Fede e dintorni

CIÒ CHE VERAMENTE CONTA

Diceva l’imperatore Marco Aurelio: “Ognuno vale quanto le cose a cui da importanza”. – Occorre orientare la propria attenzione su quello che rende pienamente umani. – Gesù nel vangelo dice: «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?». – Gesù non ci promette le cose, ma ci promette noi stessi. Amarlo, seguirlo, prenderlo sul serio non farà di noi delle persone necessariamente vincenti secondo la logica del mondo, ma delle persone felici. E penso che felice sia meglio di vincente. “Non abbiamo paura della «vita nuova e piena» che Gesù ci offre.

Attualità

UN VERO SCIENZIATO SA CREDERE

Da sondaggi recenti sembra che la maggioranza degli scienziati crede in Dio. E non è una sorpresa. Il noto fisico Lucio Rossi, cattolico praticante e tra i responsabili del CERN di Ginevra. Dice: «Mi sono convinto che l’ipotesi che tutto sia nato per caso è molto più difficile da accettare che non ’esistenza di Dio. Al Cern siamo in molti credenti, e non solo cristiani». La testimonianza del dr. Louis Pasteur sembra insinuare con fiducia che un vero scienziato sa credere. Uno scienziato senza la fede e senza un’etica morale può rischiare di portare seri danni alla collettività: i campi di sterminio ce lo ricordano.

Fede e dintorni

QUARANTORE 2021 A TROPEA

Anche quest’anno Quarantore con la minaccia del virus. In queste condizioni viene spontanea una preghiera diretta a Gesù Eucaristia: “Signore Gesù, Salvatore del mondo rinchiuso in questo pezzo di pane, abbi pietà di noi e liberaci da ogni male. – Ti preghiamo di vincere il flagello di questo virus, di guarire gli infermi, di preservare i sani e di sostenere chi opera per la salute di tutti. Mostraci il tuo volto di misericordia e salvaci nel tuo grande amore. Amen”.

Attualità

TRASFIGURATI PER VIVERE COME IL FIGLIO

Oggi, seconda domenica di quaresima, è la domenica della Trasfigurazione. Il Cristo, vincitore delle tentazioni nel deserto, viene trasfigurato davanti ai discepoli e davanti a noi, che abbiamo deciso di seguirlo. – Nella gloriosa manifestazione del monte Tabor, il Padre ci assicura che colui che cammina verso la croce, è il suo amatissimo Figlio, e in lui è racchiusa tutta la promessa di gloria e di pace della Pasqua. – Rinfrancati dalla luce della Trasfigurazione noi possiamo riprendere il nostro cammino, certi che il Signore rimane accanto a noi – L’invito di ascoltare Gesù deve essere accolto, per restare saldi saldi nella fede nell’ora della prova, seguendo in tutto le sue orme, Così con Lui saremo trasfigurati nello splendore della luce del Padre.

Attualità

IMPARARE DAGLI EROI DEL BENE

Lacrime e applausi al termine dei funerali di Stato per l’ambasciatore e il carabiniere uccisi nell’agguato. Molta la commozione sui volti di tutti, mentre nel cuore scendevano le parole del cardinale De Donatis dette nell’omelia: “Strappati alla vita da una violenza stupida e feroce, che porterà altro dolore. Dal male viene solo altro male”. In questi giorni sentiamo l’angoscia di tre famiglie, quelle di Luca e Vittorio e quella del loro autista Mustafa Milambo, e dell’intera famiglia delle nazioni. Universale la riconoscenza di tutta l’Italia e della comunità internazionale. – Possiamo imparare molto da questi eroi del bene. Onorarli e imitarli quali costruttori di ponti, capaci di cogliere la positività di ogni persona e situazione in questo nostro mondo così complesso.

Fede e dintorni

PAPA VISITA SOPRAVVISSUTA DI AUSCHWITZ

I gesti di Papa Francesco non finiscono di sorprendere e rivelano la sua profonda umanità nel sentirsi e dirsi vicino a chi soffre o gioisce: una concreta messa in pratica di “Fratelli tutti”. – Nei giorni scorsi egli ha fatto visita ad Edith Bruck, sopravvissuta ad Auschwitz. Aveva letto la sua intervista, che raccontava dell’orrore vissuto da lei e dalla sua famiglia nel tempo della persecuzione nazista, e ne era rimasto molto colpito. Così ha chiesto di poterla incontrare e si è recato a farle visita nella sua abitazione. “Sono venuto qui da lei per ringraziarla della sua testimonianza e rendere omaggio al popolo martire della pazzia del populismo nazista e con sincerità le ripeto le parole che ho pronunciato dal cuore allo Yad Vashem e che ripeto davanti ad ogni persona che come lei ha sofferto tanto a causa di questo: «Perdono Signore, a nome dell’umanità».

