Fede e dintorni

IMPARARE A FIDARSI DI DIO

Imparare a fidarsi di Dio. Gesù lo ha chiesto a chiare lettere e i Santi lo hanno capito, vivendo e operando col cuore aperto alla divina Provvidenza, di cui San Giuseppe è visto e invocato come celeste Patrono. Perché? Egli ha vissuto la sua vita e la sua difficile missione fidando solo in Dio. – Perdere la fiducia in qualcuno è un bel dolore; perdere la fiducia in Dio può complicare la propria vita. Facciamo attenzione.

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CARDINALI, VITE DONATE ALLA CHIESA

Giorno 28 novembre nella Basilica di San Pietro alle 16,00 papa Francesco ha presieduto il Concistoro dove ha creato 13 nuovi cardinali per la Chiesa e per il mondo. Il Concistoro si è tenuto nell’Altare della Cattedra della Basilica vaticana. Ed è stato segnato da severe misure anti Covid. – Il Cardinale è chiamato ad offrire la sua vita per la fedeltà a Cristo e per il bene della Chiesa: il colore porpora richiama il sacrificio di sangue del cardinale quando è richiesto. – I nuovi cardinali presenti al Concistoro al termine della cerimonia si sono recati insieme a Papa Francesco a visitare Benedetto XVI: i cardinali sono stati presentati individualmente al Papa emerito che ha espresso la propria gioia per la visita e, dopo il canto del Salve Regina, ha impartito loro la benedizione».

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INIZIA L’AVVENTO 2020

Oggi inizia il nuovo anno liturgico, ciclo B, anno col vangelo di Marco e inizia con la prima domenica di Avvento, la quale presenta non la prima, ma l’ultima venuta di Cristo: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria”. – «Fate attenzione, vegliate» è l’invito di oggi. E significa tener viva in cuor nostro l’attesa della venuta nella gloria di Gesù; non perdere mai di vista quest’orizzonte di luce, questo traguardo di gloria, sapendo che in Gesù, e solo in lui, è la speranza dell’umanità. Questo ci evita di cadere nelle trappole dei falsi cristi e dei falsi profeti che sorgono e fanno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. Più che mai, ci affidiamo a Gesù che ci renderà saldi sino alla fine. – Oggi entra in uso il nuovo Messale in lingua italiana con la III edizione.

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RIPRENDERSI DALLE PROVE DELLA VITA

Riusciremo a riprenderci dopo che sarà passata questa pandemia? Forse sì e forse no. Dipenderà se cambieremo atteggiamento verso la vita, verso Dio e verso gli altri. Insomma occorre una conversione. E questa pandemia ce ne dà l’occasione. – Dio ama gli uomini, anche se questi sembrano ignorarlo. A volte essi dovranno impararlo dal dolore e dalla crudeltà dei vari avvenimenti che incontreranno nella vita: è doloroso, ma saranno salvi. – Diceva San Pio da Pietrelcina: “Dio sa mescolare il dolce con l’amaro e converte in premio eterno le pene transitorie della vita.”

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PREGARE NEL SILENZIO

Non è facile pregare se non si sa come pregare: si rischia di rimanere in silenzio. Ed è proprio il silenzio ad aiutarci a pregare. Non lasciamoci impressionare da chi prega con “tante parole”, magari restandone anche un po’ annoiati. Le anime dedite alla preghiera sono anime dedite a un gran silenzio. Non ci si mette facilmente alla presenza di Dio se non si fa pratica di un silenzio interiore ed esteriore. Il silenzio ci dona una visione nuova di ogni cosa. – Perciò abbiamo bisogno del silenzio per essere in grado di accostarci a Dio e alle anime degli altri. – Il modello della preghiera silenziosa rimane la Madonna che in silenzio serbava ogni cosa nel suo cuore. Il silenzio la portò vicina alla divina Volontà, cosicché ella non aveva bisogno di usare molte parole.

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LA SOLIDARIETÀ CHE NOBILITA NAPOLI

La solidarietà dei napoletani nelle difficoltà della vita ha sempre sorpreso l’opinione pubblica. Il “caffé sospeso al bar” è stata una invenzione solidale che si è sparsa in tutto il mondo: quanti poveri ne beneficiano. Ed ora con l’emergenza Covid, a Napoli sono venute su altre forme più impegnative di solidarietà: 1. Il paniere solidale; 2. il tampone solidale; 3. il tampone sospeso. – Sono forme di solidarietà che forse non risolvono i problemi di una città, ma che un aiuto immediato e concreto lo danno ai più bisognosi, rivelando lo spirito umanitario di una città troppo spesso messa alla berlina di una commiserazione moralistica. – E soprattutto il messaggio è chiaro, immediato, e formativo per i più giovani, anche quelli che sono allo sbando: “Quello che ho te lo do!”.

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LA VITA DONO DI AMORE

La pandemia del coronavirus, che stiamo vivendo, ci porti a stimare la vita come dono di amore. sì, la vita è un dono, è innanzitutto un atto d’amore che abbiamo ricevuto e che dobbiamo trasmettere e difendere. Essa è dono di Dio che ne è il Padre: “Padre della vita, noi crediamo in te!” Un Padre geloso che non gradisce assolutamente manipolazioni, menomazioni e mortificazioni contro di essa. Un peccato contro la vita, è un peccato contro Dio. – Rispettiamo la vita. Difendiamo la vita.

