Dimissioni in massa

Ancora una volta la popolazione del vibonese costretta alla rassegnazione

Quello dell’altra sera è stato un incontro dove la discussione è stata artatamente costruita per essere ingessata

Il Vicesindaco di Tropea Massimo L'Andolina - foto Libertino
Il Vicesindaco di Tropea Massimo L'Andolina - foto Libertino

Si è tenuta ieri mattina una conferenza stampa indetta presso l’ufficio del sindaco di Tropea, Gaetano Vallone, organizzata dal vice sindaco ed Assessore alla Sanità dottor Massimo L’Andolina, per esternare pubblicamente l’insoddisfazione generata dopo le parole pronunciate dal Governatore Scopelliti in merito alle problematiche sanitarie del vibonese. Infatti, quanto ascoltato durante l’incontro che si è tenuto nella sala consiliare del comune di Vibo durante l’incontro con i sindaci della Conferenza provinciale ed il Commissario ad acta per la Sanità della Calabria, ha lasciato il rappresentante dell’amministrazione tropeana orfano di risposte concrete ed esaustive relativamente a tutte le problematiche emerse alla luce del decreto 106 dell’ottobre scorso. L’Andolina ha così esordito: “Quello dell’altra sera è stato un incontro dove la discussione è stata artatamente costruita per essere ingessata; i tre minuti concessi a pochi sindaci e per via eccezionale a due rappresentati di associazioni territoriali non ha offerto la possibilità di far emergere quanto allarme sul territorio si avverte in merito ai servizi sanitari che di qui a poco saranno depotenziati, il fatto poi di non aver potuto replicare alla parole del Presidente ha fatto si che la fine dell’incontro abbia quasi assunto un carattere di condivisione e di plauso a quanto detto da Scopelliti. Invece, rimane il fatto, che nessuna risposta è stata data alle osservazioni esposte negli interventi, soprattutto in merito all’assegnazione sottodimensionata dei posti letto per l’intera provincia, ai fondi assegnati per il raggiungimento dei Lea (livelli essenziali di assistenza) erogati in modo sperequativo rispetto alla provincia di Crotone, ai posti di oncologia nei fatti non figuranti in nessuna dotazione organica di nessun reparto, sia esso all’ospedale di Tropea o di Vibo, alla presenza di due reparti, di cui uno semplice e l’altro complesso, di anestesia e rianimazione previsti presso il nosocomio vibonese cosa che appare assurda anche perché la struttura semplice dovrebbe avare in sé l’esplicazione della terapia del dolore e quindi più indirizzata ai malati oncologici e di conseguenza più utile a Tropea”. Quello di L’Andolina è un intervento di chi rimane interdetto di fronte a risposte elusive e deludenti, di delusione soprattutto nei confronti dei colleghi amministratori che non si sono mostrati per nulla combattivi e pronti a difendere i diritti dei propri concittadini. A rincarare la dose si aggiungono le parole del sindaco Vallone, impossibilitato ad intervenire all’incontro di Vibo, il quale però non lesina parole dure nei confronti del Capo della Giunta regionale: “ Già tempo a dietro, nel mese di novembre in occasione dell’incontro a Catanzaro, avevo esternato di persona il mio disappunto all’operato del Governatore, rinfacciandogli le parole irriverenti usate nei confronti delle 181 persone che rappresentano i numeri di accesso al reparto di oncologia di Tropea. Queste persone ricordo, rapportando al numero dei soli due medici in pianta stabile nel reparto, si sottopongono ugualmente a più di 2000 terapie l’anno, e presto non sapranno il futuro che li attenderà. In quella occasione Scopelliti sostenne anche che, in accordo con il medico responsabile di oncologia la dottoressa Arena, quattro posti letto nel reparto di oncologia sarebbero stati sufficienti per assicurare il servizio all’intera provincia, cosa non vera. La verità è che la provincia di Vibo è l’unica a non avere sul suo territorio un reparto dedicato all’oncologia”. Poi ancora Vallone sferra un affondo: “ La cosa che più mi sconvolge è che i vertici politici del vibonese non abbiamo speso una parola al riguardo, come se la questione di oncologia o della sanità in genere fosse solo un fatto relativo a Tropea. Ci ripensi Scopelliti, faccia un passo indietro istituendo i 10 posti di oncologia, non per forza nel mio comune, ma in qualsiasi altro posto della nostra provincia; parlo con la sensibilità di chi personalmente conosce cosa significa la parole cancro, ho seguito mio malgrado il calvario di un mio familiare”. Le conclusioni affidate a L’Andolina hanno sentore di ultima carta possibile da giocare, senza il timore di perdere nessuna posizione di riguardo: “ Allo stato delle cose quello che dovrebbe essere un ospedale generale come questo di Tropea andrà avanti per inerzia eppure secondo il decreto 18 doveva essere un ospedale per acuti; il depauperamento di tutti i servizi lo renderanno di fatto qualcosa di indefinibile. Ci auguriamo che la Conferenza dei sindaci, ripetiamo ieri (riferito al pomeriggio del 27) abilmente ingessata, abbia uno scatto d’orgoglio e metta in atto il proposito di dimissioni di massa, così come sostenuto da più amministratori fino a poco tempo fa”. In effetti degli intenti dichiarati, nell’ultima Conferenza dei sindaci, di azioni eclatanti da attuare per invocare pari trattamento per il diritto alla salute,alla stregua del resto del territorio della regione, nulla si è visto, ne scalate sui tetti dei comuni nella giornata di natale , ne tantomeno restituzioni di fasce tricolori al Prefetto. Ancora una volta la popolazione del vibonese costretta alla rassegnazione.

Condividi l'articolo
Caterina Sorbilli
Caterina Sorbilli

Docente nelle scuole del I ciclo, collaboratrice storica di Tropeaedintorni.it, è giornalista pubblicista iscritta all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria nell’elenco pubblicisti.