Fede e dintorni

I gesti parlano più delle parole

Nella udienza generale di mercoledì 26 maggio papa Francesco ha baciato il “marchio” di una deportata ad Auschwitz. Il Papa ha abbracciato e benedetto Lidia Maksymowicz imprigionata nel lager nazista di Aushwitz quando non aveva ancora tre anni. E la donna non ha resistito a restituire il gesto affettuoso ed ha abbracciato con riconoscenza per l’onore ricevuto. – Per Lidia Maksymowicz, donna di fede non c’è mai stata questione di perdono: «Non ho odiato i miei persecutori quando ero una bambina, non li odio adesso che ho più di 80 anni.. La missione che ho scelto e che porterò avanti fino a quando vivrò è ricordare, parlare di quanto mi è successo. Raccontarlo soprattutto ai giovani, perché non permettano che accada mai più una cosa del genere».

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Lanciata la piattaforma “Laudato si'”

Papa Francesco con un videomessaggio ha lanciato la piattaforma “Laudato si'”, un percorso pluriennale (7 anni) di iniziative per portare a realizzazione i contenuti della Enciclica promulgata nel 2015. Papa Francesco sottolinea che “tutti possiamo collaborare, ognuno con la propria cultura ed esperienza, ciascuno con le proprie iniziative”. Ed indica la via di una “ecologia umana integrale”. Rinnovo allora il mio appello: prendiamoci cura della nostra madre Terra, vinciamo la tentazione dell’egoismo”.

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Una tragedia che cerca risposte

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano Storie belle… per vivere meglio Una tragedia che cerca risposte. – L’opinione pubblica italiana e mondiale è scioccata dalla tragedia della caduta della funivia Stresa-Mottarone, un incidente causato dal cedimento di una fune e il sistema dei freni di sicurezza che non ha funzionato. – 14 le vittime […]

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Un anno dedicato a S. Ignazio di Loyola

E’ partito lo scorso 20 maggio l’anno ignaziano: il 500° anniversario della ferita di sant’Ignazio a Pamplona invita tutti a unirsi nel cammino di conversione con il pellegrino Ignazio di Loyola, affinché tutti possiamo essere rinnovati e vedere nuove tutte le cose in Cristo. – La decisione di seguire Cristo e approfondire la comprensione di questa via pellegrina per “trarne frutto sarà per tutti noi un’occasione privilegiata per ascoltare soprattutto il grido dei poveri e degli esclusi, di coloro la cui dignità è calpestata.

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Primi passi di solidarietà globale

La solidarietà globale si muove per assicurare un vaccino per tutti: questa è stata l’impressione suscitata dal Global Health Summit tenuto a Roma. con l’approvazione della “Dichiarazione di Roma”, con 16 principi per affrontare le pandemie, nell’ottica di una sanità più equa. Inizio fiducioso (ma ancora troppo timido) di un cambiamento globale – Su questo tema Papa Francesco, col suo chiaro e franco insegnamento, è di continuo un punto di riferimento: è giunto il momento di cambiamenti decisi, bisogna cambiare. E resta ancora valido il suo monito dell’anno scorso: «Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla», magari accontentandosi che tutto torni come prima, lasciando i poveri ancora fuori della solidarietà internazionale.

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Pentecoste 2021, Pentecoste perenne

Pentecoste 2021, Pentecoste perenne. La prima Pentecoste cristiana è avvenuta nel Cenacolo, a Gerusalemme: lo Spirito Santo è sceso in maniera sensibile sulla Madonna e sugli Apostoli. Oggi lo Spirito Santo continua a scendere su coloro che lo invocano, soprattutto se riuniti in assemblea, come le numerose Veglie di preghiera che si celebrano in eventi particolari. Lo Spirito Santo illumina, dà forza e crea unità. – Davvero lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio: “Donaci, Signore, la forza dello Spirito!”.

