Fede e dintorni

I gesti semplici dell’amore

L’amore trova il suo vero linguaggio nella semplicità dei suoi gesti che possono essere “letti” con immediatezza da tutti, senza ambiguità o manipolazioni. L’amore vero viene da Dio, perché Egli è Amore: e i gesti semplici e veri dell’amore riportano a Dio, perché da Lui noi proveniamo. – Dio è Amore e noi potremo comprendere cosa voglia dire “amare” veramente solo guardando Gesù e il suo modo di amare: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore… Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi».

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Istituito il ministero laicale di catechista

Papa Francesco col motu proprio«Antiquum ministerium» ha istituito il ministero laicale di catechista. Questo nuovo passo di ministerialità segue quello che ha visto l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del lettorato e dell’accolitato. – È il tempo di comunità che guardino negli occhi i delusi, che accolgano i forestieri e diano speranza agli sfiduciati. È il tempo di comunità che dialoghino senza paura con chi ha idee diverse. È il tempo di comunità che sappiano farsi prossime a chi è ferito dalla vita, per fasciarne le piaghe con compassione.

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E la virgola si ribellò

Nella vita capita spesso di assistere con un senso di impotenza alle prevaricazioni dei prepotenti sugli umili (e la Legge dov’è?… lo Stato che fa?…). E ancora più tragicamente a scene di violenze, di terrore e di morte con le quali gente malvagia intende spezzare la speranza di chi ha voglia di aria pulita: bombe di fondamentalisti contro giovani studenti, assalti contro ambasciatori del bene, rapimento e uccisioni di apostoli di una nuova umanità…). – E gli umili continuano la loro resistenza, sognando in cuor loro una qualche forma di ribellione: per esempio atteggiamenti di resilienza, sit-in di protesta, marce coinvolgenti. E.. un giorno la virgola si ribellò…

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Vedere l’uomo per vedere Dio

“Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1,27)… “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Gen 1,31). – Se vuoi vedere Dio, guarda il tuo fratello. Se ti fermerai a guardare il tuo fratello e riconoscerai che anche per lui è morto il Cristo, sarà più facile vedere in lui il volto di Dio e lo amerai. FRATELLI TUTTI.

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Il peccato, vero nemico dell’uomo

Il nostro mondo largamente post-cristiano, che ha smarrito del tutto il vero senso del peccato, sta scoprendo in questa lunga crisi del coronavirus le conseguenze del peccato, che inquina la sua e la vita degli altri. Quando l’uomo non ha paura del suo peccato, sta costruendo il suo inferno. La sola vera paura dell’uomo per il futuro resta il peccato. Cristo ha portato i nostri peccati sulla croce. L’amore ripara i guasti del peccato: ma quanta sofferenza ci vuole!

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La clausura assalita dal Coronavirus

In questo tempo di pandemia, in tutto il mondo comunità religiose maschili e femminili hanno dovuto assistere all’impietoso assalto del Coronavirus che si è portato via alcuni membri della loro comunità, lasciando sgomenti tutti gli altri che non si aspettavano la pericolosità, la rapidità e il come del contagio. Ma molte comunità hanno saputo reagire per uscire dalla mortale situazione. La solidarietà dei fedeli, oltre quella dei confratelli e consorelle, è stata di molto aiuto.

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Amare è quello che conta e dona gioia

Oggi è la festa della mamma. – L’amore della madre è il ritratto più bello dell’amore di Dio per noi. – “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se essa lo dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai”. (Is 49,15) – Chiediamo alla Mamma delle mamme, la Madonna, di sperimentare sempre l’amore di Dio per noi.

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8 maggio, supplica alla Madonna di Pompei

O Rosario benedetto di Maria, * Catena dolce che ci rannodi a Dio, * vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, * torre di salvezza negli assalti dell’inferno, * porto sicuro nel comune naufragio, * noi non ti lasceremo mai più.
Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, * a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra * sarà il nome tuo soave, * o Regina del Rosario di Pompei, * o Madre nostra cara, * o Rifugio dei peccatori, * o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, * oggi e sempre, * in terra e in cielo. * Amen.

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Non tutti belli, ma tutti santi.

“Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo” (Lv 19, 2). Per essere santo non occorre un corpo da modelli o da atleti: basta quello che abbiamo in dono da Dio, con tutti i limiti e difetti fisici. – Santo è chi ha il profumo di Dio e lo porta ai fratelli, soprattutto ai poveri e sofferenti. – I santi di cui siamo da sempre devoti e quelli che che la Chiesa proclama ancora oggi, ci offrono figure di uomini, donne, giovani ed anche bambini con i loro pregi ed i loro difetti, anche fisici. – Le “immagini belle” e oleografiche, accompagnano la nostra devozione verso i santi, ma il profumo di Dio che ancora portano con sé offre anche a noi l’esperienza del Dio invisibile.

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Rubava in chiesa per sfamare la famiglia

Certe storie, come quella di oggi, mettono in rilievo un insegnamento. La ricchezza non è un male; diventa male morale (peccato) quando non è condivisa con chi è nella povertà e indigenza. Così, ladro non è il miserabile che si appropria del necessario per sopravvivere; ladro è il ricco che depreda il povero del necessario. I beni terreni che Dio li ha disposto per tutti e non per alcuni e noi saremo infatti giudicati su quello che abbiamo fatto o non fatto per i poveri. «Avevo fame e mi avete dato da mangiare» (Mt 25).

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Il nuovo Beato del Venezuela occasione di riconciliazione

E’ stata la gioia di tutto un popolo, un unico popolo, quella di vedere beatificato a Caracas il 30 aprile scorso il Servo di Dio José Gregorio Hernàndez Cisneros, beatificazione attesa da decenni dal popolo venezuelano: un medico straordinario definito dal Papa “medico del popolo”. – – Il nuovo beato José Gregorio Hernàndez Cisneros (1864-1919), medico del popolo, viene proposto dal Papa come modello di vita cristiana e impegno sociale e diventa “compatrono” del ciclo di studi in Scienze della Pace. – La vita del nuovo Beato fu una offerta continua assistendo i malati: il 29 giugno 1919 venne travolto da un’automobile, mentre si stava recando in una farmacia di Caracas a comprare medicinali per un’anziana paziente. Morì in ospedale poco dopo, invocando la Beata Vergine.

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Il generoso perdono del vescovo ferito

«Perdono queste persone dal più profondo del cuore». Padre Christian Carlassare, il vescovo eletto della diocesi di Rumbek in Sud Sudan ferito alle gambe in un agguato in Sud Sudan mentre si trovava nella propria abitazione, risponde al telefono dal suo letto nell’ospedale di Nairobi, in Kenya.
– Alla domanda se, nel più profondo del cuore, si sentisse di condannare gli autori di un così terribile atto, egli ha risposto di no: «Perché sono giovani e certamente non l’hanno fatto per una ragione contro di me. Sospetto che qualcuno gli abbia commissionato questo gesto. Dunque, mi sento di perdonare come perdono chi li ha spinti ad agire. E lo faccio a nome di tutta la gente di Rumbek che, quando sono stato colpito, era fuori dall’ospedale cittadino e dall’aeroporto, dicendomi: “Padre non abbandonarci, padre ritorna. Non volevano lasciarmi partire per non perdere il loro vescovo».

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La vite e i tralci, Gesù e noi

«Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla». – Gesù ci chiama a restare uniti a lui, come i tralci alla vite, per produrre frutti di santità e di pace – Gesù è la vera vite. Se siamo uniti a lui la nostra vita è feconda e porta frutti, se invece siamo distaccati da lui siamo come rami secchi e infruttuosi, destinati al fuoco. – Noi daremo molti frutti solo restando attaccati alla vite per tutta la vita, cioè se viviamo coscienziosamente la nostra vita come membri della Chiesa di Cristo. Ha valore duraturo solo ciò che è compiuto in seno alla comunità, con Gesù Cristo e nel suo Spirito: “Senza di me non potete far nulla”. Ed oggi, soprattutto, uniti al Vicario di Cristo, il Papa.

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Il carcere di Bergamo intitolato al defunto don Resmini già cappellano

Il carcere di Bergamo viene intitolato a don Resmini, già cappellano defunto dopo una vita intensa tra i detenuti. – L’anno scorso il Covid si portò via il cappellano del carcere di Bergamo e nei giorni scorsi la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha presieduto la cerimonia di intitolazione. Il carcere di Bergamo ora porta ufficialmente il nome di Don Fausto Resmini, lo storico e amato cappellano della struttura penitenziaria – Intitolare il carcere di Bergamo a don Fausto Resmini significa fare propri i suoi insegnamenti, farne tesoro, custodirli e mantenerli vivi». Don Fausto Resmini era noto come l’apostolo bergamasco degli emarginati.

