La correzione fraterna

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La correzione fraterna.

– La correzione fraterna è una pratica di vita cristiana insegnata da Gesù.
Gesù insegna che non è segno di carità e di vero amore lasciare che un fratello nella fede viva senza rendersi conto del proprio peccato.
– Ma correggere il prossimo che sbaglia, è davvero impegnativo, perché la correzione deve portare a far riflettere chi sbaglia, senza abbattere la sua dignità. Una correzione benigna può influire molto sulla futura condotta del prossimo. Psicologi e direttori spirituali suggeriscono che non bisogna mai correggere gli altri quando si è arrabbiati. Si rischia di fare danni, a volte irreparabili.
– Tutti ricordano la figura del forzato Jean Valjean, redento da un intervento misericordioso del vescovo Myriel, raccontato da Victor Hugo ne “I Miserabili”.
– In questo Avvento, se dobbiamo correggere qualcuno, facciamolo con tutta carità.

Correzione di una domestica ladra.
♦ Una signora, che aveva al suo servizio una giovane seria e diligente, si accorse però che, quante volte la ragazza andava a visitare la sua vecchia madre, in casa mancava sempre qualche cosa.
Una volta che la serva le aveva domandato il solito permesso, essa entrò segretamente nella camera di lei, e vi trovò nascosto un cestino con involti di zucchero, caffè ed altre cose; poi, guardando nei barattoli di cucina, trovò che mancava appunto altrettanto caffè e zucchero.
Forse un’altra padrona avrebbe fatto chi sa quanto chiasso, e avrebbe chiamato le guardie e fatto arrestare la povera giovane, rovinandola: ma questa donna era  saggia e non si lasciò vincere dall’ira.
Quando la ragazza era per uscire, le disse amorevolmente: «Tua madre avrà bisogno forse di tante cose: eccoti dunque del caffè, dello zucchero ed un abito per lei: portale ogni cosa e dalle tanti saluti da parte mia».
La ragazza arrossì e balbettò qualche parola di ringraziamento; subito dopo si recò di soppiatto a riportare il caffè e lo zucchero rubato e da allora in poi in quella casa non mancò più niente.
Essa rimase in seguito parecchi anni ancora a servizio presso questa padrona ed era così buona e brava, che la signora non finiva mai di lodarla.

Dalla Bibbia
Dice Gesù: «State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli» (Vangelo di Luca, cap. 17,3). – Non risparmiare al giovane la correzione: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio cuore gioirà». (Libro dei Proverbi, cap. 23, 13.15).

Papa Francesco ammonisce: «Non si può correggere una persona senza amore e senza carità. Non si può fare un intervento chirurgico senza anestesia: non si può, perché l’ammalato morirà di dolore». La correzione è un atto di carità, perché ha lo scopo di togliere il male che c’è nel fratello e portarlo a trovare il bene. In questo Avvento, se dobbiamo correggere qualcuno, facciamolo con tutta carità.

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