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Due gemelli di 24 anni muoiono di Covid-19

Insieme nella vita, insieme anche nella morte: i fratelli gemelli malayali Joefred Varghese Gregory e Ralfred George Gregory, che lavoravano come ingegneri a Hyderabad, sono stati colpiti dall’infezione il 24 aprile e sono morti a causa del COVID-19 a Meerut. Il fatto di essere gemelli è stato influente sulla morte-insieme. Il papà ne è convinto: “Finora qualunque cosa sia accaduta a uno, è successa anche all’altro”. E quando ha sentito che uno dei suoi stava morendo, ha detto a sua moglie che l’altro lo avrebbe seguito e non sarebbe sopravvissuto. – Non so perché Dio ci ha dato questa punizione”, ha detto papà Gregory con voce soffocata e lacrime agli occhi. Ma noi sappiamo che l’amore ha i suoi misteri e non si ferma dinanzi alla morte.

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La storia di Mariangela Crea

“La vita di mia figlia è degna di essere vissuta”: sono le parole accorate del calabrese Giuseppe Crea, papà di Mariangela – Ultima di quattro figli, oggi ha 27 anni. Dal 1998 si trova in stato vegetativo, “ma non per questo – sottolinea il papà, medico in pensione – ha smesso di essere una persona”. – Il racconto è esempio della tenerezza di un padre, la stessa di cui scrive Papa Francesco nella Lettera Apostolica Patris corde. -Una tenerezza che onora la vita e la dignità della persona.

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Il coraggio di dare un passaggio

Oggi ci vuole un bel coraggio dare un passaggio a chi non si conosce, e la compassione di poter aiutare qualcuno in difficoltà, cede alla tentazione del sospetto o almeno di una “giusta prudenza”. Meglio non dare passaggi. – La strada da sempre è teatro di gesti cattivi e buoni: le cronache riportano di persone che morte per soccorrere chi era in difficoltà. – Così, il desiderio di fare il bene quando si è sulla strada è spesso soffocato dalla paura di incappare in situazioni spiacevoli. Quante volte occorre osare con coraggio per far vincere il bene!…

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Avere a cuore la persona è ciò che conta

Cosa conta di più nella nostra vita? Le risposte saranno certamente varie, perché vari e diversi sono gli interessi delle singole persone e si potrebbero ricostruire graduatorie senza numero: la ricchezza, la fortuna, il successo, la carriera, la famiglia… Nel Vangelo di Matteo (6, 21) Gesù dice: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore”. – Diceva S. Ireneo: “La gloria di Dio è l’uomo vivente… E l’uomo è felice quando vede Dio”!

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Giovane cattolico vietnamita dichiarato martire per la nazione

Vietnam – Un giovane cattolico, Peter Khoa Nguyen Van Nha, ha donato la vita per salvare dall’annegamento tre studentesse. Viene apprezzato e riconosciuto come martire dalla nazione vietnamita. Il presidente del Vietnam, Nguyen Xuan Phuc gli ha assegnato il riconoscimento postumo di “cittadino vietnamita martire”. – Era conosciuto come giovane dal carattere e dal comportamento esemplare per l’università e la comunità. Era un laico impegnato ed entusiasta nella chiesa. – La sua storia e il suo sacrificio costituiscono un esempio di come i fedeli vietnamiti sono impegnati, fino in fondo, per il bene del prossimo, della società, della nazione.

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Quando la violenza spezza i sogni

«Ciao Mirko!», hanno scritto i compagni sul sito della scuola, l’Istituto professionale Ianas di Tortolì dove il giovane frequentava l’ultimo anno e si stava preparando alla Maturità. Ora la scuola sta pensando di conferirgli il diploma postumo, mentre gli amici hanno promosso una raccolta fondi per finanziare la realizzazione di un murale a lui dedicato… Le tenebre della violenza e dell’odio sono illuminate dalla nobiltà di un ragazzo buono, amato da tutta la sua comunità.

