Insieme le reliquie dei Santi Apostoli Pietro e Andrea

Roma, Vaticano, 29 giugno 2019: la delegazione del Patriarcato di Costantinopoli riceve il reliquiario con le reliquie di San Pietro che furono rinvenute nella famosa nicchia funeraria scoperta nel 1952 insieme ad un prezioso graffito che recita, in greco «Pietro è qui». – Le reliquie sono poste in un reliquiario donato a Bartolomeo I e sono accompagnate da passo della Prima lettera di Pietro: “Cristo morì per voi, lasciandovi un esempio da seguire” (1Pt 2,21).

La gioia di ritrovare chi si è perduto

Gesù ci rivela il vero volto di Dio che è misericordia. Gesù racconta tre parabole che ci presentano un Dio instancabile nella ricerca dell’uomo: la pecorella smarrita, la moneta perduta e il padre misericordioso. I tre racconti ci aiutano ad assaporare il mistero di Dio, ricco di misericordia, che non abbandona mai le sue creature; un Dio che non ci lascia mai in pace finché non troviamo pace in lui (S. Agostino).

La coscienza ci tiene svegli

La coscienza è la presenza di Dio nell’uomo;quando ascolta la sua coscienza, l’uomo prudente può sentire la voce di Dio che gli parla. Una coscienza senza Dio è un tribunale senza giudice. In genere una coscienza retta non inganna mai; resta la vera guida dell’uomo. Essa sta all’anima come l’istinto sta al corpo. La grazia di Cristo opera anche in ogni uomo che, seguendo la retta coscienza, cerca e ama il vero e il bene, ed evita il male. La coscienza non ci impedisce di commettere peccati, però, ci nega il piacere di goderceli.

Il doodle di Google per Ruth Pfau

Il 9 settembre scorso Google col suo doodle di apertura, ha ricordato la figura e la nascita 90 anni prima a Lipsia di Ruth Pfau. Un segnale per sottolineare il rilievo che l’opera della religiosa ha avuto e continua ad avere, diventando esempio di impegno contro la lebbra ma ancor più contro la discriminazione che l’accompagna. Ruth , una suora medico tedesca, ribattezzata la ‘Madre Teresa pachistana’ per la sua instancabile lotta contro la lebbra. Davvero felici di averla conosciuta grazie ad un semplice doodle (scarabocchio, appunto) di Google: uno scarabocchio che ha aperto la porta un bene immenso che ha illuminato una parte di umanità. Nel 1988 il governo pachistano le concesse la cittadinanza pachistana e dopo la sua morte, avvenuta il 10 agosto 2017, la onorò con funerali di stato.

La Beata Maria Celeste Crostarosa redentorista

La Beata Maria Celeste Crostarosa, redentorista, fu una donna intimamente libera, una mistica innamorata, una madre e maestra, libera e fedele, posseduta da Dio e vicina ai fratelli. Ha cantato Dio con la forza dell’amore, della preghiera e dell’intelligenza. Ha vissuto nella ricerca dell’Assoluto, dell’amore per Dio e per ogni fratello. La nostra società dovrebbe imparare a conoscere questa grande donna per la eccezionale ricchezza della sua umanità e spiritualità.

Suora italiana salva-bimbi in Messico

L’unione fa la forza e i bambini hanno una vita migliore – Una suora siciliana, suor Elisabetta Petruzzella, e una ex manager, Marilena Moneta, una milanese sposata in Messico discendente del premio Nobel per la pace Ernesto Moneta, iniziano a collaborare a favore dei bambini di San Marcos Jilotzingo. Ogni mese Marilena prende il fuoristrada, indispensabile per le disastrate strade messicane, e porta quaderni, penne e giochi a San Marcos. Dal terreno comprato dalle suore, nasce un asilo per i bambini che conosceranno una realtà ben diversa dalla vita in strada. “E’ bello far vedere ai bambini che il mondo è anche altro!”.

La preghiera e l’azione

“Ora et labora”, “Prega e lavora!” – Un po’ di questa sapienza farebbe ad evitare i dannosi stress quotidiani; se lasciamo da parte la preghiera, e ci dedichiamo solo all’azione, gireremo attorno a noi stessi, senza andare avanti e ciò che è peggio, caderemo nell’abisso”. – La preghiera unita al lavoro realizza miracoli: trasforma e feconda ogni opera che ci accingiamo a fare.

