Non sono solo canzonette – Sanremo 2019

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Non sono solo canzonette – Sanremo 2019.

Dal festival di Sanremo ci si aspetta sempre qualche spunto doc, al di là della melodia e dei vari arrangiamenti. Spunti doc che ridestino sorpresa nel cuore.
– Nel 2017 Fiorella Mannoia aveva costretto tutti a meditare sulla vita con la sua canzone “Che sia benedetta!
– Quest’anno è stato Simone Cristicchi a svegliare il cuore di fronte al miracolo della vita con una canzone dal testo di una “bellezza disarmante” in cui l’autore ripete una parola doc “Credo”… Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.
– Le cronache di Sanremo dicono che dopo sei anni di silenzio musicale, il cantante è tornato per la quinta volta al Festival della canzone italiana. E la sua canzone è un inno alla vita dal titolo
‘Abbi cura di me’. Alla fine dell’esibizione la platea ha dedicato una standing ovation al cantautore romano, visibilmente emozionato. Vincerà il festival? Chissà, intanto la canzone ha portato un chiaro messaggio di vita in un mondo che sembra preferire più una cultura di morte.

“Abbi cura di me” – Il testo della canzone di Simone Cristicchi. 

♣ «Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre.
♣ Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
♣ Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
♣ Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
♣ Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
♣ Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato.
♣ Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
♣ Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
♣ E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
♣ Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
♣Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere

Piace l’accento messo con forza sulle piccole cose della vita che ormai passano inosservate: è come un nuovo e attuale “Cantico delle creature“. Il paragone fa sorridere lo stesso autore che sottolinea come nei versi della sua canzone ricorra il tema millenario dell’accettazione, della fiducia, dell’abbandonarsi all’altro da sé: “Occuparsi anche solo di una persona nella vita, può salvare il mondo”.
  La canzone si presenta come una dichiarazione di fragilità e debolezza, una richiesta d’aiuto, una preghiera all’Amore universale, che può essere verso un padre, una madre, un figlio. Anche verso Dio? Certo.
  L’accostamento a Dio Cristicchi lo riconosce alla sua rinata amicizia con le suore e con i monaci che sono come «parte dell’immenso, di un disegno molto più grande della realtà».
  Confida Cristicchi: “Le persone più gioiose e felici che ho incontrato, sono quelle appartate dal mondo, ma non per una questione di fuga o di snobismo. Nel silenzio ci si connette a qualcosa. Ed è proprio soggiornando in un eremo quest’estate che ho scritto “Lo chiederemo agli alberi”, dove parlo dell’allodola, che è come le monache: l’uccellino prediletto da San Francesco rappresenta l’umiltà, perché si ciba delle piccole briciole, del poco che ha, e canta dall’alba alla notte”…
Che dire: un spirito in ricerca in tutta libertà, la libertà dello Spirito.

(fonte: vari spunti sul web, 7 febbraio 2019)

Quest’anno è stata la canzone di Simone Cristicchi a svegliare il cuore di fronte al miracolo della vita con una canzone con testo di una “bellezza disarmante” in cui l’autore ripete una parola doc “Credo”… Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere. Vincerà il festival? Chissà, intanto la canzone ha portato un chiaro messaggio di vita in un mondo che sembra preferire più una cultura di morte. Si allunga la lista della conversione di alcuni musicisti, la cui vita ha avuto una svolta quando hanno incontrato la fede.

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