“Tra vento e mare”, a Tropea la mostra di Azzinari

Un calabrese autentico, incisivo, essenziale, dalla profonda espressività, dalle tinte forti

In occasione di questo evento, verrà attribuito un riconoscimento alla città di Tropea che meglio ha saputo conservare i colori del suo mare senza macchiarlo: Premio 2019 mare pulito, Bruno Giordano, Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, che ha speso la propria vita per contrastare i reati ambientali e salvaguardare la sua Calabria

la suggestiva cornice della “Perla del Tirreno”, incastonata nella Costa degli Dei, è un magnifico scenario in cui la leggenda incontra la storia in un crocevia di popoli e mito, fu proprio Ercole dopo aver sconfitto i giganti e superato le dodici fatiche a giungere su questa rupe per riposare. Per omaggiare questa terra splendida e accogliente decise di fondare una città, menzionata da storici e geografi quali Dionigi di Alicarnasso, Plinio il Vecchio e Strabone, col nome di (Porto di Ercole) Forum Herculis prima ancora di chiamarsi Tropea, nome attribuitole successivamente da Scipione l’Africano che per omaggiare gli Dei per averlo favorito nella vittoria sui cartaginesi, erse sulla rupe la città dei trofei (trophea in latino) da cui il nome attuale. Che si voglia fare riferimento al mito o alla storia Tropea è sicuramente un luogo magico, tra i suoi vicoli si può ancora avvertire un’atmosfera surreale, un misto fra la salsedine del mare e la freschezza delle colline che sovrastano il borgo, forse è per questo che ogni anno tanti turisti la scelgono per trascorrere il proprio soggiorno o, forse, anche loro subiscono il magico richiamo del vento e del mare che secoli fa affascinò Ercole. Proprio queste caratteristiche uniche nel loro genere per un borgo, richiamano l’interesse di molti artisti a livello Nazionale ed internazionale. Non poteva mancare, quindi, un incontro d’arte con il maestro Azzinari “pittore del vento”… Personalità complessa e poliedrica, contiguo alle grandi personalità del ‘900, da Hemingway a Marquez, da Fidel Castro a Soldati e a Francis Ford Coppola. Eppure, sempre così presente a se stesso ed alle proprie origini, specularmente espresse dagli assolati paesaggi, dalle torsioni dell’erba, dai colori vibranti del sole meridionale. Pennellate forti , espressive, ricche di comunicazioni. Archetipi che riemergono dal passato per illustrare il presente, con quel senso di continuità che solo la natura, ed un suo meraviglioso interprete, riescono a dare. Per Schopenauer l’artista è tale in quanto riesce a cogliere l’universale nel particolare. Il messaggio del tempo e della vita, filtrato dal vento fra l’erba, è quell’universale in grado di irretire ogni coscienza. Il maestro Azzinari riesce a coniugare benissimo i diversi periodi dell’arte moderna, dall’Impressionismo all’Espressionismo, fino all’Astrattismo contemporaneo. Una sintesi quanto mai armonica, fatta di spunti e di ispirazioni, che l’artista riesce a tradurre in mirabili immagini, in una coerente ed unitaria rappresentazione. Ciò è palese nei volti scavati dei personaggi cubani, nelle raffigurazioni plastiche dei pastori Masai, nelle perdute ma intense desolazioni delle atmosfere greche. Non trascurando gli straordinari ritratti di Castro, Marquez ed Hamingway, nei quali l’introspezione psicologica affiora prepotente dalle pennellate asciutte dell’artista. Una personalità composita, quella dell’Azzinari; per tanti versi metafora della cultura contemporanea. Attinge al passato metabolizzandolo in un prodotto nuovo ed originale, in cui tutti i temi del suo retroterra formativo trovano adeguate forme espressive. Un calabrese autentico, incisivo, essenziale, dalla profonda espressività, dalle tinte forti, poco indulgente al superfluo. Nel solco della tradizione che da Alvaro a Placanica, anche prima ed anche dopo, ha connotato l’arte e la cultura di questa regione.
Ecco perché il maestro Azzinari a Tropea… Tra mare e vento.
“…Azzinari è l’artista che riesce a carpire il linguaggio della natura, a sentire le voci nascoste che il vento libera nell’assordante silenzio delle distese di grano e di erbe selvatiche…” G. Garcia Marquez.

“…Nelle sue tele abbondano i paesaggi in cui la luce irradiante filtra come per incanto … Dalla tela emana un non so che, odore di ginestre, di gelsomino o di grano alto, biondo, maturo, pervaso di tiepide atmosfere, mossi dal dolce vento del mediterraneo…” Federico Fellini

“…Io mi diverto molto a guardare i tanti fili d’erba eseguiti con una perfezione addirittura maniacale. La sua pittura è sorretta da una tecnica straordinaria e da una suprema bellezza del senso del colore…” Federico Zeri

In occasione di questo evento, verrà attribuito un riconoscimento alla città di Tropea che meglio ha saputo conservare i colori del suo mare senza macchiarlo: Premio 2019 mare pulito, Bruno Giordano, Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, che ha speso la propria vita per contrastare i reati ambientali e salvaguardare la sua Calabria.
Tropea –Museo Diocesano- Largo Duomo
Dal 27 agosto al 5 settembre 2019
Orario apertura mostra (mattino) dalle 10:30 alle 13:00 (sera) dalle 19:00 alle 24:00
Inaugurazione mostra e consegna premio martedi 27 agosto ore 18:30
Organizzazione a cura di Francesca Mirabelli Giordano con il patrocinio del Comune di Tropea

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, Caporedattore e collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.