Solo la vita è vero futuro

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Solo la vita è vero futuro.

Si celebra oggi la 41.ma Giornata per la vita: E’ vita, è futuro. Una bella profezia per il nostro stanco mondo.
– E come con tutte le profezie e tutti i veri profeti di ogni tempo, anche questa avverte la diffidenza che affronta. Un tempo i profeti affrontavano le difficoltà alle frontiere del mondo e Dio li assicurava della sua protezione.
– Oggi i cristiani devono sentire di essere al servizio del mondo, per evangelizzarlo: non devono meravigliarsi dei rischi e delle incomprensioni. Al profeta, non sono consentiti sconti o riduzioni: sono inviati per questo.
– Gesù stesso ne ha fatto la la dura esperienza e proprio nella sua patria: a Nazaret, «dove era cresciuto», Gesù viene rifiutato, anzi cacciato. E quando ci sembra che la profezia non raggiunge il suo scopo, ci rimane ancora la profezia dell’amore: «Nel cuore della Chiesa che è mia madre, io sarò l’amore» (santa Teresa di Gesù Bambino)..

Dal Vangelo di questa domenica (Lc 4,21-30).
♦ In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?».
♦ Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
♦ All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

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A Nazaret, «dove era cresciuto», Gesù viene rifiutato, anzi cacciato. Anche noi, familiari di Gesù, talvolta gli riserviamo la stessa sorte. Il suo insegnamento molto spesso non collima con i nostri desideri o le nostre attese.
La sua parola domanda conversione, cambio di strategia di vita.
Continua ad essere di bruciante attualità l’amara constatazione di Gesù: «Nessuna profeta è bene accetto nella sua patria».
Qui non è un qualsiasi profeta disprezzato dai suoi, ma il Profeta inviato da Dio al suo popolo, a noi.
♣ E quando sembra che la profezia non raggiunge il suo scopo, rimane ancora la profezia dell’amore secpndo le parole di santa Teresa di Gesù Bambino: «Nel cuore della Chiesa che è mia madre, io sarò l’amore» (Mons. Domenico d’Ambrosio, Arcivescovo emerito di Lecce).

41esima Giornata per la vita: “È vita, è futuro”.
♣ Vite oltraggiate, vite violate, vita ignorate, vite dimenticate, vite soppresse all’alba e al tramonto dell’esistenza in nome di crudeltà che si chiamano di volta in volta pietismo, efficientismo, indifferenza, presunzione, pretesa di ritagliarsi un angolo di benessere in cui ci si illude di difendere i propri interessi personali o nazionali con i mattoni di tante, stratificate forme di egoismo. Interessi che diventano presto mura invalicabili di esclusione, se non di palese ingiustizia e di grave sopruso.
– Inseguire una felicità che pretende di escludere i poveri, gli ultimi, i piccoli, i malati, i diversi, i deboli, gli anziani non è comprensibile difesa di interessi legittimi ma incomprensibile e inumano attentato al diritto più sacro.
 La 41esima Giornata per la vita che oggi si celebra in tutte le diocesi, ci offre ancora una volta lo spunto per riflettere sulle condizioni delle tante, troppe persone per cui questo diritto inalienabile non è garanzia normalmente riconosciuta, ma grave situazione di rischio.
  Sembra incredibile che all’efficienza crescente della società tecnologica, corrisponda una flessione paurosa di umanità che si fa baratro di angoscia in tutte quelle situazioni in cui, dal concepimento alla fine naturale, non riusciamo «a difendere la vita contro il lavoro sporco della morte», come ha detto papa Francesco.
  Difendiamo la vita in una situazione di rischio. Alzare la voce e sporcarsi le mani, non di morte, ma di fatica per dire no alle tante, troppe strutture di peccato che minacciano la vita, è gesto che segnala la buona volontà di chi s’impegna a vivere l’amore di Cristo anche nelle pieghe più dolorose dell’esistenza. (Luciano Moia, esperto di «Avvenire» sulla famiglia).

Si celebra oggi la 41.ma Giornata per la vita: E’ vita, è futuro. Una bella profezia per il nostro stanco mondo. E come con tutte le profezie e tutti i veri profeti di ogni tempo, anche questa avverte la diffidenza che affronta. Oggi i cristiani devono sentire di essere al servizio del mondo, per evangelizzarlo: non devono meravigliarsi dei rischi e delle incomprensioni. Questa Giornata ci offre lo spunto per riflettere sulle condizioni delle tante, troppe persone per cui questo diritto inalienabile non è garanzia normalmente riconosciuta, ma grave situazione di rischio. Difendiamo la vita “contro il lavoro sporco della morte”, ha detto papa Francesco.

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