Da Romania venisti… – Maria Santissima di Romania

La Patrona di Tropea: Maria SS. di Romania – Il 9 settembre di ogni anno, anniversario della incoronazione della sacra Icona, si svolge la processione che accompagna la venerata Immagine per le vie cittadine insieme a tutte le confraternite religiose e alle associazioni. La partecipazione popolare è altissima e il clima di preghiera molto sentito.

Gesù e la sequela radicale

Papa Francesco viene salutato seminatore di pace e di speranza non solo dai popoli africani presso i quali si è recato in visita in Mozambico, Madagascar e Mauritius, ma anche dai popoli di tutto il mondo ai quali egli si rivolto: “Invito tutti ad unirvi alla mia preghiera perché Dio, Padre di tutti, consolidi in tutta l’Africa, la riconciliazione fraterna, unica speranza per una pace solida e duratura” – Pace, speranza e riconciliazione sono il filo conduttore del suo viaggio ancora in corso attraverso ncontri politici, pastorali e interreligiosi. La spera c’è ed anche tanta. Ma occorre pregare per la buona volontà dei potenti.

Akamasoa e Padre Pedro aspettano Papa Francesco

Madagascar. Akamasoa da discarica di Antananarivo, capitale del Madagascar, a città di vita vera, nuova, aperta all’universalità. E’ quanto ha realizzato Padre Pedro Opeka, missionario lazzarista argentino, già ottimo giocatore di calcio. Ha realizzato questo miracolo sociale e religioso in una periferia maleodorante, dedicando interamente la sua vita. L’incontro con Papa Francesco sarà un incontro di festa, di gioia, di quella vera gioia che solo i poveri riscattati sanno trasmettere.

La preghiera come guarigione

La preghiera è come una medicina, un balsamo del corpo e dello spirito. Anche la scienza ha largamente dimostrato che la pratica religiosa può influire sullo stato di salute, facendo ammalare meno e guarire prima… Più che la guarigione fisica, o al di là della guarigione fisica, Dio guarisce l’anima della persona perché sia felice e abbia la pace, anche nella malattia.

Iman in Nigeria salva 262 cristiani

Abubakar Abdullahi, iman in Nigeria, salva 262 cristiani. Per questo il Dipartimento di Stato americano gli ha consegnato un premio prestigioso, “The International Religios Freedom Award”, perché dimostra come tra i musulmani ci siano molte persone ricche di senso della carità, pronte a rischiare la propria vita per salvare quella dei cristiani, nonostante la furia omicida dei musulmani radicali estremisti. Dopo i ripetuti attacchi terroristici, per andare a messa, i cristiani sono costretti a farsi accompagnare da una scorta, come si vede nei video che sono sul web.

Notre-Dame, il perdono del vescovo ucciso

L’ arcivescovo francese di Parigi, Mons. Sibour, fu assassinato il 3 gennaio 1857 nella cattedrale di Notre-Dame, durante la festa di Santa Genoveffa, da un ex sacerdote di nome Jean-Louis Verger, che aveva beneficato il giorno prima. Nel 1853 aveva celebrato il matrimonio di Napoleone III di Francia. L’assassino si mostrava convinto di aver fatto un grande gesto per la Francia, perché vedeva nel Vescovo un’assoluta fedeltà alla sede di Roma. – Il vescovo, spirando, disse: “– Perdono di cuore! Aiutate quell’uomo e la sua famiglia!”.

La leggenda di Eva e di Gesù Bambino

Il peccato originale mise l’uomo (Adamo) e la donna (Eva) di fronte a Dio non più come sue creature, ma come suoi “concorrenti”: essi accolsero la tentazione di diventare come Lui. Ma poi i loro occhi si aprirono e scoprirono di essere “nudi”, spogliati della grazia divina e diventati “brutti”. – Dio non li volle perdere e decise una grande invenzione d’Amore: mandare il suo Figlio tra gli uomini ad insegnare come essere figli. La liturgia, pensando al grande amore di Dio per l’umanità, canta nella notte del Sabato Santo: “«Davvero era necessario il peccato di Adamo, che è stato distrutto con la morte del Cristo. Felice colpa, che meritò di avere un così grande Redentore!» – Così l’uomo redento rinasce e diventa più bello.

