L’amore per i poveri guarisce

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

L’amore per i poveri guarisce.

Può succedere che una vita “piatta” non susciti particolari interessi, e alla fine faccia cadere in una specie di malattia esistenziale: nessuna gioia di vivere e nessuna voglia di comunicare con gli altri.
– Tristezza, depressione e noia caratterizzano la vita di tante persone, anche giovani, perché non riescono a trovare un senso vero alla loro vita. E finisce col diventare una malattia difficile da curare. E i medici hanno il loro bel da fare e anche il loro utile da certe situazioni. – Anche i doni ricevuti da Dio rischiano di andare sprecati.
– Chi ha responsabilità familiari e professionali deve impegnarsi ad aiutare queste persone in difficoltà a ritrovare il gusto della vita e la gioia di donarsi agli altri.
– Il volontariato nel bene è una grande possibilità di ritrovare ciò che si era perduto. E’ un’opportunità straordinaria di farsi carico di qualcuno (o di qualcosa) con spirito disinteressato e gratuita motivazione. E la risposta arriva puntuale: dando, si riceve. Chi si impegna a dare gioia agli altri, riceve in pienezza la gioia della vita.

La strana malattia.
♦ C’era una volta una giovane donna di buona condizione sociale che stava diventando sempre più malata.
Alla fine, non voleva più nemmeno alzarsi dal letto.
Era una malattia misteriosa, che nessun medico riusciva a scoprire.
♦ Un giorno dopo ulteriori esami, il medico chiamò i suoi genitori e disse: “Voglio ancora provare un rimedio. Se me lo permettete, porterò vostra figlia con me a fare una passeggiata”.
I genitori furono d’accordo.

Il giorno dopo, la mattina presto, il dottore fermò la macchina davanti alla loro casa, la ragazza salì e partirono.
Attraversarono la città e percorsero strade sterrate di un quartiere molto povero.
Il medico si fermò davanti a una casa molto povera e le disse: “Siamo arrivati. Visitiamo questa famiglia”.
Entrando in casa, il dottore fu ricevuto con segni di familiarità, segno che ci andava spesso.
Presentò la ragazza e fece domande sulla salute della vedova e dei bambini.
La ragazza osservava tutto.
Il dottore lasciò alcune medicine e li salutò.
Sulla via del ritorno, la ragazza chiese se sarebbero tornati.
“Sì” – rispose il medico.

Due giorni dopo, quando il dottore arrivò alla sua casa, la ragazza lo stava già aspettando con buste piene di cibo. Era già più allegra e sorridente.
Arrivati dalla famiglia povera, fu lei a parlare di più. Il dottore era felice: la sua nuova “medicina” stava funzionando.
Quindi visitarono altre famiglie nella stessa situazione.
Più volte ripetettero queste visite.
Lungo il viaggio, la ragazza già parlava animatamente, con una luce negli occhi.
Successivamente cominciò ad andare da sola, insieme ad alcuni amici.
Settimane dopo, la ragazza era guarita, bella e felice.

I nostri doni hanno lo scopo di servire gli altri, non di essere conservati solo per noi.
E il dono principale che abbiamo è l’amore.
La Santissima Maria non ha tenuto nascosti i suoi talenti, in particolare il dono dell’amore. Perciò è sempre stata una
Donna felice.
(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Tristezza, depressione e noia caratterizzano la vita di tante persone, anche giovani, perché non riescono a trovare un senso vero alla loro vita. E finisce col diventare una malattia difficile da curare. Occorre impegnarsi ad aiutare queste persone in difficoltà a ritrovare il gusto della vita e la gioia di donarsi agli altri. Il volontariato nel bene è una grande possibilità di ritrovare ciò che si era perduto. Chi si impegna a dare gioia agli altri, riceve in pienezza la gioia della vita.

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