La Perdonanza Celestiniana patrimonio dell’umanità

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La Perdonanza Celestiniana patrimonio dell’umanità.

– L’Aquila. La Perdonanza Celestiniana riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. Una città in festa con tutta la sua regione.
– La gioia del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo della città: «Il perdono è una chiave necessaria per aprire la porta della pace: a livello comunitario e personale».
Aggiunge il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi: «Ora grazie all’Unesco lo spirito di riconciliazione e la rinascita si fondono e sostengono, attraverso la Festa del Perdono, in una rinnovata dimensione di città di pace, aperta e solidale, pronta ad accogliere le comunità che vorranno con noi partecipare al bene dell’umanità».
– L’onore del riconoscimento della Perdonanza Celestiniana si riversa a beneficio di tutti “gli uomini di buona volontà”.

L’Aquila. – La Perdonanza Celestiniana è diventata patrimonio immateriale dell’umanità. L’iscrizione ufficiale nella lista del “The Celestinian Forgiveness” è avvenuta ieri, 11 dicembre, dopo il parere favorevole del Comitato intergovernativo a Bogotà.
La candidatura, sostenuta dal Comune dell’Aquila, dal Comitato Perdonanza Celestiniana, in collaborazione con i gruppi e le associazioni di praticanti locali, è stata presentata dall’Italia con il coordinamento tecnico-scientifico dell’ufficio Unesco del Mibact.
«La Chiesa e la città di L’Aquila esultano, unanimi, per questo prestigioso riconoscimento – sono le parole dell’arcivescovo della città, il cardinale Giuseppe Petrocchi – Il perdono è una chiave necessaria per aprire la porta della pace: a livello comunitario e personale».
♦ La notizia che arriva dalla Colombia, perciò, è una spinta ulteriore «per testimoniare che solo l’amore può vincere la logica del conflitto, spalancando orizzonti di dialogo costruttivo e di intese convergenti, ricche di verità e di bene: aperte a Dio e, proprio per questo, degne dell’uomo».

La comunità aquilana è custode dal 1294 di questo rito annuale di riconciliazione che si svolge tra il 28 e il 29 agosto. «Ora grazie all’Unesco – dice il sindaco del capoluogo abruzzese, Pierluigi Biondi – lo spirito di riconciliazione e la rinascita si fondono e sostengono, attraverso la Festa del Perdono, in una rinnovata dimensione di città di pace, aperta e solidale, pronta ad accogliere le comunità che vorranno con noi partecipare al bene dell’umanità».
(fonte: Avvenire.it, giovedì 12 dicembre 2019).

Nota storica.
♦ Il 28 e il 29 agosto di ogni anno a L’Aquila si rinnova il rito solenne della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua che Celestino V, la sera stessa della sua incoronazione a pontefice, concesse a tutti i fedeli di Cristo.
♦ Prima di salire al soglio pontificio, Pietro Angeleri, questo era il nome secolare di Celestino V, aveva trascorso molti anni di vita eremitica, in special modo in una grotta sul monte Morrone, sopra Sulmona, ricevendo dai suoi devoti l’appellativo di Pietro del Morrone.
♦ Il 29 agosto 1294 nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita per sua stessa volontà e consacrata nel 1288, fu eletto papa. Alla cerimonia solenne parteciparono oltre ai due re, cardinali e nobili, ma soprattutto un immenso popolo, composto, secondo le fonti, da più di duecentomila persone, che ricevettero dal nuovo pontefice un dono di portata straordinaria:
“Quanti confessati e sinceramente pentiti, dai vespri del 28 agosto fino ai vespri del giorno 29, festa di san Giovanni Battista, avessero visitato devotamente la basilica di Collemaggio, avrebbero ricevuto contemporaneamente la remissione dei peccati e l’assoluzione dalla pena”.
♦ Successivamente la Perdonanza fu estesa nel tempo a tutte le generazioni.

L’Aquila. La Perdonanza Celestiniana è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. La comunità aquilana è custode dal 1294 di questo rito annuale di riconciliazione che si svolge tra il 28 e il 29 agosto nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, a ricordo della elezione a Papa dell’eremita Pietro Angeleri, che prese il nome di Celestino V e concesse la Perdonanza. – La gioia del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo della città: «Il perdono è una chiave necessaria per aprire la porta della pace: a livello comunitario e personale». Aggiunge il sindaco Pierluigi Biondi: «Ora grazie all’Unesco lo spirito di riconciliazione e la rinascita si fondono e sostengono, attraverso la Festa del Perdono, in una rinnovata dimensione di città di pace, aperta e solidale, pronta ad accogliere le comunità che vorranno con noi partecipare al bene dell’umanità».

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