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SORELLA MAGGIORE D’ITALIA DIVENTA BEATA

Armida Barelli (1882-1952) che fu tra i fondatori dell’Università Cattolica sarà proclamata beata. La venerabile Serva di Dio, del Terz’Ordine Secolare di San Francesco, cofondatrice dell’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo è considerata la “sorella maggiore” d’Italia per il suo senso di generatività ecclesiale e civile, avendo dato a generazioni di donne italiane il coraggio di prendere in mano la loro vita, di uscire dalle mura domestiche e di assumere ruoli da protagoniste nella vita ecclesiale e sociale.- La sua santità più che sugli altari, risplende nella storia del Paese e ancora oggi se ne raccolgono i frutti.

Fede e dintorni

TRASFORMARE LE CROCI IN AMORE

In questa lunga pandemia corriamo il rischio di abituarci alla sofferenza degli altri e non dargli più l’attenzione dovuta. Così la malattia diventa una una prova anche per chi è sano e assiste chi è malato, perché occorre donargli una speranza di rinnovata umanità. – Di fronte alla malattia la fede cristiana ci dice di non perderci d’animo, di mantenere viva e alta la speranza, di guardare a Gesù Crocifisso, che ha voluto soffrire come noi e per noi per dimostrarci il suo amore e donarci una gioia profonda, capace di dare senso anche alle nostre sofferenze. – Ciascuno di noi deve essere pronto a portare la propria croce quotidiana e aiutare l’altro a risorgere sulla sua sofferenza.

Fede e dintorni

PRIMA DISCEPOLO, POI MAESTRO

Sembra che quanto più i tempi diventano difficili, tanto più sorgono maestri ad insegnare. – “Triste è quel discepolo che non imita il suo maestro” (Leonardo), ben sapendo che “il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro” (Gesù). Ma ognuno di noi che vuole essere un buon maestro deve essere prima un buon discepolo. Avere fede non è solo dire che si crede in Cristo, ma mettere in gioco la propria vita nella sequela del suo Vangelo. E’ camminare con Lui e continuare a farlo sulle orme che ha lasciato.

Fede e dintorni

COVID PREGARE L’UNICO DIO

Mentre i processi ufficiali di riavvicinamento e di riconciliazione tra religioni diverse mostrano la loro lentezza a livelli alti, nonostante i grandi sforzi degli ultimi anni, fino alla “Fratelli tutti” di Papa Francesco, ecco che i gesti della vita vissuta superano tutti gli ostacoli e la pandemia del Covid fa sentire tutti “umani”, tutti fratelli, perché tutti figli di un Dio unico. E’ quanto testimonia la bella storia di un infermiere arabo-israeliano, Maher Ibrahim, che ha confortato un ebreo ortodosso di nome Shlomo, morente di Covid, recitando per lui lo Shemà Israel, la preghiera ebraica più sentita. – E la figlia dell’ebreo morto di Covidi ha detto: «E’ da episodi come questi che comincia la pace».

Fede e dintorni

LOTTARE CONTRO IL MALE

La Quaresima, iniziata con il Mercoledì delle Ceneri, invita i cristiani a stare insieme a Gesù nella lotta contro il Maligno. L’umanità è ferita dal peccato, ma il cristiano che vuole lottare contro il maligno si deve unire a Cristo per ottenere la vittoria. La vittoria sarà il frutto della grazia del nostro Battesimo che ci configura a Cristo che con la sua Croce ha redento il mondo. Un cammino di 40 giorni per sperimentare la grazia e la vittoria di Cristo.

Fede e dintorni

OCCORRE VEDERE COL CUORE

“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questo dobbiamo scoprirlo nelle cose quotidiane della vita. Ci ricorda innanzitutto l’importanza delle piccole cose, quelle a cui spesso non diamo molta importanza, ma che sono proprio queste quelle che ci lasciano i più grandi insegnamenti.- Quello che per molti è poco, per altri è tanto: per questo dobbiamo apprezzare le cose semplici come il buongiorno, un bacio o un gesto affettuoso. E tutti abbiamo bisogno di questi piccoli gesti: sono quelli che ci rendono speciali e danno sapore ai ricordi. Non permettiamo al dolore di farci odiare, né all’amarezza di farci dominare e tutto abbellirà un cuore triste.