Quando l’amore si fa cura

Dopo 31 anni in stato vegetativo, accudito dai genitori nella casa di famiglia a Collebeato (Brescia), il cuore di Cito, così era chiamato Ignazio Okamoto, ha smesso di battere il 25 agosto 2019. Il papà ha come sintetizzato: «I suoi 31 anni di silenzio pieni d’amore… La vita è così. Va vissuta, non ragionata» – Ignazio aveva subito, quando era ventenne, un incidente automobilistico. – Era accudito con amore dalla famiglia a casa. – La rivoluzione cristiana dell’amore che cura – In una società in cui la malattia comportava l’esclusione sociale senza ritorno, le parole e i gesti di Gesù hanno portato Dio nella vita di tutti, soprattutto di quelli che soffrono. Una vita che va vissuta, aiutata, amata.

L’ultimo posto, il posto di Dio

Si celebra il 1° settembre 2019 la “XIV Giornata mondiale del creato”. Un’occasione per riflettere a 360 gradi sull’importanza di salvaguardare la natura e l’ambiente in cui viviamo. Per farlo serve un’azione coordinata e solidale. È necessario intervenire, infatti, sia a livello personale sia a livello comunitario, e occorre far presto. Il creato soffre e in alcune zone la situazione si fa insostenibile. Ma se il creato soffre, la vittima predestinata a soccombere è l’uomo, al tempo stesso vittima e carnefice. La natura che deturpa per motivi economici, sociali ed egoistici non manca mai di presentare il conto, ma purtroppo i primi a pagare sono sempre i poveri.

Per non ridurci ad essere farisei

Gesù ancora oggi ammonisce in particolare gli “uomini religiosi”, cioè quei credenti che a causa della loro osservanza e pratica religiosa si convincono in cuor loro di essere giusti di fronte a Dio e finiscono per disprezzare gli altri. Gesù ammoniva i farisei: “Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che tra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole” (Lc 16,15). L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore. Eppure, ancora oggi, com’è facile rimanere intrappolati in atteggiamenti da fariseo!

L’angelo dei disabili mentali del Sudafrica

Straordinaria è la storia di Domitilla Rota, l’angelo dei disabili mentali del Sudafrica, vissuta insieme al marito Daniel Hyams incontrato nel bergamasco quando era un giovane soldato sudafricano in fuga. Insieme diedero vita a centri per la cura e l’assistenza ai minori e a disabili mentali. Alla loro opera è stata riconosciuta la dimensione sociale e spirituale dall’allora presidente sudafricano Nelson Mandela. Domitilla soleva dire che ognuno di noi è chiamato ad essere le mani di Gesù. Un’opera che ha messo al centro la sacralità della vita, fiore coltivato nella Casa del piccolo Eden, dove cura e accompagnamento diventano amore e speranza. Domitilla, ora, è in cammino verso la beatificazione.

L’amore per i poveri guarisce

Tristezza, depressione e noia caratterizano la vita di tante persone, anche giovani, perché non riescono a trovare un senso vero alla loro vita. E finisce col diventare una malattia difficile da curare. Occorre impegnarsi ad aiutare queste persone in difficoltà a ritrovare il gusto della vita e la gioia di donarsi agli altri. Il volontariato nel bene è una grande possibilità di ritrovare ciò che si era perduto. Chi si impegna a dare gioia agli altri, riceve in pienezza la gioia della vita.

Santa Monica, una mamma di riferimento

Santa Monica fu una mamma discreta, tenace, che seppe soffrire e attendere che il figlio aprisse gli occhi e camminasse con i propri piedi sulle strade di Dio. – Avere una mamma santa è più che avere una mamma “per amica”. E non pare esagerato l’accostamento che lo stesso S. Agostino fa vedendo nella mamma quasi una icona della Chiesa di Dio che veglia sui suoi figli, soffre per loro e prega per la loro salvezza.