Amare Dio nel prossimo

“Famiglie gay” – L’amore del prossimo dimostra se è vero il nostro amore per Dio. Papa Francesco: “Giusto dare copertura legale. “Gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo… Ciò che occorre creare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. Con questo, Papa Francesco non intende cambiare la Dottrina cattolica sul matrimonio e sulla famiglia, ma aprirsi alle esigenze reali della vita concreta delle persone”. I bambini di queste “famiglie” vanno accompagnati in parrocchia e vanno accolti come tutti gli altri superando eventuali pregiudizi. – Tutto ciò può diventare “segno concreto” di amore del prossimo.

Come mantenere l’amicizia

Tutti abbiamo amici. Gesù ci ha chiamato amici! Egli è nostro amico, l’Amico di tutti. – Ci ha insegnato ad amare Dio con vera libertà. – E Dio, anche se ci ha comandato di amarlo, poi ci lascia liberi nel farlo. Ma invia il suo Spirito per proteggerci. Lo Spirito ci accompagna, giorno e notte, nel nostro viaggio, guidandoci, ci ispira, ma senza toglierci la libertà di scegliere. Nell’amarlo è la nostra felicità.

Un Santo tra le rovine di Roma

“Non posso, non debbo, non voglio”, così san Gaspare rispose al processo contro di lui, per aver rifiutato di obbedire alla prepotenza di Napoleone che aveva invaso Roma. – “Vorrei avere mille lingue per intenerire ogni cuore verso il Sangue Preziosissimo di Gesù” sono le sue parole tene e dolci che lo spinsero in un apostolato instancabile.

Un sacerdote pensava di aver fallito

Quante volte siamo tentati da scoraggiamento dopo l’apparente fallimento seguito ad un’azione di bene… Ma poi, forse, abbiamo dovuto ricrederci e riconoscere che veramente “Dio scrive diritto sulle righe storte degli uomini”. Anzi, sulle macerie umane Egli sa costruire edifici meravigliosi. – E allora coraggio fratello, sorella! Chissà quante storie di scoraggiamento hai da raccontare, particolarmente quelle vissute mentre avevi intenzione di fare il bene. Il Signore ricostruisce tutto in maniera più bella. Non dire più: “Oggi Dio non ha fatto nulla”, solo perché i tuoi occhi non vedono nulla. Impara a dire piuttosto: “Signore, donaci occhi per vedere la tua volontà di salvezza nelle tante sconfitte della vita”. – Ricordi la storia biblica di Giuseppe venduto come schiavo dai suoi fratelli?

Il fratello universale

L’esperienza del Beato Charles de Foucauld (1858-1916), con la sua vita di eremita e di sacerdote nel deserto, ha indicato che si può essere fratelli con chiunque, anche con i lontani. Egli sarà finalmente canonizzato perché appartiene all’umanità intera, della quale ha voluto essere un piccolo fratello. Egli cercò di costruire una fraternità che riguardasse tutti gli uomini. L’amore per Gesù lo ha fatto diventare il «fratello universale».

Una tessitrice di fraternità

“Ogni cristiano è chiamato ad essere un tessitore di fraternità”. Lo ha ricordato Papa Francesco all’Angelus di domenica 18 ottobre, nel contesto della 94.a Giornata Missionaria Mondiale. Bella l’immagine del tessitore: crea cose nuove usando ciò che già esiste. – Nell’umanità assetata di relazioni, la Chiesa è chiamata a tessere nuovi legami fraterni, a testimoniare la bellezza di essere figli di un unico Dio, Padre di tutti.

Il carabiniere che offrì la sua vita

Salvo D’Acquisto, carabiniere d’Italia (1920-1943), una vita forgiata nella fede, donò la sua vita per salvare 22 prigionieri dalla rappresaglia tedesca. Sono passati cento anni dalla sua nascita, mentre prosegue la causa di beatificazione e le tante celebrazioni militari e religiose ricordano il suo estremo sacrificio. E’ medaglia d’oro al valor militare: una onorificenza dell’umana società. Nelle parole di Gesù troviamo la sua santificazione: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15,13-14). Egli forse non conosceva di persona gli sventurati rastrellati a caso dai soldati, ma li sentì suoi amici perché erano nel pericolo. «Ha saputo testimoniare la fedeltà a Cristo e ai fratelli. Ecco perché può definirsi un santo che ha contribuito per costruire la civiltà dell’amore e della verità». (Giovanni Paolo II).

