Antonio Piserà: “Serve un piano equo per tutta la città”
L’ex consigliere denuncia il degrado e chiede interventi urgenti e condivisi
Dottor Piserà, ha recentemente scritto ai Commissari Prefettizi e al Prefetto di Vibo Valentia. Cosa l’ha spinta a farlo?
La situazione del quartiere Vulcano è diventata insostenibile. La strada principale è in condizioni critiche: buche profonde, asfalto disgregato, dislivelli e ristagni d’acqua rendono la viabilità pericolosa per residenti, pedoni e automobilisti. Già il 2 aprile 2025 avevo inviato una PEC protocollata per chiedere un intervento urgente di bitumazione, ma non ho ricevuto alcuna risposta né visto azioni concrete.
Qual è la sua valutazione sull’atteggiamento dell’amministrazione?
È inaccettabile che dopo mesi di sollecitazioni non sia stato disposto neppure un intervento temporaneo. I cittadini del quartiere Vulcano non chiedono privilegi, ma pari dignità e sicurezza. Il Comune ha il dovere di garantire condizioni minime di vivibilità su tutto il territorio, non solo nelle aree centrali.
Come descriverebbe il quartiere Vulcano?
È un’area densamente abitata, a pochi passi dal centro storico, con numerose attività commerciali. Eppure, da anni vive una condizione di abbandono infrastrutturale. Troppo spesso si è privilegiata la cura estetica del centro, trascurando le periferie e le strade secondarie, dove vive la maggior parte dei tropeani.
Cosa ha chiesto nella sua lettera?
Tre cose: un intervento urgente di asfaltatura temporanea per garantire la transitabilità immediata; la programmazione di un rifacimento strutturale e definitivo del manto stradale; e la convocazione di un incontro operativo tra la Commissione Prefettizia, i tecnici comunali e una delegazione dei residenti, per pianificare azioni concrete e condivise.
Non si tratta solo di una questione estetica, giusto?
Esattamente. È una questione di sicurezza pubblica e responsabilità amministrativa. Le condizioni attuali espongono il Comune a potenziali responsabilità civili in caso di incidenti o danni ai veicoli. Ma soprattutto, rappresentano un segnale di disattenzione verso cittadini che pagano tasse e tributi come tutti gli altri.
Vulcano come simbolo di una gestione urbana squilibrata?
Sì. Questa vicenda evidenzia la necessità di superare la logica dei “due pesi e due misure” tra centro e periferie. Tropea ha bisogno di una visione amministrativa nuova, che rimetta al centro la manutenzione ordinaria, la sicurezza e la vivibilità dei quartieri. Non possiamo intervenire solo quando l’emergenza è già esplosa: serve una programmazione seria, continuativa e trasparente.
È disponibile a collaborare con le autorità?
Assolutamente. Ribadisco la mia disponibilità al confronto istituzionale e la volontà di collaborare affinché Tropea ritrovi un equilibrio tra bellezza e funzionalità, tra immagine e sostanza. Non possiamo permetterci zone dimenticate. Dobbiamo ricostruire un senso di comunità dove ogni cittadino, dal centro storico a Vulcano, si senta parte della stessa città e destinatario della stessa attenzione.




