La Comunione spirituale in tempo di coronavirus

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La Comunione spirituale in tempo di coronavirus.

– La crisi del coronavirus ha richiamato in azione questa antica pratica di fede.
– La comunione spirituale non si fa esteriormente, come la comunione sacramentale, ma spiritualmente, cioè internamente e mentalmente, senz’alcun atto materiale e corporale: spiritualmente, cioè soprannaturalmente e divinamente.
– Ogni mattina Papa Francesco dalla cappella di Santa Marta invita a farla per entrare in unione stretta con Gesù.
– “Se non potete comunicarvi sacramentalmente, fate almeno la comunione spirituale, che consiste in un ardente desiderio di ricevere Gesù nel vostro cuore” (San Giovanni Bosco).
– I più anziani ricordano di aver imparato al catechismo la “comunione spirituale”. Con essa potevano unirsi spiritualmente a Gesù che si offre sull’altare, anche se non potevano fare la comunione sacramentale ricevendo fisicamente l’ostia consacrata. – La pratica della comunione spirituale ha nutrito la spiritualità di santi e sante che pur ricevevano regolarmente quella sacramentale.  Quindi la comunione spirituale non è una pratica solo di emergenza (come in questa circostanza del coronavirus), ma una pratica valida per tutte le stagioni della vita.

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Una pratica ritornata viva (nelle parole di P. Federico Lombardi).
♦ La “comunione spirituale” era una pratica religiosa che mirava a farci sentire uniti in modo più continuo a Gesù, non solo quando ricevevamo la comunione durante la messa, ma anche in altri luoghi o momenti.  Non era un’alternativa alla comunione sacramentale, ma in certo senso la continuava e la preparava, nelle visite al Santissimo Sacramento o in altri tempi di preghiera.
♦ Poi non ne abbiamo praticamente più sentito parlare per decenni. L’accento sulla partecipazione alla messa facendo la comunione, certamente buono, aveva indotto a lasciare in ombra altre dimensioni tradizionali della devozione cristiana.
Io ho ricominciato a pensare con insistenza alla “comunione spirituale” in un’occasione eccezionale.
Durante la Giornata mondiale della gioventù a Madrid domenica 4 settembre 2011 una tempesta improvvisa distrusse durante la notte la massima parte delle tende dove erano state preparate le particole da consacrare per la comunione dei quasi due milioni di giovani presenti alla messa conclusiva del giorno seguente.
Così, alla grande messa presieduta dal Papa Benedetto solo una piccola parte dei giovani poté fare la comunione sacramentale, perché mancavano le ostie. Molti ne furono sconvolti — almeno in un primo momento — come se per questo motivo la Giornata mondiale fallisse, perché mancava qualcosa di essenziale al momento religioso culminante dell’evento.
Ci volle molto impegno e anche tempo per aiutare a capire che l’atto fisico di ricevere l’ostia santa è importantissimo, ma non è l’unico e indispensabile modo di unirsi con Gesù e il suo corpo che è la Chiesa. Riceverlo sacramentalmente rimane un dono gratuito; il desiderio intenso di essere uniti a lui è anch’esso fonte efficace di comunione”.

♦ Ora Papa Francesco durante la messa mattutina a Santa Marta esorta i fedeli che pregano con lui senza essere fisicamente presenti a fare la “comunione spirituale”. Lo fa proponendo una delle formule tradizionali insegnate a lungo in passato dai buoni maestri spirituali del popolo cristiano; formule che erano familiari a molte delle nostre mamme e delle nostre nonne, quelle che andavano spesso o ogni giorno a messa al mattino presto, ma che sapevano anche mantenersi in unione con Dio, a loro modo, durante le occupazioni della giornata.
La formula di S. Alfonso:
♥  “Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te.”
Sulla efficacia dell’insegnamento di S. Alfonso circa la comunione spirituale ultimamente c’è stato un intervento del noto teologo redentorista P. Sabatino Majorano intervistato da Radio Vaticana.

Gesù ha mostrato di gradire la pratica della comunione spirituale.
Testimonianze.
♥  Gesù a Santa Metilde: «Tutte le volte che tu mi desideri, tu mi attiri in te. Un desiderio, un sospiro, basta per mettermi in tuo possesso… Svegliandoti, devi sospirare a me con tutto il cuore! Desiderami con un sospiro di amore e io verrò in te, opererò in te e soffrirò in te tutti i tuoi patimenti».
♥  Gesù a S. Margherita Maria: «Il tuo desiderio di ricevermi ha toccato così dolcemente il mio cuore, che se non avessi istituito questo Sacramento, lo avrei fatto in questo momento, per unirmi a te».
♥  Gesù a Santa Caterina da Siena: «In qualunque luogo, in qualunque maniera mi piaccia, io posso, voglio e so soddisfare meravigliosamente i santi ardori di un’anima che mi desidera».
♥  Scrive sant’Angela di Foligno: «Quando faccio il segno di croce, portando la mano al cuore e dicendo … e del Figlio, provo un vivo amore e una gran dolcezza, perché sento che Gesù è là… La comunione spirituale mette Gesù là, nell’interno del mio cuore, in una residenza permanente e incantevole».

♥  La giusta distinzione – Non bisognerà tuttavia eguagliare la comunione spirituale alla comunione sacramentale, né molto meno privarsi di questa sotto pretesto che ci si supplisce con quella. Il sacramento è la via privilegiata di entrare in comunione con Gesù.
♥  Gesù mostrava ogni giorno alla pia Paola Maresca un ciborio d’oro contenente le sue comunioni sacramentali e un ciborio d’argento contenente le sue comunioni spirituali, indicandole così il valore delle une e delle altre.

(fonte: cf. OR 18 aprile 2020 ed altro web).

La crisi del coronavirus ha richiamato in azione questa antica pratica di fede. La comunione spirituale non si fa esteriormente, come la comunione sacramentale, ma spiritualmente, cioè internamente e mentalmente, senz’alcun atto materiale e corporale: spiritualmente, cioè soprannaturalmente e divinamente. – Ogni mattina Papa Francesco dalla cappella di Santa Marta invita a farla per entrare in unione stretta con Gesù. – La pratica della comunione spirituale ha arricchito la spiritualità di santi e sante che pur ricevevano regolarmente quella sacramentale. La comunione spirituale non è una pratica di emergenza (come in questa circostanza del coronavirus), ma una pratica valida per tutte le stagioni della vita.

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