Quando i numeri danno conforto

Numeri … cristiani. E’ consolante notare come ci sia un incremento di coloro che sostengono le Fondazioni e Associazioni umanitarie. Cresce anche il numero degli italiani che si impegnano concretamente ad aiutare chi soffre. Nel 2018 donazioni private da oltre 330mila benefattori. Sono andate in 139 Paesi, in primis Siria e Iraq. Così Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) ha impiegato i 111 milioni di euro raccolti. Numeri che danno conforto e incoraggiano a proseguire il bene iniziato.

Sant’Antonio e l’anima gemella

Non trovi marito? Prega sant’Antonio. La tradizione è nota nei luoghi antoniani e ancor più in Portogallo e America Latina. Una manifestazione di religiosità popolare che incrocia i bisogni e le domande esistenziali dei fedeli. I frati del Santuario di Padova, dove per il secondo anno consecutivo si celebra l’iniziativa, assicurano: “Vogliamo aiutare chi non ha ancora trovato la propria strada, affidandolo all’intercessione di sant’Antonio”.

L’inno alla vita di Zeffirelli

In questi giorni sul web circola la straordinaria storia della infanzia del regista Franco Zeffirelli, nato fuori del matrimonio (una relazione scandalosa) e con un’infanzia tribolata per il mancato riconoscimento del padre e per la prematura scomparsa della madre. Ma il miracolo della vita vinse. Dirà a 70 anni: «Sono stato amato nel ventre di mia madre, ho assorbito tanto di quell’amore, l’ho sentito, mi è entrato addosso. Mia madre l’ho persa che avevo sette anni, però sono rimasto impregnato del suo amore». E ad aiutare il bambino in difficoltà ecco un laico santo, Giorgio La Pira: «Non vergognarti mai. La maternità è sempre santità. Qualunque cosa dicano di tua madre, tu la devi pensare sempre come una santa, perché è come la Madonna, e quando avrai bisogno di qualcosa nella vita prega la Madonna e pregherai tua madre». E il bambino non dimenticherà.

Relazioni e distanze

Spesso ci si dice che per trattare con certe persone bisogna mantenere le distanze. Può andare bene, se si prende come norma di prudenza e non di discriminazione. E’ la volontà di Dio che ci detta la giusta distanza da tenere nei nostri rapporti con ogni persona per significarle l’amore vero. Senza Dio c’è confusione e sofferenza.

Chi ama, impara a rischiare

Chi ama veramente sente che ci sono rischi che non può permettersi di correre e ci sono rischi che non può permettersi di non correre. Quando il rischio è giusto, se si vince, si è felici; se si perde, si diventa più saggi. Non possiamo pensare solo a noi stessi, dimenticando il prossimo. Anche rischiando: è bello pensarci l’un l’altro.

La Beata delle Anime del Purgatorio

Beata Edvige Carboni (1880-1952). Una donna apparentemente ordinaria, che visse una vita di lavori manuali e di servizio, in famiglia e verso i tanti bisognosi che incontrò, ma che fu eletta in modo misterioso e ricolmata di grazie e doni soprannaturali straordinari. «Pregava assiduamente per le anime del purgatorio. Continuamente queste anime purganti, per concessione divina, comparivano a lei perché raddoppiasse le preghiere per la loro liberazione e le lasciavano impronte e scottature del loro fuoco. E spesso io la vidi soffrire per queste piaghe. Allora si moltiplicava per pregare e faceva celebrare sante Messe… dopo la liberazione queste anime si presentavano tutte raggianti di beatitudine eterna a lei per ringraziarla».

La grande Tavolata senza muri

Solidarietà in Italia. Una grande Tavolata senza muri in Roma e altre 24 città italiane. Centinaia di persone, italiani e stranieri si sono sedute insieme per un pranzo insieme come per dire: no ai muri e alla chiusura, si all’accoglienza e all’integrazione. Trentotto associazioni con 1.000 volontari si sono messe insieme per dare vita ad un incontro nel segno dell’amicizia e della condivisione, ed hanno servito in totale più di 5mila pasti a persone italiane ed immigrati.

Un grande pellegrinaggio e i suoi perché

Anche quest’anno si è tenuto il grande pellegrinaggio da Macerata a Loreto, fatto nella notte dell’8 giugno scorso: “Il cammino dei 100mila: un “grazie” lungo 28 km. In marcia con i fedeli che ogni anno da Macerata vanno a Loreto pregando e cantando senza sosta. Un evento enorme, il più incredibile fenomeno di popolo che accada oggi in Italia. È un pellegrinaggio con 11 ore di marcia notturna ininterrotta. Durante il cammino si leggono le richieste inviate dai partecipanti: il lavoro che manca, un figlio che non arriva, una persona cara defunta, una malattia da superare, una vita da ricostruire. La vita normale di persone che sanno che da sole non ce la fanno.

Quando i ragni diventano protettivi

E’ bello leggere che Dio va in aiuto dei suoi figli che lo invocano: li sostiene dinanzi al pericolo, liberandoli dalla paura e tante volte anche dalla morte. Ma resta sempre vero che la vita offerta a Dio è il miglior sacrificio che possiamo offrirgli. Lo ha fatto prima di noi il Cristo in croce!