Dare a Cesare, dare a Dio

Oggi è la 94.a Giornata Missionaria Mondiale: “Eccomi, manda me” è la risposta di Isaia e vuole essere la risposta di tutti coloro che hanno preso coscienza del loro essere “battezzati e inviati”. – In particolare, la vocazione missionaria si caratterizza nel portare a tutti gli uomini l’esperienza dell’amore di Dio per tutta l’umanità: «Dio rivela che il suo amore è per ognuno e per tutti (cfr Gv 19,26-27)».  – La Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore» e si celebra nella penultima domenica del mese di ottobre, con gesti concreti di aiuto e di sostegno per tutte le nuove Chiese del mondo. – Con le offerte ricavate in questa Giornata si sostengono progetti per rafforzare la Chiesa aiutando i seminaristi i catechisti ed offrendo assistenza socio-sanitaria per i bambini.

Educare impegna la vita

Educazione propria pelle è la sfida che affrontano da sempre i genitori e i nonni. Tentare di educare senza impegnare la propria vita con i suoi sentimenti e le sue  esigenze può non raggiungere il suo scopo, perché alle idee del bene che si comunicano mancano le radici dell’amore che si dona e tutto rischia di scivolare via. – E’ l’amore che fa capire la sofferenza affrontata per salvare l’altro e fa decidere per il bene. “Da quel giorno che mi fu raccontato questo fatto, ho capito qualcosa della redenzione di Cristo” (G. R. M.).

La festa di San Gerardo in tempo di coronavirus 2020

Oggi, 16 ottobre, è la festa di San Gerardo Maiella, chiamato il “pazzerello di Dio”. – A Tropea, nella Chiesa dei Redentoristi (che fu dei Gesuiti) dall’inizio del Novecento si celebra con solennità la novena, completata dalla festa religiosa e dalla processione del 16 ottobre, che quest’anno non si è potuto fare a causa delle restrizioni del coronavirus. – La statua che si venera è del 1904 fu approntata dai fedeli tropeani per la sua canonizzazione avvenuta l’11 dicembre 1905. – Sono tanti i fiocchi di colore rosa e azzurro stanno a testimoniare una grazia per la maternità ricevuta. E si sente sempre echeggiare: “San Gerardo mio, prega per me!” – La sua storia è di quelle che fanno tanto bene al cuore, ancora oggi.

L’umanità dinanzi a Cristo in croce

Chi non si è commosso alla storia di “Marcellino, pane e vino” che di addormenta tra le braccia del Crocifisso? – Ogni storia religiosa porta, insieme al folclore, un po’ di sapienza del cuore che non andrebbe vanificata, come anche la storia di oggi: “Lasciamo fare a Dio, perché perché Egli sa quello che fa e a noi è richiesto di uniformare la nostra volontà alla sua (S. Alfonso).

Centenario di una uccisione di stampo mafioso

Accanto al martire siciliano Beato don Pino Puglisi, beatificato nel 2013, potrebbe aver posto – insieme ad altri sacerdoti uccisi – anche don Gaetano Millunzi sacerdote di Monreale, ucciso cento anni fa per difendere i diritti dei contadini. – Il 12 settembre 2020 alle ore 16.00, in occasione del centenario del tragico assassinio del canonico Gaetano Millunzi, parroco della Cattedrale di Monreale, ucciso con tre colpi di lupara la sera del 13 settembre 1920, l’Arcivescovo di Monreale, S.E. Mons. Michele Pennisi, nella Cattedrale normanna, ha presieduto una Celebrazione Eucaristica di suffragio, per ricordare la figura di uno dei più illustri monrealesi del XX secolo, un sacerdote ammirato per la grande preparazione culturale e amato per il suo impegno contro l’usura.

A lezione di umanità

“Fratelli tutti”, l’enciclica di Papa Francesco, invita tutti a mettersi al servizio della fratellanza per il bene di tutta l’umanità: una umanità da ricostruire, da guarire, perché ferita. E fare questo con i piccoli gesti dell’amore. – Uno dei più grandi onori è poter prendersi cura di quegli anziani che qualche volta ci preoccupano. I nostri genitori, e tutti quegli anziani che hanno sacrificato le loro vite, con il loro tempo, denaro e sacrifici per noi, meritano il nostro massimo rispetto. – L’amore e il rispetto per gli anziani è un vero termometro di umanità.

Il Beato Carlo Acutis, una vita giovane e luminosa

Il Beato Carlo Acutis, 15 anni di vita giovane e luminosa. – Ad Assisi, nella terra benedetta dalla vita di san Francesco, sabato 10 ottobre ha avuto luogo la beatificazione del giovane che aveva “con Gesù un rapporto personale, intimo, profondo” morto il 12 ottobre 2006, all’ospedale San Gerardo di Monza, a causa di una leucemia fulminante. – È il primo «millennial» a essere beatificato: la sua salma è stata composta e poi esposta al pubblico in tuta e scarpe da ginnastica. – Carlo è anche il primo beato ad aver avuto in vita sua un profilo social su Facebook, attraverso il quale ha dato testimonianza della sua profonda fede. – Il Beato Carlo sarà celebrato ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua nascita al Cielo. – Il giovane Beato per molti è già «il patrono di internet».

