Un passo a lungo atteso e davvero storico

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Un passo a lungo atteso e davvero storico.

Papa Francesco ha compiuto con coraggio un passo davvero storico non solo con la visita ad un paese musulmano, gli Emirati Arabi, ricevuto dallo Sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, ma soprattutto firmando una intesa con il Grande Imam sunnita di al-Azhar, Ahamad al-Tayyib.
– Un documento sulla «Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune».  Con questa intesa i due leaders religiosi hanno affermato solennemente che non ci può essere violenza nel nome di Dio.
– E tutto questo ad 800 anni dall’incontro di San Francesco d’ Assisi con il sultano d’Egitto Malik Al Jamil.
– Nella dichiarazione congiunta si dice basta al sangue innocente e si invita tutti i fronti religiosi alla pace, alla libertà e al ruolo della donna .
– Ecco la scossa che si attendeva, che doveva arrivare è finalmente arrivata.  

Abu Dhabi 4 febbraio 2019: «In nome di Dio Al-Azhar al-Sharif – con i musulmani d’Oriente e d’Occidente –, e la Chiesa Cattolica – con i cattolici d’Oriente e d’Occidente –, dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio».
♦ Non solo. È messo nero su bianco l’impegno per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze.
♦ Nero su bianco la condanna dell’estremismo e l’uso politico delle religioni, «il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi», la protezione dei luoghi di culto e il dovere di riconoscere alla donna il diritto all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici interrompendo «tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che ne umiliano la dignità e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti».
♦ E ancora: «Al-Azhar e la Chiesa Cattolica domandano che questo documento sulla «Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune»divenga oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le scuole, nelle università e negli istituti di educazione e di formazione».

È stata una dichiarazione non annunciata, e resa pubblica solo alla fine dal Founder’s Memorial, dedicato al padre fondatore degli Emirati arabi, dove davanti ai rappresentanti delle diverse religioni il Successore di Pietro e un leader musulmano hanno sottoscritto la lista di punti “non negoziabili” e chiesto a loro stessi e ai leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell’economia mondiale, di invertire la rotta delle violenze ed «impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace».

♥ Un gesto forte, di parole altrettanto forti, soprattutto per la responsabilità assunta davanti ai leader e ai governanti islamici da parte di Ahmad al-Tayyib, che già nell’incontro con il Papa all’Università di al-Azhar a Il Cairo nel 2017, intervenendo alla Conferenza internazionale per la pace organizzata dal prestigioso centro accademico sunnita, aveva messo a tema il ruolo dei leader religiosi nel contrasto al terrorismo e nell’opera di consolidamento dei principi di cittadinanza e integrazione.

♦ La dichiarazione comune che muove «da una riflessione profonda sulla realtà contemporanea» condanna l’ingiustizia e la mancanza di una distribuzione equa delle risorse naturali – delle quali beneficia solo una minoranza di ricchi, a discapito della maggioranza dei popoli della terra – che porta a far «morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani – in «un silenzio internazionale inaccettabile».
Condanna tutte le pratiche che minacciano la vita e chiede a tutti di «cessare di strumentalizzare le religioni per incitare all’odio, alla violenza, all’estremismo e al fanatismo cieco e chiede di «smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione».
Perché Dio «non ha creato gli uomini per essere uccisi o per scontrarsi tra di loro e neppure per essere torturati o umiliati» nella loro vita e nella loro esistenza», «non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente».
♥ Si dichiara perciò «fermamente» che le religioni non incitano mai alla guerra e non sollecitano sentimenti di odio, ostilità, estremismo, né invitano alla violenza o allo spargimento di sangue. «Queste sciagure sono frutto della deviazione dagli insegnamenti religiosi, dell’uso politico delle religioni e anche delle interpretazioni di gruppi di uomini di religione».
♥ Da qui, pertanto, in accordo con i precedenti documenti internazionali che hanno sottolineato l’importanza del ruolo delle religioni nella costruzione della pace mondiale, viene attestata tra l’altro anche la protezione dei luoghi di culto, templi, chiese e moschee e che «ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli attraverso attentati o esplosioni o demolizioni è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni, nonché una chiara violazione del
diritto internazionale».

♥ Tutto questo è affermato in nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro.
♥ In nome dunque della fratellanza umana che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali – ma che è lacerata dalle politiche di integralismo e divisione e dai sistemi di guadagno smodato, dalle tendenze ideologiche che manipolano le azioni e i destini degli uomini.
♥ In nome «dell’innocente anima umana che Dio ha proibito di uccidere, affermando che chiunque uccide una persona è come se avesse ucciso tutta l’umanità».
 In nome dei poveri, dei più vulnerabili.
«In nome dei popoli che hanno perso la sicurezza, la pace e la comune convivenza, divenendo vittime delle distruzioni, delle rovine e delle guerre».
La scossa doveva arrivare ed è arrivata. Inshallah.

(fonte: cf Avvenire.it 4 febbraio 2019)

Pace, libertà e ruolo della donna nella dichiarazione congiunta firmata ad Abu Dhabi da papa Francesco e dal Grande Imam sunnita di al-Azhar, Ahamad al-Tayyib: «Basta sangue innocente» – Tutto questo è stato affermato in nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro. La scossa che il mondo attendeva e  che doveva arrivare è finalmente arrivata. Un momento davvero storico!

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