La grammatica e la pratica

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La grammatica e la pratica.

La grammatica e la pratica ovvero il “politicamente corretto” e la situazione pratica che spinge all’infrazione, soprattutto quando si tratta di solidarietà. Come dice il proverbio: “Tante volte vale più la pratica della grammatica”.
– La questione sui migranti vedrà ancora tante puntate, vista la risonanza a livello europeo e mondiale. Ma la pratica, quella che ci porta a guardare diritto negli occhi chi ha bisogno, non dovremmo mai trascurarla.  Non numeri, ma persone. E salvare chi sta veramente in difficoltà.
– E’ quanto ha insegnato la storia di vera solidarietà vissuta a Torre Melissa vicino Crotone nella notte del 11 gennaio scorso e raccontata da quasi tutti i giornali e media nazionali: Crotone, dove la solidarietà non è stato “buonismo”.
– “La pratica non rende perfetti, ma riduce l’imperfezione”, dice una interessante citazione di Toba Beta, scrittore indonesiano.

  • Storia raccontata su Avvenire.it da Antonio Maria Mira, inviato a Crotone venerdì 11 gennaio 2019.

Naufragati più che sbarcati, e poi salvati, accolti, asciugati, vestiti e nutriti da un’intera comunità.
♦ Non c’è più il numero zero nella casella degli sbarchi di immigrati del 2018, come aveva sbandierato il ministro Salvini.
Da ieri c’è il numero 51, ma non sono numeri i profughi curdi giunti ieri a Melissa, sulla costa crotonese.
Naufragati più che sbarcati, e poi salvati, accolti, asciugati, vestiti e nutriti dalla solidarietà di un’intera comunità.
♦ Sono arrivati alle 4 del mattino, uomini, donne, bambini e perfino un neonato. Abbandonati dai due scafisti russi, poi arrestati, a poche decine di metri dalla riva sassosa.

♦ Mare molto mosso. La barca a vela si è così capovolta e molti sono finiti in acqua. Terrore, urla, richieste d’aiuto. Non ignorate. I proprietari e il portiere dell’Hotel Miramare [di Torre Melissa], che si trova proprio davanti, accorrono e con loro altra gente.
Viene messo in mare il pattino di salvataggio dell’albergo, quello che i bagnini d’estate usano per salvare i bagnanti in difficoltà. Ma questa mattina c’è da salvare chi su questa spiaggia cercava speranza, fuggendo dalle violenze.
In tanti si tuffano. Bisogna fare presto. L’acqua è gelida e il vento forte. Arriva anche il sindaco Gino Murgi, e poi carabinieri, polizia, vigili del fuoco, Guardia di Finanza, Capitaneria di porto, volontari della Croce Rossa. E tanti cittadini. Una solidarietà corale. Le persone vengono portate in albergo. Sono tutti fradici. Arrivano vestiti, c’è chi si toglie la giacca a vento per scaldarli. Vengono portate stufe e perfino i phon delle camere.
 Ma dalla barca arrivano ancora urla. Sono quelle di una mamma e del suo piccolo di due mesi. Sono rimasti incastrati sotto coperta, ormai allagata. Da soli non riescono a uscire. Due finanzieri della Sezione operativa navale di Crotone si tuffano e li portano in salvo. Completamente inzuppati ma salvi. Tutti salvi. Forse.
I naufraghi raccontano che uno di loro si era buttato in mare cercando di raggiungere la riva ma poi era scomparso. Per ore viene cercato dalle forze dell’ordine, ma non c’è traccia. Risulta disperso.

♦ Rintracciati, invece, gli scafisti. Si tratta di due russi, di 43 e 25 anni, che sono stati arrestati in un vicino hotel dove avevano preso alloggio per cercare di sfuggire alla cattura.
Si erano presentati addirittura coi trolley cercando di passare per turisti. Al portiere di notte hanno esibito dei documenti palesemente falsi e senza i timbri di ingresso in Italia. L’impiegato, senza farli insospettire, ha dato loro una stanza e subito dopo ha avvertito i carabinieri. Nei loro bagagli strumentazione per navigare e molto denaro.
Nel pomeriggio il processo per direttissima con la condanna patteggiata a tre anni. I migranti vengono trasferiti al Cara di Isola Capo Rizzuto, mentre i bambini con le mamme nel reparto di pediatria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

♥ Qualcuno scrive su Facebook che i bambini hanno bisogno di indumenti e scatta una vera e propria gara. Arrivano pigiamini, maglioncini, berretti. Melissa apre il suo cuore.
♥ «È stata una notte tremenda ma sono orgoglioso dell’accoglienza dei miei concittadini – commenta il sindaco commosso –, sono stati splendidi. Ma come si fa a restare indifferenti di fronte a questo dramma, a chi chiede aiuto? Bisogna far emergere l’umanità».
Melissa lo ha fatto. Non ha chiuso il suo porto.
(fonte: Avvenire.it venerdì 11 gennaio 2019).

Citazioni stimolanti.
* Sempre la pratica dev’essere edificata sopra la buona teorica (Leonardo Da Vinci).
* La pratica non rende perfetti, ma riduce l’imperfezione (Toba Beta).
* Si impara con la pratica. Che si tratti di imparare a danzare facendo esperienza di ballo, oppure imparare a vivere facendo esperienze di vita, il principio non cambia. In alcuni campi si diventa atleti di Dio (Martha Graham).

Naufragati più che sbarcati, e poi salvati, accolti, asciugati, vestiti e nutriti dalla solidarietà di un’intera comunità, quella di Torre Melissa, vicino Crotone. – Dice il proverbio: “Tante volte vale più la pratica della grammatica”. La pratica  che ci porta a guardare diritto negli occhi chi ha bisogno, non dovremmo mai trascurarla. Non numeri o regole, ma persone da salvare. E bisogna sempre salvare chi sta veramente in difficoltà. A Crotone la solidarietà non è stata “buonismo”, ma vera umanità.

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