Tutta colpa di Adamo ed Eva?

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Tutta colpa di Adamo ed Eva?

La piccola storia di oggi ci pone l’antica domanda: “Di chi è la colpa dei mali che ci sono in mezzo a noi?” – Dei mali in genere il credente risponde “E’ colpa del peccato originale di Adamo ed Eva!” Ma dei mali personali, che derivano da noi stessi, siamo noi i responsabili. E dobbiamo farcene umilmente carico, senza scaricarli su altri.
– Se è vero che il peccato originale ha lasciato un ambiente inquinato a chi è venuto dopo, è pur vero che i peccati voluti dalla persona, rimangono a carico della persona stessa, senza che essa giochi a scaricabarile.
– E’ deludente seguire certi processi penali e trovare inaccettabili le sentenze che non assegnano l’adeguata responsabilità a chi ha compiuto il male, ma la diminuiscono (fino ad annullarla a volte) per i mille cavilli che la difesa riesce a montare. Ultimamente alcune sentenze hanno ribaltato, annullato o diminuito la colpa di alcuni condannati per atroci omicidi.
Solo l’umile e sincero riconoscimento della colpa può diventare via ad una risurrezione sul male.

♦ C’era una volta una coppia che viveva in campagna, ed entrambi erano taglialegna.
Trascorrevano la giornata lavorando con l’ascia, tagliando la legna sotto il sole cocente. E dicevano sempre: “E’ tutta colpa di Adamo ed Eva!” Ogni volta che il calore aumentava, ripetevano: “E’ tutta colpa di Adamo ed Eva!”
Un giorno il re passò da quel luogo e udì la coppia ripetere la stessa frase: “E’ tutta colpa di Adamo ed Eva!”
Allora il re disse loro: “Voglio mettervi alla prova. Vi invito a venire a vivere nel palazzo”.
Entrambi accettarono con gioia.
Nel palazzo non dovevano fare nulla e avevano il meglio del meglio. C’erano banchetti ogni giorno, sempre più deliziosi.
♦♦ Un giorno, il re andò a pranzo fuori. Chiamò i due, dopo che il pranzo era pronto sul tavolo e disse loro: “Io vado a pranzo da un amico. Potete mangiare tutto quello che c’è sul tavolo. Solo non dovete toccare questa zuppa”. E indicò la bella zuppiera al centro del tavolo, coperta.
Il re si ritirò e i due cominciarono a mangiare i deliziosi piatti.
Mentre mangiavano, uno disse all’altro: “Vediamo cosa c’è in questa zuppiera?”
L’altro disse: “Ma il re ci ha chiesto di non toccarla!”
“Solo per guardarla,” disse l’altro. “Non per mangiarla.”
E sollevarono il coperchio della zuppiera. Dentro c’era un uccellino, che volò immediatamente fuori dalla finestra.
Quando il re arrivò, vide che l’uccellino non c’era più nella zuppiera e disse a entrambi: “È colpa di Adamo ed Eva? È colpa tutta vostra, come fecero Adamo ed Eva! Tornate a tagliare legna e smettetela di parlare della colpa di Adamo ed Eva”.

Noi non possiamo addossare al solo peccato originale i mali che soffriamo, né i peccati che commettiamo.
È meglio essere umili e riconoscere: io sono un peccatore.
La colpa non è neppure di Dio, perché Egli ha fatto e fa tutto in modo da non deviare dai suoi comandamenti. E ci ha anche dato una Madre. “Dalla radice di Iesse è spuntato un germoglio, dal germoglio è nato il fiore. Maria dalla radice di Iesse è diventata Madre del Salvatore”.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

“Di chi è la colpa dei mali che ci sono in mezzo a noi?” – Dei mali in genere il credente risponde “E’ colpa del peccato originale di Adamo ed Eva!” Ma dei mali personali, che derivano da noi stessi, siamo noi i responsabili. E dobbiamo farcene umilmente carico, senza scaricarli su altri. Se è vero che il peccato originale ha lasciato un ambiente inquinato a chi è venuto dopo, è pur vero che i peccati voluti dalla persona, rimangono a carico della persona che li compie.

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