Fede e dintorni

Un premio alla madre dei dimenticati

Suor Ruth Lewis, suora pakistana,”la madre dei dimenticati” era morta di coronavirus nel mese di luglio e qualche giorno fa il governo del Pakistan le ha assegnato un Premio speciale alla memoria: a lei che per oltre cinquant’anni si è dedicata ai bambini con disabilità, al punto da essere chiamata “la madre dei dimenticati” – Motivo di soddisfazione e orgoglio questo premio postumo, la Sitara-e-imtiaz (“Stella di eccellenza”), in riconoscimento dei suoi servizi alla società e al Paese. – Suor Ruth è stata «autentica testimone dell’amore di Dio verso ogni persona ed ogni creatura, avendo un particolare sguardo evangelico di amore verso i bambini con disabilità, ben visibile in ogni istante della sua vita».

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Da misericordiato a misericordioso. Ex terrorista si racconta

Tra le tante storie di misericordia ricevuta e poi donata agli altri colpisce questa dell’ex terrorista Mario Guerra di “Autonomia operaia”, appartenuto al gruppo armato di Valerio Morucci, anche se con compiti di logistica. – Si deve leggere la sua storia che egli si è sentito in dovere di far conoscere dopo aver ascoltato Papa Francesco sul passaggio “Misericordioso perché misericordiato”. – Egli riconosce con gratitudine di essere stato più volte misericordiato; ed ora non può fare a meno di essere anche un misericordioso verso i più bisognosi della nostra società. Questo ha operato la grazia di Dio attraverso l’azione di un santo sacerdote: don Luigi Di Liegro. – Con grande umiltà e gratitudine oggi Mario riconosce: «Mi guardo indietro e mi guardo oggi e una sola cosa capisco: essere misericordiato e misericordioso è solo Grazia. E a me è toccata».

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XXV anniversario di Sacerdozio di don Francesco Sicari

I video in HD delle celebrazioni San Costantino Calabro e Tropea hanno festeggiato il giubileo sacerdotale di Don Francesco Due comunità in festa per il dono del sacerdozio di don Francesco Sicari. Si sono svolte martedì 13 e mercoledì 14 aprile, i festeggiamenti per ricordare il 25° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Francesco Sicari. La […]

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I sei martiri di Casamari

All’abbazia di Casamari (FR) sabato 17 aprile 2021 sono stati beatificati i sei martiri cistercensi vittime della furia rivoluzionaria anti-cristiana scoppiata nel 1799 anche a Napoli. – Il 13 maggio 1799 un distaccamento delle milizie francesi assalirono l’abbazia. – Diversi monaci fuggirono nei boschi, ma sei di essi rimasero nel monastero e testimoniarono con il sangue la loro fedeltà all’Eucarestia. Per questo furono uccisi a colpi di baionetta o di sciabola nell’atto di difendere le pissidi e di impedire la profanazione delle particole consacrate. – Ha presieduto la celebrazione il Prefetto della Congregazione dei Santi card. Marcello Semeraro, in rappresentanza di Papa Francesco.

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Quel bimbo solo nel deserto

Una storia amara e lieta, con la cattiveria e la bontà che caratterizzano i nostri giorni. Il piccolo Wilton, tenuto in ostaggio dai narcos, viene rilasciato per primo dopo il pagamento del riscatto. Liberato nel deserto! Lo ha trovato in lacrime la polizia. Il suo video ha commosso il mondo. Sono stati raccolti i 5mila dollari mancanti per il rilascio della mamma Meylin, che così ha potuto riabbracciare il piccolo Wilton. Ora sono al sicuro, almeno fino a quando le autorità USA lo consentiranno. intanto il fiume dei respinti alla frontiera continua a scorrere, gettando uomini, donne e bimbi nelle braccia dei narcos.

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Stare con Gesù ravviva la nostra esistenza

Oggi, terza domenica di Pasqua, Gesù si mostra ai discepoli, li invita a toccare il suo corpo glorioso e propone di mangiare con loro. È veramente lui, il Cristo, il Risorto. Egli fin dall’inizio della sua vita pubblica, scelse dei discepoli perché stessero con lui, perché, vivendo con lui, seguendo i suoi esempi e le sue istruzioni, fossero formati per diventare suoi testimoni qualificati tra le genti. – Oggi tocca a noi stare con Gesù: guardarlo, toccarlo, mangiare con lui e di lui, perché ci renda degni di annunciarlo ed essere testimoni dell’umanità nuova pacificata nel tuo amore. – Oggi ricorre la 97a Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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Il giudice Livatino sarà beatificato il prossimo 9 maggio

Il giudice Livatino sarà proclamato beato il 9 maggio ad Agrigento. Il rito sarà presieduto dal cardinale Semeraro; il giorno è l’anniversario della storica visita nel 1993 di san Giovanni Paolo II con l’invettiva contro la mafia: «Convertitevi, verrà il giudizio di Dio». – La motivazione che spinse i gruppi mafiosi di Palma di Montechiaro e Canicattì a colpire il servo di Dio, si legge nel documento che ha annunciato la decisione di papa Francesco, «fu la sua nota dirittura morale per quanto riguarda l’esercizio della giustizia, radicata nella fede. – Un film del 1993, “Il giudice ragazzino”, aveva raccontato la carriera e le vicende del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.

