si mantenne sempre in umiltà e mansuetudine dinanzi a tutte queste critiche. Rispondeva sempre con tono dolce e calmo, difendendo le sue opere e se stesso come dinanzi a un giudice, benché lodato ed applaudito universalmente.

Ammirabile fu la mansuetudine di S. Alfonso con un suo consigliere di umore bilioso e avverso alla sua morale. In una ricreazione comune, parlando di un caso morale, questo Padre chiamò S. Alfonso irreligioso e dannato. Il Santo conservò la calma e restò col sorriso sulle labbra.
Però il Padre sedatasi la passione andò alla stanza del Santo e postosi in ginocchio gli chiese perdono. Allora credutolo ravveduto lo corresse dolcemente: “Padre mio, bisogna rimetterci in certe cose, e darvi carico, specialmente in pubblico, che io sono superiore “.
Ma quello pur restando in ginocchio ritenendo il suo parere aggiunse: “Padre vi raccomando la Chiesa di Gesù Cristo”. Il Santo allora ne rise e disse: “Vi ringrazio del bello onore che mi fate, mentre per poco non mi chiamate eretico…” –  e lo sopportò con tal pazienza e mansuetudine che poi raccontò la cosa in ricreazione per sorriderci su.

  • “Allorché ricevete qualche affronto, soffritelo con pazienza, ed accrescete l’amore a chi vi disprezza. Questa è la pietra di paragone per conoscere se una persona è umile e santa. Se ella si risente, ancorché facesse miracoli, dite che è canna vacante”.
  • In due cose consiste la virtù della mansuetudine: 1. Nel frenare i moti di collera verso coloro che ce ne danno l’occasione; 2. Nel sopportare i disprezzi” (S. Alfonso).

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXI Settimana Tempo Ordinario
27 agosto 1 settembre  –  Liturgia delle Ore: I settimana. 

27  agosto  (lunedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore. – Un rapporto con Dio falso e contorto è un grande rischio, soprattutto quando si pretende di guidare gli altri. Occorrono autenticità, umiltà e semplicità.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = . 2Ts 1,1-5.11b-12; Sal 95,1-5; Mt 23,13-22.
  • – Santi di oggi  =  Santa Monica, madre di sant’Agostino. Memoria. San Rufo; San Narno. 

28  agosto  (martedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Vieni, Signore, a giudicare la terra. – Gesù denuncia due deleterie distorsioni religiose: essere puntigliosi nelle minuzie perdendo di vista l’essenziale e attenti alle apparenze dimenticando il primato dell’interiorità. Davvero ne siamo del tutto esenti?
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 2Ts 2,1-3a.13-17; Sal 95,10-13; Mt 23,23-26.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Agostino, vescovo e dottore della Chiesa. Santa Fiorentina.

29  agosto  (mercoledì) – Colore liturgico rosso.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza. – Giovanni Battista non ha esitato a immolare la sua vita per la verità e la giustizia. Anche la credibilità della nostra testimonianza cristiana si gioca su questi valori supremi.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Ger 1,17-19; Sal 70,1-6.15.17; Mc 6,17-29.
  • – Santi di oggi  =  Martirio di San Giovanni Battista. Santa Sabina.

30  agosto  (giovedì)  –  Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Benedirò il tuo nome per sempre, Signore. – Quando tutti, nella notte, sono sprofondati nel torpore, il Signore ci chiede di vegliare. E se, anche nella Chiesa, qualcuno vive solo per se stesso, noi siamo chiamati a prenderci cura del fratello
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 1,1-9; Sal 144,2-7; Mt 24,42-51.
  • – Santi di oggi  =  Santa Margherita Ward; Beato Ildefonso Schuster.

31  agosto  (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Dell’amore del Signore è piena la terra. – Come sarà il nostro incontro con il Signore? Dipende da noi. Lo Sposo vuole trovarci già luminosi nello splendore della sua verità e del suo amore.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   1Cor 1,17-25; Sal 32,1-2.4-5.10-11; Mt 25,1-13.
  • – Santi di oggi  =  San Raimondo Nonnato; Sant’Aristide.

1  settembre  (sabato) – Colore liturgico verde.
Giornata per la salvaguardia del creato

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Beato il popolo scelto dal Signore. – Siamo ancora in tempo. Disseppelliamo i nostri talenti e facciamoli fruttificare. C’è un mondo che ne ha immenso bisogno. E c’è un Dio che ce ne chiederà conto.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  1Cor 1,26-31; Sal 32,12-13.18-21; Mt 25,14-30.
  • – Santi di oggi  = San Sisto; Sant’Egidio; Beata Giovanna da Collalto.

 

5. Curiosità calabresi del passato
1483. San Francesco di Paola a Roma

Anche a Roma si ripete l’accorrere di numerosa folla, di ogni ceto sociale, che vogliono vedere e toccare il frate.
Il giorno successivo il Papa Sisto IV riceve Francesco e la sua scorta in una udienza solenne. In presenza del Sommo Pontefice, seduto sul suo trono circondato dai prelati e dai nobili, Francesco si inginocchia, gli bacia devotamente il piede e gli rinnova i voti di obbedienza, povertà e castità, affida la sua comunità all’Autorità del Papa e chiede la benedizione apostolica per se e per i suoi confratelli. Il Santo Padre lo invita ad alzarsi e, dopo averlo abbracciato e baciato, lo invita a sedersi accanto a lui, intrattenendosi in colloquio fraterno.
Il Santo Padre riceve più volte Francesco, il quale chiede con insistenza che gli conceda il quarto voto della regola, la quaresima perenne. Al suo ennesimo rifiuto, indicando il Cardinale Giuliano della Rovere, nipote del Papa presente all’udienza, gli dice che lui gli concederà quello che ora il Santo Padre non ritiene opportuno concedergli. Giuliano della Rovere sarà Papa Giulio II e, nel 1505 dopo due anni di pontificato, concederà a Francesco il quarto voto.
Il Papa gli comunica la sua decisione di consacrarlo sacerdote, ma Francesco sconvolto dall’idea perchè si reputa indegno di così importante ministero, supplica il Santo Padre di avere riguardo per la sua ignoranza e indegnità e di lasciarlo umile fraticello, minimo dei minimi servi di Gesù. Sisto IV si commuove a tanta umiltà e desiste dall’idea, gli da però la facoltà di benedire oggetti di pietà, che Francesco userà frequentemente per benedire coroncine del S. Rosario e diffonderne la pratica, e di concedere indulgenze.

Durante il suo soggiorno a Roma incontra Lorenzo de’ Medici e suo figlio Giovanni di appena sette anni. Lorenzo indicando Francesco chiede al bambino di baciare “la mano del santo” e Francesco ribatte, come racconta il Cardinale San Roberto Bellarmino, che lui sarà santo quando Giovanni sarà papa. Giovanni de’ Medici sarà eletto Papa il 2 marzo 1513 con il nome di Leone X, lo stesso anno proclamerà beato Francesco e dopo sei anni, il 1 maggio 1519, lo eleverà all’onore degli altari.
Dopo cinque o sei giorni di soggiorno a Roma, con la benedizione di Papa Sisto IV, la comitiva riparte con una nave da Ostia alla volta della Francia.

(tratto da http://www.paginecattoliche.it/SanFra_diPaola.htm)

 

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