Commemorazione dei defunti in tempo di Coronavirus

Per evitare occasioni di assembramento in questi prossimi giorni di novembre tradizionalmente “trafficati” dai fedeli (1-8 novembre), le Indulgenze per i defunti saranno possibili e disponibili per tutto il mese di novembre. – Lo stabilisce un Decreto della Penitenzieria Apostolica: e questo per dare un aiuto concreto ad evitare assembramenti pericolosi nell’attuale situazione di pandemia. – La decisione, diffusa e raccomandata anche dai singoli vescovi nelle proprie diocesi, aiuterà sensibilmente i fedeli più deboli (anziani, malati) a vivere questo appuntamento di fede e di umanità. – Rimane alto il richiamo alla responsabilità personale di tutti perché seguano le indicazioni date dai Comuni (per come muoversi) e dai vescovi (su come e dove celebrare).

Sorpresa a metà dopo il trapianto degli occhi

“Si dice che il cuore è nostro, ma il volto appartiene agli altri”. Tutti dobbiamo fare il possibile di mostrare a chi incontriamo la gioia di vivere la vita avuta in dono da Dio, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza. – Facce tristi e dolenti non sono ambasciatrici da volere incontrare. – Il cuore, poi, farà percepire negli altri i dolori e problemi da condividere.

La storia di mamma Rosina

«Una mamma non abbandona mai i suoi figli ». Nemmeno un padre. Nemmeno il Papa e la Chiesa voluta da Gesù. Papa Francesco a chi ha avuto la grazia di conoscere, amare e servire Gesù, di allargare il cuore a dismisura, senza paura e senza rimpianti per incontrare in vero spirito di fraternità chi è emarginato. Tutti siamo chiamati a essere santi: ma forse tanti di noi, credenti e praticanti, santi, purtroppo, se restiamo chiusi e arroccati, non lo diventeremo.

Una provvidenziale visita in chiesa

Quando la chiesa è vuota, senza fedeli impegnati nella preghiera comune o nelle celebrazioni, eccoli gli uomini, venire silenziosamente e rapidamente passare in rassegna il Sacramento e le sacre immagini presenti in chiesa. Ed io, immaginando quante storie di umanità ferita ci sono in quei gesti, mi unisco silenziosamente e dico a Dio: “Accetta, Signore, e benedici!

Amare Dio nel prossimo

“Famiglie gay” – L’amore del prossimo dimostra se è vero il nostro amore per Dio. Papa Francesco: “Giusto dare copertura legale. “Gli omosessuali sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo… Ciò che occorre creare è una legge di convivenza civile. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. Con questo, Papa Francesco non intende cambiare la Dottrina cattolica sul matrimonio e sulla famiglia, ma aprirsi alle esigenze reali della vita concreta delle persone”. I bambini di queste “famiglie” vanno accompagnati in parrocchia e vanno accolti come tutti gli altri superando eventuali pregiudizi. – Tutto ciò può diventare “segno concreto” di amore del prossimo.

Poesia VS Covid 19, conclusa a Tropea la XVII edizione 2020

Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee” L’Associazione “Tropea: Onde Mediterranee” ha sofferto di tale situazione, pur tuttavia, con enormi difficoltà e con molti sacrifici è riuscita a realizzate due manifestazioni di alto livello culturale Annus terribilis, è scritto in apertura dell’Antologia 2020 dove sono inserite le poesie delle varie sezioni in cui si articola […]

Come mantenere l’amicizia

Tutti abbiamo amici. Gesù ci ha chiamato amici! Egli è nostro amico, l’Amico di tutti. – Ci ha insegnato ad amare Dio con vera libertà. – E Dio, anche se ci ha comandato di amarlo, poi ci lascia liberi nel farlo. Ma invia il suo Spirito per proteggerci. Lo Spirito ci accompagna, giorno e notte, nel nostro viaggio, guidandoci, ci ispira, ma senza toglierci la libertà di scegliere. Nell’amarlo è la nostra felicità.

Un Santo tra le rovine di Roma

“Non posso, non debbo, non voglio”, così san Gaspare rispose al processo contro di lui, per aver rifiutato di obbedire alla prepotenza di Napoleone che aveva invaso Roma. – “Vorrei avere mille lingue per intenerire ogni cuore verso il Sangue Preziosissimo di Gesù” sono le sue parole tene e dolci che lo spinsero in un apostolato instancabile.