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Una missionaria laica italiana uccisa in Perú

La luce della Pasqua di Cristo avvolge le storie dei martiri di ieri e di oggi: una missionaria laica uccisa in Perú… ; l’assalto e il ferimento di Padre Christian Carlassare, vescovo eletto della diocesi di Rumbek in Sud Sudan prossimo ad essere consacrato. Martiri perché portavano i poveri nel cuore. – La missionaria laica italiana Nadia De Munari, 50 anni, è stata aggredita a colpi di machete nella sua abitazione di Nuevo Chimbote, in Perú, mentre dormiva ed è morta quattro giorni dopo in ospedale. – Di origini vicentine, lavorava come volontaria e missionaria laica nel Paese sudamericano dal 1995 con l‘Operazione Mato Grosso. Gestiva sei asili, una scuola elementare con 500 bambini sorta in una baraccopoli e una casa famiglia dove accudiva alcune ragazze disagiate.

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Proclamata santa la donna cieca, “scartata” anche dai genitori

Papa Francesco, con un provvedimento chiamato “canonizzazione equipollente”, ha deciso di estendere alla Chiesa universale il culto della Beata Margherita da Città di Castello del Terz’Ordine dei Frati Predicatori; nata intorno al 1287 a Metola (PU) e morta a Città di Castello (PG) il 13 aprile 1320, iscrivendola nel catalogo dei Santi.- Cieca e disabile, “scartata” anche dai genitori, divenne un esempio di donna evangelica che maturò una profonda e fervente esperienza di vita unitiva con il Signore e la sua figura è stata ispiratrice di opere di carità. – In questo tempo di pandemia e di problemi gravi per tutta l’umanità, la canonizzazione della Beata Margherita da Città di Castello diventa segno di speranza e di gioia operosa nel bene.

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Martiri oggi, fedeli a Cristo e alla povera gente

Santa Cruz del Quiché in Guatemala venerdì 23 aprile 2021 è avvenuta la beatificazione di dieci martiri cristiani: tre sacerdoti missionari del Sacro Cuore e sette laici, tra cui un ragazzo di 12 anni, uccisi in ‘odio alla fede’ nel contesto della guerra civile che devastò il Paese tra il 1980 e il 1991. – Fedeli a Cristo e alla povera gente, sssi sono conosciuti come i “dieci martiri del Quiché”. – E ora dopo i giorni del pianto in Guatemala vengono i giorni della luce e della gioia che arriva da questa beatificazione. Ma occorre fare anora tanta strada perché il Guatemala possa risorgere dai suoi mali: è la speranza che i fedeli ora nutrono per l’invocazione ai loro martiri.

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Riconosciuto il martirio di 12 redentoristi spagnoli

– Papa Francesco ha riconosciuto il martirio dei Servi di Dio (Vincenzo Nicasio Renuncio Toribio e 11 Compagni) che in Spagna sono stati uccisi in odio alla Fede nel 1936.
– Nel periodo della guerra civile spagnola – tra il 1936 ed il 1939 – si contano, finora, 1903 beati e 11 santi uccisi in odio alla Fede. – La Storia ha ancora molto da raccontare.

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Il Buon Pastore dona la sua vita

58a Giornata di preghiera per le Vocazioni. – La vocazione è la chiamata di Dio a guardare attraverso le apparenze per riconoscere che la storia, i fatti, gli incontri, le persone, e anche la marea un po’ caotica che è la vita, sono il luogo nel quale cercare e vedere il compiersi del Regno di Dio. – Guardando la nostra famiglia, la nostra comunità, entrando in un ospedale, in una classe scolastica, camminando per le vie della città vediamo la possibilità del nuovo, se guardiamo con lo sguardo del Buon Pastore che in tutti vede il bene fecondo capace di dare la vita.- Il messaggio di questa Giornata «La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due (Papa Francesco) – La vocazione non è mai soltanto mia ma è sempre anche nostra: la santità, la vita è sempre spesa insieme a qualcuno. Il Buon Pastore ci aiuterà a renderla possibile.