Morire da soli, ma in pace e gioia

L’opinione pubblica è rimasta colpita della vicenda della Casa madre dei missionari saveriani a Parma, dove in una settimana sono morti 13 anziani confratelli, già missionari in altre parti del mondo. Nell’infermeria della struttura hanno affrontato il combattimento con la morte incombente e l”anno affrontato serenamente. Una vita donata ai fratelli fino in fondo, perché hanno vissuto una profonda comunione con la realtà nella quale erano immersi: essi scampati a mille pericoli ed epidemie in missione sono morti qui in Italia.

La festa liturgica di San Francesco di Paola

Il 2 aprile la diretta streaming dal Santuario di Tropea La sua ricorrenza è sempre occasione di gioia e di pace per i suoi devoti, particolarmente in questo periodo in cui, su tutto il mondo, si allarga l’ombra tenebrosa della pandemia del coronavirus La diretta streamnig dal suo Santuario in Tropea è motivo di rinnovata […]

La dignità dovuta ai morti

Quante bare e nessuno a piangere i morti. Le tante bare chiuse in fretta e quasi ammucchiate in attesa della cremazione, il distacco repentino e crudele nelle forme dettate dalla contingenza del Covid-19, hanno suscitato qualche perplessità: dove è finita la dignità dovuta ai morti? – La vicenda di Lazzaro, amico di Gesù, morto tra il dolore delle sue sorelle Marta e Maria: compianto dallo stesso Gesù che si commuove e piange, accompagnato alla tomba da tanti amici e conoscenti che manifestano reazioni differenti. Riscoprire la dignità dovuta ai morti, sentimento di vera umanità per tutti, e la speranza che viene dalla fede, per chi crede nel Dio della vita e non della morte.

La domenica del pianto e della speranza

Ieri mattina, domenica 29, il Papa ha pregato per quanti sono nel dolore in questo tempo di afflizione. Nell’omelia ha ricordato che “anche Gesù ha pianto: tante persone oggi piangono, chiediamo la grazia di saper piangere con loro, come fa il Signore. Oggi sia per tutti noi la domenica del pianto.- Diversi medici in questi giorni si stanno affidando a Dio per servire meglio in questo tempo difficile, ritrovandosi in momenti di preghiera insieme a colleghi e pazienti. E molti pazienti moribondi li hanno dovuto accompagnare anche con una preghiera di benedizione. Medici del corpo e dell’anima.

Io sono la risurrezione e la vita

In tempo di pandemia del coronavirus tutto sembra parlare di morte. Ma in questa quinta domenica di quaresima il Signore Gesù ci rivela l’amore del Padre che vuole che nessuno dei suoi figli muoia per il peccato, ma che si converta e viva. – Alla morte dell’amico Lazzaro, Gesù si reca a Betania e conforta la sorella Marta con le parole: «Io sono la risurrezione e la vita».-
La fede non ci risparmia il dolore ma ci dona il sollievo di sapere che il Signore è qui con noi e ci aiuta a portare le nostre croci. – Papa Francesco ricorda la presenza del Signore in mezzo a noi, anche in questa prova ripetendo con fede le parole di Gesù: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» – Ci avviciniamo alla Pasqua. La resurrezione di Gesù è garanzia della nostra risurrezione. Il male sarà sconfitto.

27 marzo, un venerdì pieno di misericordia

Un venerdì di quaresima particolare quello di ieri 27 marzo, segnato dal dolore per le vittime del virus, inquietato dai numeri del contagio, ma anche contraddistinto dalla speranza alimentata dalla preghiera. Ogni comunità ha potuto vivere i suoi momenti liturgici e tradizionali nell’intimità della famiglia o seguente le tante dirette streamnig sulle celebrazioni parrocchiali a porte chiuse. – L’appuntamento straordinario di grazia e di misericordia è stato quello vissuto con Papa Francesco in diretta mondiale da una Piazza San Pietro “vuota” e battuta dalla pioggia, ma piena della presenza di Cristo con la Santa Eucaristia e con la Benedizione Urbi et Orbi, portatrice di Indulgenza plenaria.- E i vescovi nelle loro rispettive sedi a portare la benedizione ai tutti i defunti, specialmente a quelli causa del coronavirus che non hanno avuto le esequie tradizionali. – I fedeli della città di Tropea, e ovviamente tanti tropeani nel mondo, hanno potuto seguire in diretta streaming la Festa del Patrocinio della Madonna di Romania.

