Nel giorno dei defunti la speranza della risurrezione

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Nel giorno dei defunti la speranza della risurrezione.

Oggi è il giorno della Commemorazione dei Fedeli defunti. La memoria dei nostri cari defunti resta un dolce dovere e una grata circostanza: nella preghiera di suffragio possiamo dire loro le cose più belle e sincere, le parole dell’amore, non dell’amore vuoto, ma dell’amore rivestito di fede e di speranza. Ed essi, che ormai sono nella luce di Dio, ce le restituiscono con la loro memoria.
– Il suffragio, oggi, si arricchisce con la speciale Indulgenza plenaria, applicabile ai nostri defunti.
E oggi nel visitare le tombe dei nostri cari, o anche nel semplice e grato ricordo che facciamo di essi, non manchi l’atto di fede nella risurrezione che ha promesso Gesù e preghiamo così: “Ascolta, o Dio, la preghiera che la comunità dei credenti innalza a te nella fede del Signore risorto, e conferma in noi la beata speranza che insieme ai nostri fratelli defunti risorgeremo in Cristo a vita nuova.
Le parole della fede: Oggi i cristiani si impegnano ad accogliere e professare con coraggio la loro fede  nella resurrezione di Cristo, principio della resurrezione di tutti coloro che credono in Lui.

Dice Gesù: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”. (Gv 11,25-26)
Dice il Signore: “Questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.
Gesù è morto ed è risorto; così anche quelli che sono morti in Gesù Dio li radunerà insieme con lui. E come tutti muoiono in Adamo, così tutti in Cristo riavranno la vita. (1Ts 4,14; 1Cor 15,22)
Signore, invochiamo la tua misericordia per i nostri fratelli defunti; dona loro di partecipare alla pasqua eterna nella tua dimora di luce e di pace.
Arrivederci in Paradiso!

Dai nostri manifesti di lutto
♦ Con l’espressione: «È venuto a mancare all’affetto dei suoi cari» viene annunciata sui manifesti da lutto, la dolorosa realtà della sofferenza umana per la perdita di una persona cara.
♦ «Si è spento» indica la mancanza di vita, l’oscurità, il buio che accompagna la morte di qualcuno.
♦ «È ritornato alla casa del Padre» apre invece ad una prospettiva di fede nella quale il dolore per la morte di un congiunto, viene sostenuto dalla speranza cristiana. Colui che da Dio è stato donato alla terra ha fatto ritorno presso il Padre nei Cieli. Nella certezza che il dolore verrà condiviso, spesso il manifesto termina con i ringraziamenti.
♦ «Non fiori ma opere di bene» è l’invito scelto da alcuni per donazioni in memoria. Non i fiori che appassiscono ma il bene che rimane, compiendo nella carità gesti concreti in ricordo di un defunto.

  • Le tre virtù teologali: fede, speranza e carità entrano, dunque, entrano nel linguaggio comunicativo dei manifesti.
  • La pietà per i morti e i valori cristiani si tramandano per generazioni.
  • E allora, una ferita viene inferta nel cuore degli affetti, quando i vandali prendono di mira i cimiteri e profanano le tombe, anche se solo per motivi razziali. Dinanzi alla morte non può esistere diversità di razza o di cultura. Tutte le tombe danneggiate ed altri atti vandalici simili, scuotono profondamente la coscienza collettiva, violando quella sfera di “sacralità” legata alla memoria.
Dice Gesù: “Io sono la risurrezione e la vita. Chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”. (Gv 11,25-26) – I cristiani oggi fanno preghiere e gesti sacri per intercedere presso Dio per le anime di tutti coloro che li hanno preceduto nel segno della fede e si sono addormentati nella speranza della risurrezione.

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