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Ascensione di Gesù al cielo e missione della Chiesa in terra

Con l’Ascensione Gesù sale al cielo, cioè fa il suo ritorno al Padre, che lo aveva mandato tra noi. – Gesù vi fa ritorno non solo come Dio, ma anche come uomo. Così in Gesù asceso al cielo anche la nostra umanità è innalzata accanto a Dio, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria. – Oggi Gesù ci invia, come Chiesa, a continuare la sua missione. Egli ci accompagna e ci dà la forza. Noi non siamo dei volontari spontanei, ma degli inviati. – Appoggiandoci su Gesù Cristo vincitore della morte, possiamo portare al mondo la sua missione nella serenità e nella speranza.- Ma andando incontro all’altro per portare l’annuncio, noi entriamo in un terreno sacro, già raggiunto e conosciuto da Cristo. – La 55a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali «Vieni e vedi» ci suggerisce di comunicare incontrando le persone come sono e dove sono.

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I gesti semplici dell’amore

L’amore trova il suo vero linguaggio nella semplicità dei suoi gesti che possono essere “letti” con immediatezza da tutti, senza ambiguità o manipolazioni. L’amore vero viene da Dio, perché Egli è Amore: e i gesti semplici e veri dell’amore riportano a Dio, perché da Lui noi proveniamo. – Dio è Amore e noi potremo comprendere cosa voglia dire “amare” veramente solo guardando Gesù e il suo modo di amare: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore… Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi».

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Istituito il ministero laicale di catechista

Papa Francesco col motu proprio«Antiquum ministerium» ha istituito il ministero laicale di catechista. Questo nuovo passo di ministerialità segue quello che ha visto l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del lettorato e dell’accolitato. – È il tempo di comunità che guardino negli occhi i delusi, che accolgano i forestieri e diano speranza agli sfiduciati. È il tempo di comunità che dialoghino senza paura con chi ha idee diverse. È il tempo di comunità che sappiano farsi prossime a chi è ferito dalla vita, per fasciarne le piaghe con compassione.

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E la virgola si ribellò

Nella vita capita spesso di assistere con un senso di impotenza alle prevaricazioni dei prepotenti sugli umili (e la Legge dov’è?… lo Stato che fa?…). E ancora più tragicamente a scene di violenze, di terrore e di morte con le quali gente malvagia intende spezzare la speranza di chi ha voglia di aria pulita: bombe di fondamentalisti contro giovani studenti, assalti contro ambasciatori del bene, rapimento e uccisioni di apostoli di una nuova umanità…). – E gli umili continuano la loro resistenza, sognando in cuor loro una qualche forma di ribellione: per esempio atteggiamenti di resilienza, sit-in di protesta, marce coinvolgenti. E.. un giorno la virgola si ribellò…

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Vedere l’uomo per vedere Dio

“Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1,27)… “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Gen 1,31). – Se vuoi vedere Dio, guarda il tuo fratello. Se ti fermerai a guardare il tuo fratello e riconoscerai che anche per lui è morto il Cristo, sarà più facile vedere in lui il volto di Dio e lo amerai. FRATELLI TUTTI.

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Il peccato, vero nemico dell’uomo

Il nostro mondo largamente post-cristiano, che ha smarrito del tutto il vero senso del peccato, sta scoprendo in questa lunga crisi del coronavirus le conseguenze del peccato, che inquina la sua e la vita degli altri. Quando l’uomo non ha paura del suo peccato, sta costruendo il suo inferno. La sola vera paura dell’uomo per il futuro resta il peccato. Cristo ha portato i nostri peccati sulla croce. L’amore ripara i guasti del peccato: ma quanta sofferenza ci vuole!

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La clausura assalita dal Coronavirus

In questo tempo di pandemia, in tutto il mondo comunità religiose maschili e femminili hanno dovuto assistere all’impietoso assalto del Coronavirus che si è portato via alcuni membri della loro comunità, lasciando sgomenti tutti gli altri che non si aspettavano la pericolosità, la rapidità e il come del contagio. Ma molte comunità hanno saputo reagire per uscire dalla mortale situazione. La solidarietà dei fedeli, oltre quella dei confratelli e consorelle, è stata di molto aiuto.