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In ospedale consacrato sacerdote nigeriano malato

La storia di Livinus Esomchi Nnamani, ordinato sacerdote in ospedale a Roma lo scorso Giovedì Santo, è il racconto di un uomo che ha risposto ad una vocazione, ha scoperto di essere gravemente malato ed ha chiesto che il suo percorso di fede venisse coronato, seppur in anticipo.- Una domanda alla quale è giunto un “Sì” eccezionale, anche per la rapidità della risposta: Papa Francesco ha detto subito sì”. Il neosacerdote ha assicurato che «offrirà le sue preghiere per il ministero apostolico del Santo Padre».

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Occhi e cuore per fare il bene

Fare il bene, in qualunque situazione ci si trovi, aiuta a vivere, facendoci scoprire continuamente perché vivere. Basta stare attenti e non cedere alla banalità vissuta come stile di vita e ci accorgeremo che la colpa di tante nuove povertà è dei nostri occhi e e del nostro cuore che portiamo ostinatamente chiusi. – Oggi rispettare l’ordinata distribuzione dei vaccini è segno di concreto amore per l’altro.

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La creatività dei missionari oggi

Leggere le storie dei missionari ci porta il sorriso, perché al di là della creatività dei mezzi che usano e delle situazioni che affrontano, si legge il profondo amore che li rende apostoli solidali con l’umanità, specie quella ferita ed in periferia. In questo periodo di pandemia le persone si sentono vicine e pensate. La gente si sente confortata e al sicuro, poiché sente di appartiene alla comunità.

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Amore e misericordia ai senza speranza

Nella Domenica della Divina Misericordia quante emozioni abbiamo potuto condividere: Preghiere, testimonianze, storie belle. – La Parola di Dio può fare un grande cambiamento nella nostra vita: non vergogniamoci mai di diffonderla… Anche se non sappiamo di chi possiamo cambiare la vita con le nostre testimonianze in azioni o parole. – Ogni anima è preziosa agli occhi di Dio.

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Accanto ai lebbrosi per 45 anni, poi il Covid

Padre Giorgio Abram, francescano conventuale, per 45 anni è stato accanto ai lebbrosi, missionario in Ghana dove il covid se lo è portato via il 6 marzo scorso all’età di 77 anni. – «San Francesco ha provato ciò che sto provando io», diceva con un sorriso. Ricco di esperienza sulla malattia della lebbra, diede l’impulso alla creazione di piccoli centri sanitari sparsi in tutto il territorio in modo che anche le zone più abbandonate, dove nessun medico avrebbe mai accettato di trasferirsi con la famiglia, avessero la presenza di un infermiere o almeno una persona con nozioni basilari.

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La Divina Misericordia 2021 con i vaccini.

La Misericordia di Dio che abbiamo ricevuto a livello esistenziale, spirituale, in questo secondo anno di pandemia passa attraverso la condivisione dei vaccini. – Mentre i vari Stati sono impegnati duramente a regolarizzare le campagne di vaccinazione, a livello personale e comunitario siamo chiamati, con il nostro comportamento, a condividerli con chi è più bisognoso. – Bisogna respingere ogni interesse di parte nella distribuzione dei vaccini, perché le tentazioni restano forti: c’è chi vorrebbe appropriarsi dei vaccini e poi venderli agli altri. C’è chi approfitta della situazione per fomentare divisioni, per cercare vantaggi economici o politici, generando o aumentando conflitti. – Perciò bisogna pregare perché in tutta questa situazione di pandemia, di tentazioni e di peccati la Divina Misericordia raggiunga il cuore di tutti.

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Ritornare a scuola da Dante

Dice Papa Francesco nella Lettera apostolica “Candor Lucis Aeternae” (Splendore della luce eterna) pubblicata per ricordare il settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1265-1321): «Dante oggi ci chiede di essere ascoltato… Egli, profeta di speranza e testimone del desiderio umano di felicità, può aiutarci ad avanzare in questo particolare momento storico, segnato da molte ombre, da situazioni che degradano l’umanità, da una mancanza di fiducia e di prospettive per il futuro… e può ancora donarci parole ed esempi che danno slancio al nostro cammino». – Ritornare a scuola da Dante, dunque, e non solo per la lingua italiana!