Tropea-La Madonna di Romania in tempo di coronavirus

Tropea – La Madonna di Romania in tempo di coronavirus – Anche se la novena non si potuta pregarla insieme e la celebrazione delle festa di oggi, 27 marzo, avviene a porte chiuse per, dalle case dei fedeli, in questo momento difficilissimo causato dalla pandemia del Covid-19 in Italia, nel mondo intero, ed anche nella stessa Tropea, si è alzata fervida la preghiera, fiducioso il canto alla cara Madre di Romania, Patrona della città. Il vescovo diocesano, Mons. Luigi Renzo, ha fatto sentire la sua vicinanza e i sacerdoti della città hanno assicurato l’assistenza spirituale attraverso le varie dirette streaming e l’utilizzo dei social media.

Coronavirus, anche i preti esempi di eroicità

Coronavirus, anche i preti esempi di eroicità – Il triste sviluppo del coronavirus Covid-19, tra le grandi sofferenze arrecate sta facendo emergere storie di autentica umanità e molti esempi di eroicità. Papa Francesco ha menzionato i medici, preti e infermieri morti come esempi di eroicità, ringraziando Dio per l’esempio della eroicità nel curare gli ammalati”. I preti italiani si ammalano e muoiono come gli altri, insieme agli altri, perché stanno in mezzo alla gente. Perciò nn è una sorpresa trovarli nell’elenco delle vittime mietute da questa spaventosa epidemia del virus Covid-19. Tra le tante storie di preti morti per il virus, quella di don Giuseppe Berardelli ha toccato vivamente l’opinione pubblica.

25 marzo, l’Italia invoca la Madonna

Il 25 marzo è la solennità dell’Annunciazione del Signore [dicitura liturgica corretta] e molte diocesi già da giorni stanno invitando i fedeli ad invocare in questo giorno con particolare fiducia il materno aiuto della Madonna nel terribile momento della pandemia del corona virus. – In ogni chiesa la Madonna è invocata con un titolo legato alla tradizione locale. Ma oggi viene invocata nella benedetta circostanza che ha ricevuto l’annuncio della incarnazione del Signore. – L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria ed Ella concepì per opera dello Spirito Santo – Eccomi, sono la serva del Signore: si compia in me la Tua parola – E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi – Prega per noi, Santa Madre di Dio, perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

Celebrazione in onore di Maria S.S. Annunziata

Mercoledì 25 marzo 2020, alle ore 19:00 Parrocchia S.S. Annunziata di Tropea. Celebrazione in onore di Maria S.S. Annunziata, mercoledì 25 marzo 2020, alle ore 19:00. I parroci di Tropea celebreranno la Santa Messa (senza concorso del popolo) Sarà possibile seguire la diretta streaming sulla pagina facebook di Tropeaedintorni     La festa dell’Annunziata del […]

Pregare con coraggio, ma si ottiene?

Bisogna pregare con coraggio, faccia a faccia con il Signore, non in modo tiepido ma mettendocela tutta. Ma egli ci ascolterà? – Con Dio non bisogna temere: si va avanti senza mormorare o dubitare. La spina di oggi sarà il fiore di domani! – Egli ci invita: “Tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete”.

Generosità e beneficienza ipocrita

In questi giorni di emergenza sanitaria ci sono persone che mettono in gioco la propria vita, per amore, per generosità del cuore. – E c’è la tangente della vanità delle buone opere, un pericolo per chi vuol fare il bene, ma poi il suo cuore è radicato nel male, nell’ingiustizia, nel disprezzo o nell’indifferenza verso chi soffre. – C’è il rischio continuo di cadere in questa tentazione della «tangente della vanità» delle buone opere, dice Papa Francesco. – Ma il Vangelo ci ricorda: “Quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. (Mt 6, 1,3-4).

La luce degli occhi e del cuore

In questa quarta domenica di quaresima, siamo invitati ad andare “con gioia” incontro al Signore perché ci doni la sua luce, soprattutto in questo deserto di dolore creato dal coronavirus. Vorremmo capire perché tanta sofferenza… E pregando e vivendo una solidarietà “costretta” dalla tremenda circostanza, intravediamo una luce nuova, quella dell’amore e di un cuore purificato dal suo peccato. – Tutti pensano di vederci bene… Ma anche chi pensa di vederci bene, ha bisogno – come il cieco nato proposto dal vangelo di oggi – di essere guarito da Gesù, morto e risorto per noi, per giungere ad avere uno sguardo luminoso sulla vita.

