La fede mariana a Medjugorje

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La fede mariana a Medjugorje.

Papa Francesco, Pastore della Chiesa cattolica, ha detto “sì” ai pellegrinaggi, dando dà il via libera ufficiale ai pellegrinaggi a Medjugorje.
– A renderlo noto il 13 maggio scorso sono stati il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, mons. Luigi Pezzuto, e l’arcivescovo emerito di Varsavia-Praga, il polacco mons. Henryk Hoser, da oltre due anni inviato speciale prima e poi visitatore apostolico della Santa Sede per gli aspetti pastorali nel luogo meta di milioni di fedeli.
– L’autorizzazione concessa dal Papa fa sì che da ora in poi i pellegrinaggi potranno essere regolarmente organizzati dalle diocesi e dalle parrocchie e non avverranno più soltanto in forma ‘privata’, come finora.
– Il direttore ad interim della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha precisato però che al via libera papale va accompagnata la “cura di evitare che questi pellegrinaggi siano interpretati come una autenticazione dei noti avvenimenti, che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.

Una decisione “saggia”  di Pastore
♦ Per comprendere le ragioni e il significato profondo della decisione di autorizzare i pellegrinaggi a Medjugorje da parte di Francesco è utile rileggere alcuni passi dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, il documento che traccia la rotta del suo pontificato.
♦ Il Papa in quel testo ricordava che «nella pietà popolare si può cogliere la modalità in cui la fede ricevuta si è incarnata in una cultura e continua a trasmettersi». E ricordava pure, citando le parole del documento finale della conferenza dei vescovi latinoamericani ad Aparecida, che «il camminare insieme verso i santuari e il partecipare ad altre manifestazioni della pietà popolare, portando con sé anche i figli o invitando altre persone, è in sé stesso un atto di evangelizzazione». «Non coartiamo né pretendiamo di controllare questa forza missionaria!», concludeva il Pontefice.

È un dato di fatto che milioni di pellegrini in questi anni abbiano vissuto una significativa esperienza di fede recandosi a Medjugorje: lo attestano le lunghe file ai confessionali e le adorazioni eucaristiche serali nella grande chiesa parrocchiale senza un metro quadrato libero da fedeli inginocchiati.
«Credo…a Medjugorje ci sia la grazia. Non si può negare. C’è gente che si converte», aveva detto il Papa dialogando nel 2013 con padre Alexandre Awi Mello, mariologo e oggi segretario del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita.
In quella intervista, trasformata in un libro (È mia madre. Incontri con Maria, edizioni Città Nuova), Papa Francesco metteva certo in guardia dal protagonismo dei veggenti e dal moltiplicarsi di messaggi e segreti.
Ma senza mai disconoscere i frutti positivi.
♦ ♦ Nella prefazione a quel libro, il teologo argentino Carlos María Galli aveva scritto: «Per Papa Francesco la cosa più importante è la fede mariana del “santo popolo fedele di Dio”, che ci insegna ad amare Maria oltre la riflessione teologica. In quanto figlio e membro, come qualsiasi altro, del popolo di Dio, Bergoglio — che è papaFrancesco — partecipa del sensus fidei fidelium e si identifica con la profonda pietà mariana del popolo cristiano».

La decisione pastorale – È proprio per questo che, continuando a studiare il fenomeno Medjugorje e senza che vi sia un pronunciamento sull’autenticità delle apparizioni, il Papa ha inteso prendersi cura di chi affronta i disagi del viaggio per recarsi a pregare in quel luogo.  Per questo aveva voluto un suo inviato permanente, un vescovo dipendente dalla Santa Sede, incaricato proprio della cura pastorale dei pellegrini.
E sempre per questo adesso stabilisce di andare oltre quanto dichiarato più di vent’anni fa dalla Congregazione per la dottrina della fede, che permetteva i pellegrinaggi a Medjugorje ma solo «in maniera privata». Ora invece le diocesi potranno organizzare e guidare quei pellegrinaggi espressione della pietà mariana del popolo di Dio.

(fonte: Osservatore Romano, 13 maggio 2019, Andrea Tornielli).

Milioni di pellegrini in questi anni hanno vissuto una significativa esperienza di fede recandosi a Medjugorje: lo attestano le lunghe file ai confessionali e le adorazioni eucaristiche serali nella grande chiesa parrocchiale senza un metro quadrato libero da fedeli inginocchiati. – «Credo che a Medjugorje ci sia la grazia. Non si può negare. C’è gente che si converte», aveva detto il Papa, che però ha messo in guardia dal protagonismo dei veggenti e dal moltiplicarsi di messaggi e segreti. – I pellegrinaggi finora sono stati considerati e organizzati in maniera privata. D’ora i poi le diocesi potranno organizzare e guidare questi pellegrinaggi come espressione della pietà mariana del popolo di Dio.

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