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Giuda e la misericordia di Dio

Giuda è il personaggio più tragico e inquietante dei Vangeli. Le parole riportate dal Vangelo di Matteo fanno tremare: «Guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!» (Mt 26, 24).- – Figura abissale quella di Giuda alla quale però corrisponde un altro “abisso”, quello della misericordia di Nostro Signore, quella misericordia che forse egli auto-condannandosi al suicidio non ha voluto incontrare. Ha detto Santa Teresa di Calcutta: «Se avesse guardato Gesù negli occhi, come fece Pietro (Lc 22,61), Giuda sarebbe stato l’amico della misericordia di Dio». – L’abisso della misericordia di Dio non conosce confini. Egli sa quello che fa.

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La Pasqua vera scuola della sofferenza

La Pasqua con il suo mistero profondo ci ha messo dinanzi il perché della vita e della sofferenza: una vera scuola della sofferenza. – Non si può vivere e soffrire senza sapere «per chi» – Gesù nella sua vita e nella sua passione sin dall’inizio ci ha confidato il ‘per chi’ vale la pena affrontare le sofferenze: «per noi uomini e per la nostra salvezza». E ci ha mostrato come accogliere le sofferenze: con la debole potenza dell’amore che tocca e si lascia toccare e così guarisce, risana, rialza chi è caduto. – Anche noi possiamo vivere le sofferenze della nostra vita per amore di Colui che ha sofferto ed è morto per noi. – “Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me”. (San Paolo ai Galati, 2,20).

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Quei laici catechisti innamorati di Cristo e dei fratelli

Laici catechisti innamorati di Cristo e dei fratelli. – Oggi sono tanti gli esempi di catechisti e operatori pastorali che sono reali pilastri per l’azione pastorale della Chiesa in Asia, Africa, America latina e Oceania. I catechisti, spesso giovani padri di famiglia, si recano nei villaggi remoti, in aree desertiche o montane, a visitare famiglie cristiane che coltivano la fede, spesso in assenza di sacerdoti, proprio grazie al servizio di preghiera, di catechesi e di carità assicurato dai laici, impegnati anima e corpo in questo ministero. – Conoscere le loro storie di impegno, di martirio e di perdono, e diffonderle tra i nostri contatti aiuterà a far crescere la fraternità universale.

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Missionari martiri ancora oggi

I Missionari martiri continuano ancora oggi nel loro sacrificio e la 29^ Giornata di “Vite intrecciate” ce li ha ricordati e riproposti come riferimento per il nostro cammino di fede. – Il mondo ancora oggi continua ad essere bagnato dal sangue di molti evangelizzatori che fanno della loro missione una magnifica tela che si arricchisce, intreccio dopo intreccio, di nuovi fili colorati che esprimono un unico desiderio: la fraternità. – Tocca poi a ciascuno di noi portare avanti la stessa missione, lì viviamo: intrecciare fili di Vangelo e di quotidianità, perché la parola di Dio continui a farsi carne e portare frutto.

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Risorgere è ricominciare in modo nuovo

La liturgia pasquale, a partire dalla Veglia presieduta da Papa Francesco, ha portato all’umanità un messaggio di speranza: «Si può sempre ricominciare. Anche dalla pandemia. In questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza». – Cristo risorto non è tornato alla vita di prima, ma a una vita nuova e invita i suoi discepoli a ripartire dalle loro sconfitte per iniziare una nuova vita, superando le barriere, vincendo i pregiudizi, e avvicinando chi sta accanto. Cristo non ci lascia soli! Noi avvertiamo che Egli pone su di noi la sua mano, ripetendoci con forza: non temere!

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Domenica di Pasqua 2021

Risorgere dopo la morte: è una esperienza che facciamo continuamente. Ci rialziamo dopo che siamo stati abbattuti e quando non si può ricostruire come prima, l’amore crea forme nuove. – Da un anno che l’umanità ferita dal virus sta tentanto di costruire nuove forme di comunicazione, nuovi modi di lavoro, nuove forme di condivisioni. – La somministrazione dei vaccini sta diventando il vero banco di prova per tutti. -L’impegno a risorgere si deve estendere alla ricostruzione di tutti i guasti che l’uomo procura alla sua dignità e alla bellezza della natura. – La Pasqua 2021 vuole apportare in tutto il mondo un umile e cosciente segno di risurrezione nel riconoscere dignità a chi rimane scartato dalla indifferenza generale, con la gratitudine a chi continua a combattere in prima linea nella vita: ai servitori dello stato, ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari e di volontariato che sono diventati “i santi della porta accanto”. Con la fede nel Signore risorto, l’umanità può uscire dal tunnel della morte verso la luce di una vita nuova, degna e giusta per tutti. – Buona Pasqua.