Un sacerdote pensava di aver fallito

Quante volte siamo tentati da scoraggiamento dopo l’apparente fallimento seguito ad un’azione di bene… Ma poi, forse, abbiamo dovuto ricrederci e riconoscere che veramente “Dio scrive diritto sulle righe storte degli uomini”. Anzi, sulle macerie umane Egli sa costruire edifici meravigliosi. – E allora coraggio fratello, sorella! Chissà quante storie di scoraggiamento hai da raccontare, particolarmente quelle vissute mentre avevi intenzione di fare il bene. Il Signore ricostruisce tutto in maniera più bella. Non dire più: “Oggi Dio non ha fatto nulla”, solo perché i tuoi occhi non vedono nulla. Impara a dire piuttosto: “Signore, donaci occhi per vedere la tua volontà di salvezza nelle tante sconfitte della vita”. – Ricordi la storia biblica di Giuseppe venduto come schiavo dai suoi fratelli?

Il fratello universale

L’esperienza del Beato Charles de Foucauld (1858-1916), con la sua vita di eremita e di sacerdote nel deserto, ha indicato che si può essere fratelli con chiunque, anche con i lontani. Egli sarà finalmente canonizzato perché appartiene all’umanità intera, della quale ha voluto essere un piccolo fratello. Egli cercò di costruire una fraternità che riguardasse tutti gli uomini. L’amore per Gesù lo ha fatto diventare il «fratello universale».

Una tessitrice di fraternità

“Ogni cristiano è chiamato ad essere un tessitore di fraternità”. Lo ha ricordato Papa Francesco all’Angelus di domenica 18 ottobre, nel contesto della 94.a Giornata Missionaria Mondiale. Bella l’immagine del tessitore: crea cose nuove usando ciò che già esiste. – Nell’umanità assetata di relazioni, la Chiesa è chiamata a tessere nuovi legami fraterni, a testimoniare la bellezza di essere figli di un unico Dio, Padre di tutti.

Il carabiniere che offrì la sua vita

Salvo D’Acquisto, carabiniere d’Italia (1920-1943), una vita forgiata nella fede, donò la sua vita per salvare 22 prigionieri dalla rappresaglia tedesca. Sono passati cento anni dalla sua nascita, mentre prosegue la causa di beatificazione e le tante celebrazioni militari e religiose ricordano il suo estremo sacrificio. E’ medaglia d’oro al valor militare: una onorificenza dell’umana società. Nelle parole di Gesù troviamo la sua santificazione: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando” (Gv 15,13-14). Egli forse non conosceva di persona gli sventurati rastrellati a caso dai soldati, ma li sentì suoi amici perché erano nel pericolo. «Ha saputo testimoniare la fedeltà a Cristo e ai fratelli. Ecco perché può definirsi un santo che ha contribuito per costruire la civiltà dell’amore e della verità». (Giovanni Paolo II).

Dare a Cesare, dare a Dio

Oggi è la 94.a Giornata Missionaria Mondiale: “Eccomi, manda me” è la risposta di Isaia e vuole essere la risposta di tutti coloro che hanno preso coscienza del loro essere “battezzati e inviati”. – In particolare, la vocazione missionaria si caratterizza nel portare a tutti gli uomini l’esperienza dell’amore di Dio per tutta l’umanità: «Dio rivela che il suo amore è per ognuno e per tutti (cfr Gv 19,26-27)».  – La Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore» e si celebra nella penultima domenica del mese di ottobre, con gesti concreti di aiuto e di sostegno per tutte le nuove Chiese del mondo. – Con le offerte ricavate in questa Giornata si sostengono progetti per rafforzare la Chiesa aiutando i seminaristi i catechisti ed offrendo assistenza socio-sanitaria per i bambini.

Educare impegna la vita

Educazione propria pelle è la sfida che affrontano da sempre i genitori e i nonni. Tentare di educare senza impegnare la propria vita con i suoi sentimenti e le sue  esigenze può non raggiungere il suo scopo, perché alle idee del bene che si comunicano mancano le radici dell’amore che si dona e tutto rischia di scivolare via. – E’ l’amore che fa capire la sofferenza affrontata per salvare l’altro e fa decidere per il bene. “Da quel giorno che mi fu raccontato questo fatto, ho capito qualcosa della redenzione di Cristo” (G. R. M.).

