Uccello nutre due nidiate

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Uccello nutre due nidiate.

La grande preoccupazione dei genitori è il futuro dei figli, soprattutto quando questi sono in condizioni di necessità: “Che ne sarà di loro quando io non ci sarò più?
– Da sacerdote, ascolto spesso il dolore di mamme in ansia per il proprio figlio più debole, soprattutto se portatore di handicap. A fronte della precarietà e instabilità di servizi offerti da una società piuttosto distratta, cerco di offrire la consolazione che può venire dalla fede. Non un “calmante o sedativo” spirituale, ma una vera apertura fiduciosa in quel Dio creatore e Padre, che non mancherà di provvedere a chi rimane nel bisogno. Gesù aveva invitato i suoi ascoltatori: “Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?” (Matteo 6, 25-26).
– E dagli uccelli è tratta questa crudele e tenera storia sulla quale riflettere.

♦ Una volta, un uomo comincio a preoccuparsi seriamente davanti alla seguente domanda: “E se morissi, chi sostenterà i miei figli e mia moglie?”. Egli viveva in campagna.
Un giorno, mentre si accingeva a lavorare, vide, su di un albero un nido con piccoli tordi.
Ma più avanti, vide un falco ghermire un uccello: era la madre di quei piccoli, a cui stava portando del cibo nel becco.
Dispiaciuto, l’uomo cercò di abbattere l’avvoltoio con le pietre, ma invano. Il rapace poté divorare la sua preda, lontano. L’uccello morì con il cibo dei suoi piccoli ancora nel becco!
♦ Il giorno seguente, prima di mettersi a lavorare, l’uomo andò direttamente a quell’albero per vedere come stavano i piccoli orfani. Era sicuro che li avrebbe trovati molto affamati.
Ma al contrario. Gli animalucci cantavano pieni di vita.
Come era possibile?
♦ L’uomo rimase lì per scoprire il segreto. Presto vide un’altra mamma-tordo venire dal nido vicino, a condividere il cibo che portava ai piccoli orfani: nutriva due nidi.
♥♥ Emozionato, il contadino si tolse il cappello e pregò: “Signore, perdonami, avevo dimenticato che tu sei Provvidenza divina. Ed io a pensare che solo io potevo mantenere la mia famiglia!
Ora vedo che il Signore è l’unico e infallibile sostentamento dei miei figli”.

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

La grande preoccupazione dei genitori è il futuro dei figli, soprattutto quando questi sono in condizioni di necessità: “Che ne sarà di loro quando io non ci sarò più? La fece invita ad aprire il cuore a Dio: “Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?” (Matteo 6, 25-26). Non si tratta di un “calmante o sedativo” spirituale, ma di una reale apertura fiduciosa in quel Dio creatore e Padre, che non mancherà di provvedere a chi rimane nel bisogno.

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