Una nuova Beata martire rumena

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Una nuova Beata martire rumena.

Il 22 settembre 2018 a Nisiporesti, Romania, il cardinale Becciu ha presieduto il rito di beatificazione della giovane martire Veronica Antal, una giovane figlia della Romania che viene additata come modello nella testimonianza eroica del Vangelo. Ella ha consacrato la vita a Gesù e a lui è stata fedele fino al martirio, avvenuto in un contesto tragico di grandi sofferenze e di persecuzione per i cristiani di questa terra. Il regime comunista ha cercato in ogni modo di strappare le radici cristiane di questa terra, ma il sangue dei suoi martiri, ortodossi, cattolici e protestanti, ha salvato il Paese dalla deriva atea e priva dei valori fondamentali sociali, le cui negative conseguenze si sono fatti sentire anche nei Paesi dove i “romeni” sono migrati.

Veronica Antal (1935-1958) visse nel secondo dopoguerra, un periodo in cui ortodossi, cattolici e protestanti venivano incarcerati non solo perché si opponevano al regime, ma anche perché erano pronti a testimoniare la loro fede in Gesù. Un aspetto che agli occhi dei persecutori appariva la “colpa” maggiore da punire.
♦ In effetti, la vita della comunità cattolica era particolarmente messa a dura prova dalla dottrina comunista. Infatti, tutti i vescovi della Chiesa greco-cattolica in Romania, e quelli della Chiesa di rito latino furono perseguitati e incarcerati; e con essi molti sacerdoti, religiosi e le religiose.
♦ D’altronde, l’educazione leninista-marxista, fu dannosa per l’intera società, poiché escludeva Dio e i valori cristiani dall’orizzonte di vita della gente, nel tentativo di distruggere le anime.
Nonostante la violenza e la detenzione, in Romania i vescovi, i preti, le persone consacrate e tanti fedeli laici hanno mostrato un grande coraggio nel dono di sé, un indomito attaccamento a Cristo e alla Chiesa e hanno conservata intatta la fede.
Per questo, proclamando beata la giovane Veronica Antal, il pensiero del cardinale Becciu è andato con animo riconoscente e orante anche al loro sacrificio, che rimane scolpito con i colori del sangue nella storia del Novecento. Veronica pregava tanto soprattutto per i vescovi e i sacerdoti che riempivano le carceri del regime ateo. E lo faceva dalla “cella” accanto alla casa paterna, dove si era ritirata, conformandosi sempre più pienamente al suo sposo divino.
♥ Infatti, non potendo vivere in un vero convento di suore consacrate, perché il regime comunista aveva soppresso tutte le forme di vita religiosa della Chiesa cattolica in Romania, la sua vita fu quella di una persona totalmente consacrata a Dio.
♥ A diciassette anni, emise anche il voto di castità in segreto e cominciò una vita di raccoglimento e di dedizione ai malati e agli anziani, aderendo all’ordine francescano secolare e alla Milizia dell’Immacolata.
♥ L’aiuto caritatevole di Veronica alle persone bisognose era caratterizzato da profonda umiltà e generoso impegno, non cercando altro che l’edificazione del regno di Dio in mezzo ai fratelli, senza fare distinzione alcuna tra i fedeli appartenenti alla Chiesa cattolica o a quella ortodossa.
In tal modo, rese una fervida testimonianza di fraternità e di sincero dialogo, sempre necessaria al fine di far prevalere la riconciliazione e la collaborazione sulle divisioni e sui dissidi.
E proprio in quel periodo di sofferenza i cristiani, divisi nel corso della storia, si sono scoperti più vicini o ritrovati solidali.

♥ Il sacrificio di Veronica e degli atri martiri offre un messaggio molto chiaro per noi. Occorre «ritrovare la solidarietà e la comunione reciproca.
E un campo di collaborazione oggi particolarmente importante tra ortodossi e cattolici riguarda la difesa delle radici cristiane dell’Europa e dei valori cristiani; la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l’onestà nella vita pubblica, l’ecologia». Infatti, solo l’impegno unitario su tali argomenti potrà offrire un importante contributo alla crescita morale e civile della società».

♥ Oggi Veronica Antal, laica, appartente all’ordine francescano secolare, è considerata la Maria Goretti della Romania. Venne uccisa a coltellate da un giovane del quale rifiutò le avances. E forse davanti a sé Veronica aveva l’esempio della santa italiana, icona della virtù della purezza che resiste alla brutale violenza dei sensi e sembra proclamare quanto affermava San Paolo: «Nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (cfr. Rm 8, 39).
♥ L’amore vero che viene da Dio, l’amore che lei ha vissuto, è necessario in questo mondo dove molti uomini e donne conoscono l’angoscia, la miseria, la fame e, in troppe regioni del mondo, la persecuzione, il rifiuto, la violenza, la guerra».
♥ La beata Veronica aiuti i suoi connazionali a essere oggi protagonisti di bontà e di pace, di solidarietà e di accoglienza, specialmente verso le persone più fragili e disagiate.

(fonte: cf Osservatore Romano 21 e 22 settembre 2018)

Il 22 settembre 2018 a Nisiporesti, Romania, il cardinale Becciu ha presieduto il rito di beatificazione della giovane martire Veronica Antal, considerata la Maria Goretti della Romania, che viene additata come modello nella testimonianza eroica del Vangelo. Ella ha consacrato la vita a Gesù e a lui è stata fedele fino al martirio, avvenuto in un contesto tragico di grandi sofferenze e di persecuzione per i cristiani di questa terra. La beata Veronica aiuti i suoi connazionali a essere oggi protagonisti di bontà e di pace, di solidarietà e di accoglienza, specialmente verso le persone più fragili e disagiate.

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