La festa di San Gerardo in tempo di coronavirus 2020

Oggi, 16 ottobre, è la festa di San Gerardo Maiella, chiamato il “pazzerello di Dio”. – A Tropea, nella Chiesa dei Redentoristi (che fu dei Gesuiti) dall’inizio del Novecento si celebra con solennità la novena, completata dalla festa religiosa e dalla processione del 16 ottobre, che quest’anno non si è potuto fare a causa delle restrizioni del coronavirus. – La statua che si venera è del 1904 fu approntata dai fedeli tropeani per la sua canonizzazione avvenuta l’11 dicembre 1905. – Sono tanti i fiocchi di colore rosa e azzurro stanno a testimoniare una grazia per la maternità ricevuta. E si sente sempre echeggiare: “San Gerardo mio, prega per me!” – La sua storia è di quelle che fanno tanto bene al cuore, ancora oggi.

L’umanità dinanzi a Cristo in croce

Chi non si è commosso alla storia di “Marcellino, pane e vino” che di addormenta tra le braccia del Crocifisso? – Ogni storia religiosa porta, insieme al folclore, un po’ di sapienza del cuore che non andrebbe vanificata, come anche la storia di oggi: “Lasciamo fare a Dio, perché perché Egli sa quello che fa e a noi è richiesto di uniformare la nostra volontà alla sua (S. Alfonso).

A lezione di umanità

“Fratelli tutti”, l’enciclica di Papa Francesco, invita tutti a mettersi al servizio della fratellanza per il bene di tutta l’umanità: una umanità da ricostruire, da guarire, perché ferita. E fare questo con i piccoli gesti dell’amore. – Uno dei più grandi onori è poter prendersi cura di quegli anziani che qualche volta ci preoccupano. I nostri genitori, e tutti quegli anziani che hanno sacrificato le loro vite, con il loro tempo, denaro e sacrifici per noi, meritano il nostro massimo rispetto. – L’amore e il rispetto per gli anziani è un vero termometro di umanità.

Il Beato Carlo Acutis, una vita giovane e luminosa

Il Beato Carlo Acutis, 15 anni di vita giovane e luminosa. – Ad Assisi, nella terra benedetta dalla vita di san Francesco, sabato 10 ottobre ha avuto luogo la beatificazione del giovane che aveva “con Gesù un rapporto personale, intimo, profondo” morto il 12 ottobre 2006, all’ospedale San Gerardo di Monza, a causa di una leucemia fulminante. – È il primo «millennial» a essere beatificato: la sua salma è stata composta e poi esposta al pubblico in tuta e scarpe da ginnastica. – Carlo è anche il primo beato ad aver avuto in vita sua un profilo social su Facebook, attraverso il quale ha dato testimonianza della sua profonda fede. – Il Beato Carlo sarà celebrato ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua nascita al Cielo. – Il giovane Beato per molti è già «il patrono di internet».

Al banchetto nuziale con l’abito giusto

Ad una settimana dalla pubblicazione della nuova enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”, i fedeli hanno in abbondanza sussidi e strumenti per affrontare la lettura dell’importante documento: pubblicazioni, commenti, video, webinar… – Se i mezzi tecnici abbondano, non deve mancare la disponibilità a mettersi in discussione, accettando di convertirsi al Vangelo di Cristo che offre la salvezza a tutta l’umanità. – La parabola del banchetto nuziale, presentata nel vangelo di questa domenica, parla appunto della chiamata di tutti i popoli alla salvezza, cioè alla comunione con Dio. Alcuni rifiutano, altri rispondono all’invito: ma a tutti è richiesto l’abito nuziale che sta a significare la necessità di aprirsi con sincerità al dono di Dio. – La salvezza è come un banchetto di nozze aperto a tutti e Dio darà la sua grazia di entrarvi a chi la chiede con fiducia. Lo dimostra la vicenda umana e spirituale di Carlo Acutis, un ragazzo di 15 anni morto nel 2006 e beatificato ieri 10 ottobre. Una vita trasformata dalla grazia di Dio.