Fede e dintorni

I MARTIRI COPTI SANTI DI TUTTI I CRISTIANI

15 febbraio 2015 – Difficile dimenticare la storia dei 21 egiziani uccisi in odio alla fede, soprattutto per il filmato di propaganda diffuso dall’Isis che li ritrae in ginocchio sulla riva di una spiaggia libica, mentre alle loro spalle 21 assassini vestiti di nero brandiscono il coltello: «il più grande caso di martirio cristiano del nostro tempo. Tre anni dopo ecco la chiesa dedicata a questi morti dichiarati martiri dal Papa copto Tawadros II. – Papa Francesco nel sesto anniversario, lo scorso 15 febbraio, ha dichiarato: “Sono i nostri Santi, Santi di tutti i cristiani, Santi di tutte le confessioni e tradizioni cristiane”.

Fede e dintorni

CAMMINO QUARESIMA 2021

“In questo tempo di conversione rinnoviamo la nostra fede, attingiamo l’“acqua viva” della speranza e riceviamo a cuore aperto l’amore di Dio che ci trasforma in fratelli e sorelle in Cristo”. – E’ un appello a vivere la Quaresima come percorso di conversione, di preghiera e di condivisione dei nostri beni. – In questo cammino quaresimale ci sostiene con la sua premurosa presenza Maria, Madre del Salvatore. Buona Quaresima!

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LE SACRE CENERI IN TEMPO DI CORONAVIRUS

Quest’anno il rito delle Ceneri è un po’ modificato, ma il significato resta lo stesso, anzi si carica carico delle tante sofferenze che l’umanità sta vivendo. – “Convertitevi e credete al Vangelo» ci verrà detto nel ricevere sul capo le sacre ceneri. Se c’è desiderio di sincera conversione, avremo il perdono dei nostri peccati. – – Inizia oggi il cammino quaresimale. Le opere penitenziali proposte da Gesù – digiuno, elemosina e preghiera – vanno prese sul serio. La vita cristiana esige l’autentico coinvolgimento di tutta la nostra persona: pensieri, desideri, corporeità, comunione e relazione con gli altri e con Dio.

Attualità

L’APOSTOLO DELLA SANTITÀ

Don Guglielmo Giaquinta (1914-1994), l’apostolo della santità, fondatore del Movimento Pro Sanctitate e vescovo di Tivoli vola verso gli altari – L’11 febbraio 2021 in Laterano, Roma, si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione.- Così L’«apostolo della santità» si appresta a diventare santo. – A Roma il suo ministero lo portò ad approfondire in modo particolare il tema teologico della riscoperta della chiamata universale alla santità come vocazione fondamentale dell’uomo, che sarà poi affermata dal Concilio Vaticano II. – Il Movimento Pro Sanctitate, da lui fondato nel 1947, è una realtà ecclesiale che vuole far conoscere, accogliere e vivere la chiamata di tutti alla santità. “Tutti santi, tutti fratelli”.

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PERSONE MOLESTE E FASTIDIOSE

Le persone moleste in genere sono quelle che inducono al male o richiamano al male. E queste le possiamo (dobbiamo) evitare. – Sopportare pazientemente le persone “moleste” (oggi diremmo meglio “fastidiose”) è un opera di misericordia che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo. Poniamoci una domanda: “Facciamo mai l’esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte, possiamo risultare molesti agli altri? Occorrerà allora metterci tanta pazienza e un po’ di amore, quello vero, perché l’amore è paziente, benigno, non si altera e porta gioia.

Fede e dintorni

LIBERATI DAL MALE DA GESÙ

Accogliere come Gesù, senza escludere nessuno. – Gesù guarisce un lebbroso: un gesto che indica come il regno di Dio abbia inizio con lui. Gesù spesso dà prove della sua misericordia di fronte alle sofferenze umane affermando che sono segni del potere ricevuto da Colui che lo ha mandato a liberare l’umanità da una schiavitù più profonda, da una lebbra più cronica, per liberarla dal peccato. – Santi e cristiani di buona volontà hanno seguito e seguono a fare come Gesù. Per noi è il momento di pregare: Signore, che hai toccato la mano del lebbroso e l’hai risanato, tocca anche i nostri cuori, liberali dall’egoismo e dall’indifferenza che ci spinge a chiudere gli occhi di fronte al male presente nel mondo.

Fede e dintorni

POLIZIOTTO, SERVO DI DIO, GIUSTO FRA LE NAZIONI

Celebrato a Roma e altrove l’anniversario di Giovanni Palatucci (1909-1945) il questore di Fiume che aiutò gli ebrei e morì a Dachau il 10 febbraio 1945. Un cristiano coerente fino al sacrificio di sé. Oggi è accolto come giusto fra le nazioni e come Servo di Dio. – Il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni, il commissario Giovanni Palatucci morì di stenti nel campo di concentramento di Dachau (Germania) in cui fu deportato per aver salvato molti cittadini ebrei dai rastrellamenti. Un esempio per le generazioni future: in quegli anni bui, decise di non voltarsi dall’altra parte e di sacrificare la propria vita per salvarne altre.