Prevenzione del tumore al colon retto

L’iniziativa è dell’Azienda sanitaria provinciale

Ad annunciarlo il Direttore Generale Rubens Curia

Lo screening può essere determinante per la prevenzione
Lo screening può essere determinante per la prevenzione

Oggi, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo ex Inam, il direttore generale Rubens Curia ha presentato il progetto per lo screening del tumore del colon retto.
La provincia di Vibo Valentia è un territorio ad alto rischio in questa delicata patologia per cui il manager dell’Asp, assolvendo ad uno dei punti nevralgici contenuti nel suo cronoprogramma, ha disposto l’avvio di un servizio di notevole utilità sociale.
“Dobbiamo imbarcarci su una nave pirata – ha premesso Rubens Curia – per aggredire con la massima tempestività e qualità le insidie di un nemico abbastanza insidioso come il carcinoma al colon retto.”
D’intesa con la Fimmg, è stata messa in piedi una èquipe operativa di grande capacità professionale che metterà a disposizione della popolazione interessata la propria esperienza per realizzare un progetto di forte respiro preventivo.
Il progetto pilota partirà dal distretto di Tropea la prossima settimana. A febbraio sarà la volta del distretto di Serra San Bruno e poi a seguire il distretto di Vibo Valentia.
Sarà importantissimo il ruolo dei medici di base. “Contiamo di coinvolgere almeno il 40 per cento dei medici Fimmg – ha avvertito Reno Brissa – nel tentativo di assolvere pienamente alle esigenze di tutti i soggetti interessati al test”.
Con Rubens Curia erano presenti il direttore sanitario aziendale Franco Petrolo, il direttore amministrativo Francesco Procopio, Reno Brissa, segretario provinciale della Fimmg, Antonio Maglia, direttore del distretto sanitario di Tropea, Ignazio Vasapollo direttore del dipartimento servizi sanitari, Concetta Amodei responsabile dei servizi screening oncologici, Giuseppe Potenza direttore unità operativa di laboratorio analisi, Bice Grasso dirigente del servizio epidemiologico, Giuseppe Lo Torto, Lino Purita, Vincenzo Grasso e Francesco Zappia.
Sono interessati a questo primo percorso diagnostico, ovvero al test di ricerca del sangue occulto nelle feci, tutti i soggetti in età compresa tra 50 e 69 anni, residenti nell’ambito dell’Asp, invitati a ripetere ogni due anni l’esame.
“La finalità dello screening del carcinoma colon rettale – ha detto, tra l’altro, Rubens Curia – è rivolta alla guarigione della patologia, alla riduzione della mortalità dei soggetti affetti da carcinoma al colon rettale, mediante l’effettuazione di una diagnosi precoce dei tumori ed al trattamento delle lesioni precancerose”.
I maschi interessati sono oltre 18 mila, così suddivisi: distretto Vibo Valentia (9039), distretto Serra San Bruno (3609), distretto Tropea (5440).
A spiegare come avverrà lo screening sono stati Concetta Amodei e successivamente Giuseppe Potenza. In sostanza i pazienti verranno informati della necessità di effettuare lo screening, non soltanto attraverso la campagna stampa dell’Asp, ma soprattutto dai medici di base che affideranno loro una provetta per l’esame del prelievo, unitamente ad un modello di consenso informato.
La provetta con il campione fecale, dovrà essere riconsegnata, ad uno dei centri di raccolta aziendale individuati (nei giorni di martedì e venerdì). In giorni prestabiliti un messo aziendale provvederà al trasporto del kit presso l’ospedale di Vibo Valentia, dotato di standard per l’avvio del programma.
In caso di referto positivo il laboratorio analisi comunicherà l’esito dell’esame al Centro di raccolta aziendale che provvederà a contattare il medico di base dell’assistito che prenoterà l’esame di II livello: la colonscopia.
“E’ stata studiata una filiera di responsabilità – ha spiegato Rubens Curia – e questo vuol dire che il cittadino non sarà mai solo nella prevenzione del carcinoma del colon retto.”
Anticipato apprezzamento per l’iniziativa da parte del segretario della Fimmg, Reno Brissa.
“In questo progetto c’è la volontà di avviare una inversione di rotta sul piano dell’assistenza e cura del cittadino ammalato, c’è la notevole e collaudata esperienza del Direttore generale Rubens Curia, c’è la grande disponibilità dei medici di base in piena sintonia con l’Azienda sanitaria”.
Infine Lino Purita ha invitato tutti a prodigarsi per l’effettuazione di uno screening di secondo livello di qualità. C’è la necessità di rassicurare il paziente e di fornirgli una prestazione che lo aiuti, soprattutto sul piano umano, a non lasciarsi andare a preoccupazioni di sorta.

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