Perché è giusto votare No al Referendum del 22 e 23 marzo 2026
La riforma separa le carriere dei Pubblici Ministeri e dei Magistrati giudicanti

“Il Pubblico Ministero diventando l’avvocato dell’ accusa cercherà soltanto le prove a carico dell’ indagato e non anche, come avviene adesso, a suo favore. Soltanto chi può permettersi avvocati molto costosi e agenzie d’ investigazioni private per cercare le prove a proprio favore sarà in grado di difendersi efficacemente. È una riforma dunque, come ha detto il Procuratore Nicola Gratteri,a favore dei ricchi e dei potenti.
Separando le carriere dei giudici e dei pubblici ministeri si rompe l’unitarietà della giurisdizione, i magistrati specializzano le proprie competenze al contrario di come avviene adesso in cui la possibilità di transitare dalla funzione di pubblico ministero a giudice e viceversa assicura una formazione professionale in grado di valutare adeguatamente gli elementi di prova.
L’ istituzione dei due CSM con la scelta dei componenti laici da parte del Parlamento da una lista predeterminata di nomi e il sorteggio di quelli togati indebolisce di fatto l’autorevolezza, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Inoltre Il Presidente dell’ Alta Corte per i procedimenti disciplinari non sarebbe più il Presidente della Repubblica ma un membro laico.
L’obiettivo della riforma è chiaro: indebolire la Magistratura come contrappeso del Governo.
È giusto dunque votare No preservando l’ autonomia e l’ indipendenza dell’ ordine giudiziario perché esse sono,non un privilegio dei giudici ma una garanzia per i cittadini.”




