L’amore familiare vocazione e via di santità

L’amore familiare vocazione e via di santità – Matrimonio e famiglia sono un’occasione per vivere in maniera concreta il comandamento dell’amore, manifestano il valore delle relazioni nella condivisione di gioie e fatiche nella vita quotidiana, e aiutano ognuno di noi a incontrare Dio. – Tutti in famiglia sono chiamati alla santità e possono diventare i santi… della porta accanto.

Il miracolo del bene anche a Roma

Don Filippo Tucci prova a raccontare il “miracolo” della chiesa dei poveri, a San Rocco all’Augusteo. «Qui tutto è complicato. Le bollette, i pasti, i lavori di manutenzione… Ma la Provvidenza ci ha sempre dato una mano. Penso a quanto sia bello donare e direi a tutti: “sperimentate la gioia che si prova a dare”». Siamo sempre alla ricerca di aiuto. C’è fiducia nella Provvidenza. C’è stata per 40 anni e ci sarà anche quando non ci sarò più».

Tropea al Santo Patrono della gente di mare

Gente di mare, gente di Dio! – La gioia di questo Patronato viene vissuta dai devoti del Santo nel ricordo della tenerezza con cui lo stesso Gesù predilesse i suoi discepoli, uomini delle barche e delle reti, vivendo in mezzo a loro ed eleggendoli alla dignità di «pescatori di uomini» (Mt. 4, 19). Anche a Tropea la gente di mare, devota del Santo, offre ogni anno l’omaggio della sua fervida devozione al caro Protettore. Il mare eleva dolcemente alla contemplazione delle cose eterne e invita anche ad accogliere, adorare, amare e servire Dio e i propri fratelli.

Vi do un comandamento nuovo

Gesù ci ha lasciato un comandamento nuovo: «Amatevi gli uni gli altri… Come io ho amato voi». Questo amore fa «nuove tutte le cose» e rivela il vero volto di Dio. L’amore rivela la forza della resurrezione. Perciò bisogna scambiarselo con le parole, con i gesti, con la gioia. Perciò bisogna portare questo amore anche a quei popoli che vivono emarginati e derubati dei loro diritti. Nessuno deve più sentirsi straniero nel mondo.

Cicatrici, ferite e solidarietà

Nell’udienza di mercoledì 15 maggio 2019 Papa Francesco ha incontrati i migranti arrivati con un corridoio umanitario e accarezzato, dando grade sollievo, le cicatrici dell’anima di chi ha tremendamente sofferto, come Fatima Ahmed, una giovane di 22 anni arrivata in Italia il 29 aprile attraverso il corridoio umanitario e dal giorno dopo accolta nel Centro Mondo Migliore alle porte di Roma. L’abbraccio con Papa Francesco è stato per lei «una svolta di speranza, una carica di fiducia nel domani proprio quando tutto sembrava perduto».

Bambini in papamobile con il Papa

Prima dell’udienza generale del 15 maggio, papa Francesco ha fatto salire sulla papamobile 8 bambini arrivati dalla Libia con il corridoio umanitario del 29 aprile scorso e su un barcone alcuni mesi fa. Questi bambini, di diverse nazionalità – tra cui Siria, Nigeria e Congo – sono attualmente ospitati con le loro famiglie nel Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa e seguiti dalla Cooperativa “Auxilium”.

Jean Vanier, il profeta dell’incontro

Il 7 maggio 2019 è morto a 90 anni Jean Vanier, sconosciuto a molti, ma noto a molti altri: franco-canadese, filosofo, filantropo, scrittore e fondatore cattolico, un gigante dell’umanità a 360 gradi. Uomo di pace e intelligenza, fondatore della comunità L’Arche (Arca); l’uomo dell’incontro a prescindere dalle differenze genetiche, razziali, culturali, religiose e politiche e soprattutto della disabilità. Senza ombra di dubbio, uno dei più grandi testimoni contemporanei della carità e della pace. Ha vissuto sulla sua pelle il rifiuto di molti e le benedizioni dei più emarginati. La sofferenza e il dolore hanno segnato la sua vita, ma non gli hanno tolto la fede e la gioia.

La fede mariana a Medjugorje

Milioni di pellegrini in questi anni hanno vissuto una significativa esperienza di fede recandosi a Medjugorje: lo attestano le lunghe file ai confessionali e le adorazioni eucaristiche serali nella grande chiesa parrocchiale senza un metro quadrato libero da fedeli inginocchiati. «Credo…a Medjugorje ci sia la grazia. Non si può negare. C’è gente che si converte», aveva detto il Papa, che però ha messo in guardia dal protagonismo dei veggenti e dal moltiplicarsi di messaggi e segreti. – I pellegrinaggi finora sono stati considerati e organizzati in maniera privata. D’ora i poi le diocesi potranno organizzare e guidare quei pellegrinaggi espressione della pietà mariana del popolo di Dio.

Visitare gli infermi

Visitare gli infermi è un’opera di bene sempre a portata di mano. Tra le sette opere di misericordia corporale, “visitare gli infermi” assume un rilievo particolare, dal momento che farsi prossimo a chi soffre rappresenta un modo profondo ed emblematico di avvicinarsi, secondo l’espressione di Papa Francesco, alla carne viva e dolente di Cristo Gesù. Fare la visita “insieme” diventa anche una magnifica testimonianza di solidarietà.

Liberati ancora bambini soldato

In Nigeria altri 900 bambini soldato sono stati lasciati liberi: così fino ad oggi, il totale dei bambini liberati è salito a 1.700. – «Non possiamo rinunciare a batterci per i bambini, finché saranno coinvolti in combattimenti. Continueremo finché non rimarrà nessun bambino tra le fila di gruppi armati in Nigeria» (Mohamed Fall, rappresentante dell’Unicef in Nigeria).

