L’opinione di…

Le tesi di autorevoli esponenti del mondo imprenditoriale

Scarsi i risultati nonostante i contributi nazionali e comunitari erogati

Domenico Antonio Naso
Domenico Antonio Naso

Nei giorni scorsi sul “Quotidiano” sono state riportate le tesi di autorevoli esponenti del mondo imprenditoriale e politico in merito agli scarsi risultati in termini di sviluppo economico che sono stati ottenuti in Calabria, nonostante l’enorme fiume di contributi nazionali e comunitari erogati.
Sicuramente si è d’accordo con il Presidente dei Giovani Industriali della Calabria Florindo Rubbettino che individua, tra i principali ostacoli allo sviluppo economico della nostra Regione, la carenza di infrastrutture, un sistema produttivo gracile, l’inefficienza della pubblica Amministrazione, la presenza criminale e un sistema bancario che concede pochi finanziamenti e a caro prezzo.
I contributi a fondo perduto introdotti dalla Legge 64 e successivamente dalla Legge 488 potevano e dovevano portare sviluppo nella nostra Regione se, come giustamente detto, non fossero diventati per la maggior parte preda di imprenditori improvvisati e senza scrupoli che, con l’avallo delle Istituzioni, hanno sperperato i fondi comunitari e nazionali che dovevano creare sviluppo e  posti di lavoro.
E’ davvero deprimente per noi calabresi ammettere di non aver saputo gestire in modo proficuo i fondi che per tanti anni sono stati erogati con l’obiettivo di farci diventare una Regione socialmente ed economicamente sviluppata. Invece l’unico obiettivo è stato “l’obiettivo 1” nel quale purtroppo siamo inesorabilmente rimasti ancorati
Ritengo, però, che la proposta della istituzione della “no tax area” in Calabria non è sufficiente da sola a controbilanciare le pesanti carenze sopra riportate.
Una detassazione Ires per 10 anni e una riduzione al 50% della stessa per i successivi cinque anni a favore delle nuove iniziative produttive non credo sia un incentivo in grado di attirare investimenti nella nostra Regione.
La detassazione degli utili per le società che si costituivano nei territori delle regioni meridionali è stata introdotta nel 1967 dal D.P.R. n.1523/67 ed è rimasta in vigore fino agli anni ottanta, ma non ha prodotto grandi risultati.
Anche i tentativi fatti negli anni settanta per portare in Calabria la grande industria, pur impegnando enormi risorse finanziarie, sono stati un fallimento ( vedi Saline Joniche, Sir di Lamezia Terme, polo tessile ecc..)
A mio avviso un valido mezzo di sviluppo è rappresentato dal credito d’imposta sui nuovi investimenti introdotto dalla Legge finanziaria n.388/2000 a favore delle imprese operanti nelle regioni meridionali. L’agevolazione consiste in un credito che viene riconosciuto in percentuale sui nuovi investimenti e può essere utilizzato per pagare qualsiasi imposta e anche i contributi previdenziali. Questo bonus fiscale, conosciuto anche come Visco-Sud, unitamente al credito d’imposta per le nuove assunzioni, stava dando ottimi risultati in termini di investimenti ed occupazione, specialmente in Calabria alla quale la legge aveva accordato la più alta percentuale del credito  (65%). Ma i fondi stanziati sono stati di gran lunga inferiori all’entità delle domande presentate.
Il bonus reintrodotto con la Legge finanziaria per l’anno 2007, ha ottenuto il nulla osta da parte della Commissione Europea,  ma anche in questo caso i fondi stanziati si sono rilevati del tutto insufficienti. A fronte di oltre 23.000 domande sono stati stanziati poco più di 4 miliardi di Euro, diluiti nel periodo dal 2008 al 2015. E’ difficile chiedere ad un imprenditore che opera in zone di particolare svantaggio economico e sociale di effettuare investimenti con la speranza di poter utilizzare dopo 4/5 anni il credito d’imposta spettante.
Ritengo che questa forma di incentivo meriterebbe maggiore attenzione e finanziamenti adeguati, in quanto  presenta degli enormi vantaggi: la procedura per la richiesta preventiva è molto semplice; il bonus fiscale è rivolto a quelle imprese che lavorano, producono redditi e pagano i contributi previdenziali per i dipendenti e solo a quelle nuove iniziative che hanno i presupposti per diventare operative e poter utilizzare il bonus sotto forma di credito di imposta; solo queste imprese hanno interesse  a chiedere tale tipo di agevolazione; non c’è spazio per i falsi imprenditori; il bonus è facilmente monitorato attraverso le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti che ne usufruiscono e con i controlli degli Uffici Finanziari, che già hanno avuto modo di verificare una larga percentuale di regolarità dei bonus usufruit.
Perché, allora, non attingere ai Fondi UE per cofinanziare, unitamente agli stanziamenti statali, questo importante strumento di sviluppo per le Regioni meridionali e per la Calabria in modo particolare, dando agli imprenditori capaci e onesti i mezzi necessari per i nuovi investimenti?
Le rigide  regole del mercato globale e l’introduzione del federalismo fiscale accentuano la debolezza del già precario sistema economico delle Regioni sottosviluppate; pertanto ritengo sia ancor più necessario  concentrare i nostri sforzi per utilizzare adeguatamente gli ultimi finanziamenti disponibili e fare di tutto per valorizzare le risorse naturali (bellezze paesaggistiche, clima, patrimonio storico culturale ecc..)  che altri non hanno.
In tale ottica andrebbero studiate attentamente anche le peculiarità di quelle aree della Regione che hanno particolari vocazioni di sviluppo, come le aree turistiche, le aree dell’industria conserviera unitamente alla valorizzazione di prodotti tipici regionali e al settore artigianale, introducendo forme di aiuti zonali e settoriali per potenziare e sviluppare ulteriormente quelle zone e quei settori di eccellenza che presentano i requisiti necessari per tradurre in sviluppo e lavoro  gli aiuti pubblici erogati.
Dobbiamo, quindi, apprezzare, rispettare e proteggere con forza  le nostre bellezze naturali ed utilizzarle adeguatamente per potenziare ad esempio il settore turistico che, ad oggi,  è stato uno dei pochi settori che ha portato sviluppo e creato nuovi posti di lavoro nella nostra Regione.

Domenico A. Naso
Dottore Commercialista

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