E’ il momento di non avvilirsi

Nella sera del 19 marzo, solennità di San Giuseppe, il santo Rosario ha unito gli italiani che hanno accolto anche l’esortazione e la preghiera di Papa Francesco: liberaci dalla pandemia. La preghiera alla Vergine Maria è entrata in diretta tv nelle case ed ha consolato non poco le famiglie, che hanno potuto vedere e ascoltare anche il videomessaggio di Papa Francesco. – Un abbraccio consolante nell’invocazione “per non arrenderci alla paura che isola e dispera”, ha detto Mons Russo che ha guidato la preghiera del Rosario.

Coronavirus. Tristezza dei funerali, ma speranza di eternità

Incredibile quello che i nostri occhi stanno vedendo in questi giorni. I morti che vengono sepolti in fretta, file di bare in attesa di essere portate all’ultimo approdo. E a Bergamo, città sommamente colpita dal contagio, non c’è più posto per le salme al cimitero: 70 mezzi militari portano le salme a cremare in altre regioni. Ma anche da “veloci” testi del rito di sepoltura o di congedo, comprese le orazioni della benedizione del sepolcro o delle ceneri viene alla luce il mistero della morte e risurrezione del Signore. “Io sono la Risurrezione e la Vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà!” (Gv 11, 1-45).

La preghiera della Chiesa Italiana nel giorno di San Giuseppe

In questa emergenza sanitaria- A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa Maria. – I Vescovi italiani hanno invitato i fedeli per questa sera alle ore 21,00 ad unirsi in famiglia per la preghiera del Santo Rosario. E’ il giorno di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e Patrono di tutta la Chiesa. – L’appuntamento vuole avere il significato simbolico di una supplica che nella fede unisce l’intero Paese, coinvolgendo fedeli, famiglie, comunità religiose, unite anche alla proposta di esporre alla finestra delle case un piccolo drappo bianco o una candela.

Tropea: la Novena alla Madonna di Romania

Per i fedeli tropeani, l’audio di ogni singola parte della Novena O Vergine pietosissima di Romania, per quel tenero amore onde ci donaste la Preziosa Immagine, che porta sì glorioso vostro titolo; degnatevi ottenerci dal Signore il gran dono del santo timore di Dio, affinché per esso l’anima nostra ammaestrata, possa efficacemente fuggire il peccato […]

Coronavirus. La preghiera del sindaco di Venezia

«Madonna della Salute, consacriamo al Tuo Cuore Immacolato la città di Venezia e le nostre terre venete“. L’atto di affidamento è stato composto dal Patriarca Moraglia. – Così la città è stata affidata a Maria, come molti anni fa, fu affidata al Santissimo Redentore quando a Venezia nell’estate del 1575 scoppiò una terribile epidemia di peste mietendo in due anni circa 50.000 vittime. – Simili preghiere non sono rare. In tante città italiane vengono rivolte dai governanti alla Patrona o Patrono della città nel giorno della loro festa. A maggior ragione lo si fa quando ne va della salute e del bene di tutti.

Coronavirus. Papa Francesco, buon pastore per tutti

n questo tempo di crisi causato dal coronavirus, Papa Francesco si sta mostrando buon Pastore, attento alle necessità e sofferenze di tutti. Ha accettato docilmente di “essere ingabbiato”, come lui stesso ha detto, rinunziando ad affrontare le manifestazioni pubbliche (udienze, angelus, ecc…) Ma, coraggiosamente, ha voluto farsi “pellegrino” di preghiera per le vie di Roma, per andare a chiedere con fiducia alla Madonna prima e poi al Crocifisso la fine della pandemia. La sua vicinanza alla sofferenza di tanti italiani si è manifestata nei giorni scorsi anche con una consistente donazione alla Caritas Italiana, perché possa far fronte al suo impegno verso le persone più fragili.

Un Redentorista nel cuore dell’Europa

La missione continua di San Clemente – Ieri, 15 marzo, è stato il giorno bicentenario della morte di san Clemente Maria Hofbauer (1751-1820), redentorista, Patrono di Vienna e di Varsavia. Sconosciuto a molti, oggi sta guadagnando interesse nell’accoglienza dei cristiani di Europa, perché ha vissuto la sua straordinaria avventura umana e spirituale come missionario di «di frontiera» nel cuore dell’Europa che stava vivendo notevoli problematiche dovute alle guerre napoleoniche, alla restaurazione operata dal Congresso di Vienna. In quei tempi critici egli si occupo’ di orfani, di ragazzi allo sbando e senza cultura e mestieri e poi perfino della classe alta e colta, ma dal pensiero cristiano debole, riuscendo a dare risposte concrete.