Ministri della consolazione nella Comunità

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Ministri della consolazione nella Comunità.

– Un “ministero” antico, ma sempre nuovo. Chi sono i ministri della consolazione? Sono laici – uomini e donne – che concretamente dimostrano di esercitare il carisma della cura e dell’accompagnamento umano e spirituale dei sofferenti.
– La malattia, il dolore, la sofferenza rischiano di chiudere la persona colpita e i suoi familiari in un isolamento dannoso.  La comunità cristiana ha sempre avvertito il desiderio e il dovere di tenere e tendere la mano a chi soffre.
– In questo filone di carità e di giustizia si inserisce l’opera di quei cristiani che a nome della propria comunità e in stretta collaborazione con il loro parroco vogliono svolgere un tale ministero a favore di chi soffre.
– Nella diocesi di Catanzaro-Squillace l’arcivescovo Bertolone ultimamente ha inviato 75 ministri della consolazione, dopo la loro formazione: sono 75 laici che porteranno un messaggio di speranza con il conforto e l’evangelizzazione a che vive nella sofferenza..

Dopo un percorso formativo, l’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Vincenzo Bertolone, ha istituito ufficialmente in diocesi il ministero della consolazione con i primi 75 fedeli laici provenienti da parrocchie e da realtà associative già impegnate nell’ambito del volontariato.
♦ In nome della comunità ecclesiale sono inviati ad offrire un messaggio di speranza con il conforto e l’evangelizzazione a che vive nella sofferenza. I ministri della consolazione infatti sono laici – uomini e donne – che testimoniano il carisma della cura e dell’accompagnamento umano e spirituale dei sofferenti.
♦ La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo Bertolone nella parrocchia “Santa Maria della Roccella” alla presenza del direttore dell’ufficio regionale per la Pastorale della salute, don Antonio Martello, del direttore dell’ufficio diocesano, don Domenico Concolino, che ha curato la formazione dei candidati, e di diversi parroci, diaconi e fedeli laici.

Attualizzando le opere di misericordia, la comunità diocesana ha sentito il dovere di tenere e tendere la mano a chi soffre attraverso dei laici volenterosi che, in stretta collaborazione con i parroci ed i cappellani delle strutture sanitarie, potranno svolgere un ministero di prossimità alla sofferenza.
A tutti i ministri della consolazione Mons. Bertolone ha chiesto di «mettersi in ascolto del territorio per individuare le nuove emergenze e le nuove forme di sofferenza, creando una rete reale di volontariato nei principali luoghi della sofferenza, diventando stimolo di crescita e organizzatori della speranza oltre che della carità».
Così il compito primario del ministro della consolazione sarà quello di aiutare il malato o l’anziano fragile, nel pieno rispetto della sua visione della vita, a utilizzare le risorse spirituali e religiose per fare fronte positivamente alla malattia, alla disabilità o alla vecchiaia, sino a vedere in esse un’occasione di crescita umana e spirituale e di apostolato, soprattutto con gesti concreti di aiuto (comprare i farmaci e varie, disbrigo di pratiche, accompagnamento a visite mediche…). Un ruolo di sostegno anche alle famiglie, segnate da inevitabili momenti di scoraggiamento e di stanchezza.

♦ Tutto questo porterà anche ad un migliore impegno di coordinamento della pastorale della salute all’interno delle parrocchie, in sinergia con le istituzioni sanitarie e socio-sanitarie presenti sul territorio.
♦ Ovviamente, oltre alla buona volontà e i requisiti necessari, sarà cura dell’ufficio diocesano predisporre un cammino permanente di preparazione e di formazione, evitando ogni forma di improvvisazione, attraverso un processo progressivo di crescita e di abilità necessarie alla pratica di questo nuovo apostolato, provvidenziale strumento di evangelizzazione, segno della vicinanza del Signore attraverso persone di buona volontà.

(fonte: Avvenire.it, 13 febbraio 2020).

I ministri della consolazione ormai sono presenti in diverse diocesi italiane. Si può dire che stanno sbocciando come fiori nel deserto della sofferenza umana. – Sono laici – uomini e donne – che concretamente dimostrano di esercitare il carisma della cura e dell’accompagnamento umano e spirituale dei sofferenti, i quali rischiano un isolamento dannoso causato dalla malattia, dal dolore e a volte dalla stanchezza dei propri familiari che possono cedere nel lungo cammino della sofferenza. I ministri della consolazione sono la risposta concreta che la comunità cristiana dopo aver avvertito il desiderio e il dovere di tendere la mano a chi soffre.

 

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