Un grande Beato, finora di fatto

Lo scorso 8 giugno 2019 a Cracovia, Polonia, il cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi ha proclamato la beatificazioe “equipollente” di Michal Giedrojc (1420-1485) vissuto nel felice secolo di Cracovia». Sempre all’ultimo posto, non aveva qualità fisiche, era claudicante, tanto da dover usare un bastone, e con una statura inferiore alla norma. All’apparenza niente attirava in lui, ma quello che gli mancava all’esterno, lo arricchiva all’interno. Possedeva un tesoro di grazia e un’intensa vita spirituale che lo portarono a raggiungere le vette dell’unione con Dio. E i fedeli cominciarono ad amarlo e a venerarlo “di fatto”. Ora è Beato a tutti gli effetti.

L’avvoltoio che inghiottì il diamante

L’esperienza della vita fa vedere molte persone mettono la loro ragione di vita nell’arricchirsi, e poi finiscono col non vivere bene insieme agli altri: si isolano, si chiudono e diventano sospettosi di tutto e di tutti. La nostra società consumistica e l’attaccamento ai beni materiali non ci aiutano a vivere in maniera vera: perché si finisce per vivere per le cose e non per l’umanità.

Sette beati martiri vescovi romeni

Il martirio dei sette vescovi rumeni Valeriu Traian Frentiu, Vasile Aftenie, Ioan Suciu, Tit Liviu Chinezu, Ioan Balan, Alexandru Rusu, e Iuliu Hossu che papa Francesco ha beatificato domenica 2 giugno a Blaj, durante il suo viaggio apostolico in Romania, si inserisce nel contesto della grande persecuzione scatenata dal regime comunista verso la chiesa greco-cattolica in Romania, nel tentativo di riportarla alla unione con quella ortodossa, già controllata dal regime. Questi vescovi furono gli eroi della indipendenza e autonomia della propria fede dal regime e della loro fedeltà al Papa di Roma.

I piccoli che vogliono costruire il futuro

Vaticano 8 giugno 2019 – “Un ponte d’oro in un mare di luce”. Ad accogliere i 400 ragazzi è stato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura, fondatore del Cortile dei Gentili che promuove assieme alle Ferrovie dello Stato il “Treno dei bambini”. «Il treno e la nave sono come ponti che uniscono sponde diverse… Questi bambini hanno scavalcato il disastro del ponte Morandi, hanno attraversato quel mar Mediterraneo che a volte è un sepolcro per tanti migranti», ha ricordato il Cardinale. Papa Francesco ha visto i loro disegni, ha letto le loro poesie per rispondere, come un “nonno”, alle tante domande dei suoi “nipoti”.

Pentecoste oggi, Pentecoste perenne

Pentecoste ieri e oggi, Pentecoste perenne. La prima Pentecoste cristiana è avvenuta nel Cenacolo, a Gerusalemme: lo Spirito Santo scese in maniera sensibile sulla Madonna e sugli Apostoli. Oggi lo Spirito Santo continua a scendere su coloro che lo invocano, soprattutto se riuniti in assemblea, come le numerose Veglie di preghiera che si celebrano in eventi particolari. Lo Spirito Santo illumina, dà forza e crea unità.

Due ragazze a piedi, pellegrine in Terra Santa

Guillemette e Camille nella messa a Notre Dame de Paris il 10 settembre 2018, il giorno della loro partenza – Lunghe giornate di cammino attraversando campi e strade – Sotto la neve in Bosnia – Serbia, von il “pope” alla vigilia di Natale. – Le montagne in Turchia: pausa tè a con una famiglia riunita per tagliare la legna – La moglie del capo-villaggio presta i suoi pigiami per la notte – Vicini a Gerusalemme – Vista di Gerusalemme… Esperienze nuove, esperienze di umanità. Quando tutto sembra vacillare per le continue storie di morte riportate dalla gran parte dei media, storie come questa riaprono l’orizzonte della vita. Dio c’è dappertutto e agisce attraverso tutti.

Quei dolci segnali di presenza

Quei dolci segnali di presenza… Non tutti li percepiscono. Accogliere il segnale può far bene, a patto di guardare cosa indica il segnale ed evitare il rischio di fermarsi di guardare il dito che indica la luna e non la luna stessa, secondo il noto proverbio. Iddio vuole salvezza e la felicità di tutti…. E tutto concorre al bene di coloro che amano Dio (San Paolo ai Romani 8,28).

Cherif Karamoko, calciatore venuto col barcone

Una storia di calcio e soprattutto di vita. Cherif Karamoko, 19 anni, ha esordito in Serie B l’11 maggio: Padova-Livorno 1-1. Nel gennaio 2017 aveva rischiato di annegare nel Mediterraneo: “Sono rimasto quattro ore appeso alla boa del barcone che si era aperto, mio fratello è morto”. Deve tutto a quel fratello: “Mi ha portato via dalla guerra della Guinea, dopo che avevano ucciso mio padre, un imam”. Il fratello gli ha pagato il viaggio di nove mesi per l’Italia: “Dedicherò a lui tutto quello che riuscirò a fare”. Intanto in questi due anni il ragazzo ha imparato un buonissimo italiano, si è preso la licenza media e ha frequentato con profitto un corso di informatica. Chissà quale carriera farà… ma certamente saprà imporsi nella vita anche senza approdare in serie A.