Il Buon Pastore fa vedere l’invisibile

La vocazione è la chiamata di Dio a guardare attraverso le apparenze per riconoscere che la storia, i fatti, gli incontri, le persone, e anche la marea un po’ caotica che è la vita, sono il luogo nel quale cercare e vedere il compiersi del Regno di Dio. – Guardando la nostra famiglia, la nostra comunità, entrando in un ospedale, in una classe scolastica, camminando per le vie della città vediamo la possibilità del nuovo, se guardiamo con lo sguardo del Buon Pastore che in tutti vede -nonostante la zizzania permanente- il bene fecondo capace di dare la vita. Il Buon Pastore ci fa vedere l’invisibile.

Figlio di ’ndrangheta salvato da un sacerdote

A soli 17 anni Giosué D’Agostino finì nel carcere minorile di Reggio Calabria. Lì fece un incontro che gli cambiò la vita: l’incontro con don Italo Calabrò (1925-1990), allora vicario generale della Chiesa Reggina, che venne in visitarlo in carcere. Poi anche le assistenti sociali lo aiutarono molto. – Quando uscì di carcere col condono di pena fu affidato ai servizi sociali. Di Don Italo dice: “Anche se era un prete “importante” non si dimenticava di nessuno”. – Quando Don Italo stava per morire Giosuè andò da lui insieme ad un amico, Francesco. E Don Italo, che era in pessimo stato fisico, ma disse: «Ti affido Giosuè». Si preoccupò di lui anche sul letto di morte.

La preghiera del Papa per Madre Teresa

La visita di Papa Francesco al Memoriale di Madre Teresa e l’incontro con i poveri sono stati gli eventi più attesi per i cattolici in Macedonia del Nord. Papa Francesco ha recitato una preghiera per la Santa dei poveri, perché “lei ha saputo fare del bene ai più bisognosi, poiché ha riconosciuto in ogni uomo e donna il volto del tuo Figlio”. Poi il Papa ha benedetto la prima pietra per il nuovo Santuario di Madre Teresa.

Vocazioni che fanno pensare

La vocazione religiosa finisce sempre con lo stupire. Suscita ammirazione e gioia. Alcune vocazioni, poi, fanno anche pensare, come la storia di Ilenia Siciliani 26 anni: da carabiniere a a suora, missionaria della Divina Rivelazione. Tutto dopo un viaggio a Medjugorje.

Come si può risorgere in carcere

La straordinaria storia di Bruno Buttone, ex camorrista, un detenuto che ha fatto un significativo percorso di risurrezione sulla sua vita di male e di morte. L’incontro nel carcere di Pollano con Papa Francesco, venuto nel giovedì santo del 2017 a celebrare il rito della lavanda dei piedi, ha dato una accelerata. Oggi egli chiama “Papa Francesco, amico mio”, perché suo figlio Domenico, avendo saputo che avrebbe incontrato il Papa, gli chiese: “Papà, cerca di diventare suo amico”. E così è stato. Il piccolo Domenico oggi può andare fiero del suo papà.

Sacerdote cattolico, miglior cittadino di India

P. Vineeth George, 38 anni, della congregazione dei claretiani, a Bangalore il 16 aprile 2019 ha ricevuto il premio “Miglior cittadino dell’India”. Con una brillante carriera già avviata, abbandona tutto e sceglie il sacerdozio per servire gli ultimi. Si è occupato finora della educazione di bambini tribali. “Questo premio è un riconoscimento non nei miei confronti, ma in quelli dei giovani di questo grande continente. Sono qui solo per quello che hanno raggiunto i miei allievi”.

Dio salva ciò sembra perduto

L’eremita disse al guerriero: “Se tu ti prendi cura del tuo mantello, Dio non sarà misericordioso verso di te, che sei fatto a sua immagine?”. – La Misericordia di Dio ripara tutto, anzi rigenera tutto e fa diventare nuove tutte le cose e soprattutto le persone. – Confida Papa Francesco: «…Vorrei che prendessimo tutti sul serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti a ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro». Così si potrà toccare il miracolo dell’amore di Dio, della sua misericordia e della sua grazia.

Una Chiesa di peccatori risorti

Il tempo pasquale è propizio per sperimentare la forza della risurrezione nella nostra vita, come persone e come chiesa. Il Cristo risorto è presente nella sua Chiesa e la invita continuamente a risorgere. Specialmente nell’Eucaristia tutti possiamo incontrare il Risorto e prendere da Lui la forza di risorgere dai nostri peccati. – In particolare, sulla “guarigione” dagli abusi sessuali sui minori è urgente e necessaria la convergenze di riflessioni, preghiere e ferme decisioni da parte di tutto il popolo cristiano con un livello di attenzione che non deve sopportare più intollerabili flessioni e debolezze.

Premiato il cappellano principale dei pompieri di Parigi

Padre Jean-Marc Fournier, cappellano principale dei pompieri di Parigi, sacerdote-pompiere è tra gli eroi dell’incendio della cattedrale di Notre-Dame. Egli accompagna le missioni dei pompieri per aiutare eventuali feriti e salvare ciò che si può e si deve. nell’incendio di Notre-Dame la sua attenzione e il suo intervento immediatamente li ha rivolti immediatamente salvare la Santa Corona (con le spine della corona di Gesù), una reliquia del tutto unica e straordinaria, e il Santissimo Sacramento, col quale ha dato la benedizione all’incendio perché risparmiasse ulteriori danni.