Al banchetto nuziale con l’abito giusto

Ad una settimana dalla pubblicazione della nuova enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”, i fedeli hanno in abbondanza sussidi e strumenti per affrontare la lettura dell’importante documento: pubblicazioni, commenti, video, webinar… – Se i mezzi tecnici abbondano, non deve mancare la disponibilità a mettersi in discussione, accettando di convertirsi al Vangelo di Cristo che offre la salvezza a tutta l’umanità. – La parabola del banchetto nuziale, presentata nel vangelo di questa domenica, parla appunto della chiamata di tutti i popoli alla salvezza, cioè alla comunione con Dio. Alcuni rifiutano, altri rispondono all’invito: ma a tutti è richiesto l’abito nuziale che sta a significare la necessità di aprirsi con sincerità al dono di Dio. – La salvezza è come un banchetto di nozze aperto a tutti e Dio darà la sua grazia di entrarvi a chi la chiede con fiducia. Lo dimostra la vicenda umana e spirituale di Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni morto nel 2006 e beatificato ieri 10 ottobre. Una vita trasformata dalla grazia di Dio.

Seppellire i bambini non nati

L’aborto ottenuto per legge grazie ad una intensa campagna femminista, tende a proteggere la donna e i suoi problemi, trascurando i diritti di quella vita iniziata e poi interrotta. – Ecco perché la pietas umana e cristiana, attraverso associazioni e iniziative private, prova a dare dignità alla sepoltura dei resti dei bambini non nati, sui quali ci si può fermare anche in preghiera.

Due Medaglie d’oro per dire grazie

Due Medaglie d’oro per dire grazie. Il 7 ottobre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito la medaglia al Merito civile al sacerdote ucciso a Como, don Roberto Malgesini e al Valore civile al giovane Willy Monteiro, massacrato di botte a Colleferro, indicandoli come «Luminosi esempi» di Valore civile e di Merito civile. – Due atti violenti distinti e lontani tra loro geograficamente, ma ravvicinati dal tempo e dalle terribili circostanze. L’opinione pubblica è grata al Presidente per la sua sollecitudine nel presentarli alla Comunità nazionale come esempi luminosi e figure attuali di riferimento per tutti.

C’è sempre un bene maggiore

Ciò che Dio dispone è per il nostro bene… E’ dura per l’uomo (anche di oggi) accogliere con fiducia questa affermazione: preferisce più l’analisi della sua intelligenza per dimostrare che non è vero. Eppure Dio sta dalla nostra parte e combatte per noi. – Papa Francesco afferma che la pandemia del coronavirus non è un castigo di Dio, ma è la realtà stessa che geme e si ribella. Essa indubbiamente ha aiutato a vedere molte cose in una nuova luce e il Papa augura che un così grande dolore non sia inutile: occorre un salto verso un nuovo modo di vivere e scoprire che abbiamo bisogno gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca con tutti i volti, tutte le mani e tutte le voci, al di là delle frontiere che abbiamo creato.

Un prete mendicante proclamato Beato

Un prete mendicante proclamato Beato. La straordinaria storia di Don Olinto Marella morto nel 1969, chiamato Padre Marella, diventato «coscienza di Bologna» e simbolo di carità per la città. Fondò la ’Città dei ragazzi’, togliendo dall’inferno dell’abbandono gli orfani e cercando di dare loro un futuro. E’ salito all’onore degli altari nel giorno del Poverello di Assisi, domenica 4 ottobre, a Bologna c’era la festa di San Petronio. Papa Francesco ha detto di lui: “Sia modello per i preti”. Padre Marella, al suo tempo, in chiesa giunse ad offrire non solo la Parola ma anche il pane: la colazione a tutti i poveri dopo la messa. Davvero una vita spesa a favore degli ultimi.

La missione dell’avvocato

Unire le persone è meglio che fare soldi – Forse con gli avvocati “buoni”, giusti e onesti, non si faranno grandi affari economici, ma si servirà l’umanità a crescere e a restare memoria vivente della figliolanza con Dio. Ne fu esempio S. Alfonso de Liguori, che abbandonò i Tribunali di Napoli perché lì non poteva servire i poveri e gli umili. – Da sacerdote, vescovo e moralista è diventato un avvocato per l’umanità.