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Bella storia di solidarietà per coronavirus

Bella storia di solidarietà per coronavirus. Matteo i fa ricoverare con lo zio down, malato Covid: «Non volevo lasciarlo solo» – Le sorprese dell’amore non finiscono mai. Permesso concesso “in via eccezionale”. Ma tale da suscitare la nostra ammirazione la gioia per il lieto fine della storia culminata nella guarigione. “Ero ammalato e siete venuti a visitarmi” dice Gesù nel Vangelo. In questa storia c’è di più. E dove sovrabbonda l’amore, sovrabbonda anche la grazia del Signore.- “Venite, benedetti del Padre mio”.

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Cristo nostro Re

La solennità di Cristo Re, celebrata in questa ultima domenica del Tempo Ordinario, chiude il ciclo liturgico A. Domenica prossima con l’Avvento ripartirà il ciclo B. Il centro di tutto l’anno liturgico rimane Cristo, celebrato nel mistero del Natale, della Pasqua e poi della Chiesa che inizia il suo cammino a Pentecoste. La Madonna e i Santi fanno corona a Cristo, unico Mediatore e Salvatore, e rendono in maniera visibile che il mistero di Cristo si compie anche in noi.

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La conversione di Giuni Russo

La celebre cantante italiana Giuni Russo (1951-2004) incontrò l’esperienza cristiana attraverso le parole di Santa Teresa D’Avila. Diceva: «Non so che cosa voglia Teresa da me, però so che quella donna dice la verità. Ho trovato in Teresa la chiave per aprire le porte. Credo di aver capito che Teresa ci aiuta a conoscere Gesù». Giuni Russo convertita. Il mondo dello spettacolo stenta a crederci e si stringe nelle spalle, le rende sempre più difficile l’accesso alle competizioni canore, le case discografiche non gradiscono i suoi messaggi spirituali. Poi arriva il cancro, che vie con una forte drammaticità fino all’accettazione della malattia e all’offerta a Dio della sua vita. – La sue canzoni, dense di spiritualità, possono essere una buona terapia per quanti stanno cedendo alla depressione causata dalla pandemia del Covid-19 in corso.

Fede e dintorni

L’ospedale dei Santi

L’Ospedale degli Incurabili di Napoli, glorioso tesoro architettonico, è considerato l’unico ospedale al mondo in funzione da oltre 500 anni. Ha garantito sostegno, sollievo e speranza a chi veniva colpito da malattie gravi o difficili da curare, divenendo un complesso medico, punto di riferimento per il Sud Italia e l’Europa intera. – Nel corso della sua storia si sono alternati medici di professione e operatori di misericordia di varia provenienza al servizio dei malati. Ben 33 di essi sono diventati santi o beati, tra cui san Giuseppe Moscato, SAlfonso de Liguori, il Beato Gennaro Sarnelli, Santa Giovanna Antida. Per questo, è noto anche come Ospedale dei Santi. – Il prossimo 10 ottobre 2021 avverrà la beatificazione della venerabile Maria Lorenza Longo, fondatrice dell’ospedale Incurabili di Napoli e delle monache cappuccine sparse in tutto il mondo.

Fede e dintorni

Il coraggio di sperimentare

Nella parabola dei talenti, Gesù ha ammonito di non fare come il servo “malvagio e infingardo” che non ha fatto quanto doveva: mettere a frutto il talento ricevuto. Egli aveva una falsa immagine del padrone (di Dio) e il peggio era che non lo amava. La paura nei confronti del padrone l’ha paralizzato ed ha agito in modo maldestro, senza assumersi nessun rischio. Così ha sotterrato il suo talento. – Invece Dio si aspetta da noi una risposta gioiosa, un impegno che proviene dall’amore e dalla nostra prontezza ad assumere rischi e ad affrontare difficoltà. Bisogna avere il coraggio di sperimentare: gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio; ma l’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio e spirito nuovo.

Fede e dintorni

Scoraggiamento? Assolutamente no

– Questa lunga pandemia che stiamo vivendo, oltre alle vittime che si sta portando via, sta seminando un senso di sgomento e di scoraggiamento. – Per noi umani è molto facile scoraggiarci.Dopo aver tentato di resistere alle sventure e ai guai della vita, dopo essere caduti più volte nello stesso  peccato o in altro comportamento improprio, alziamo bandiera bianca e ci arrendiamo. – Ma non intenzione di Dio che ci scoraggiamo. Se Egli ci ha creati e chiamati, Egli è fedele e porterà a termine l’opera iniziata: alla felicità senza fine: occorrono però gli strumenti buoni: fede, speranza e carità.

Cultura e Società

Ricetta di ogni giorno: Prega e lavora!

Il clima di pandemia che stiamo vivendo non può costituire un alibi per non fare niente. Bisogna sempre e comunque dedicarsi al lavoro e non trascurare la preghiera. – “Ora et labora”, “Prega e lavora!” – Un po’ di questa sapienza farebbe ad evitare i dannosi stress quotidiani; se lasciamo da parte la preghiera, e ci dedichiamo solo all’azione, gireremo attorno a noi stessi, senza andare avanti e ciò che è peggio, caderemo nell’abisso”. – La preghiera unita al lavoro realizza miracoli: trasforma e feconda ogni opera che ci accingiamo a fare.

Fede e dintorni

Fedeltà a Dio e felicità eterna

“Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Bello sentirselo dire da Dio! – Ma Egli esigerà di sapere da noi come abbiamo usato il nostro tempo, cosa abbiamo fatto della nostra vita e dei talenti che abbiamo ricevuto, cioè delle nostre capacità. Il premio per il buon uso sarà la partecipazione alla gioia eterna del Signore. Beati noi se saremo capaci di far fruttare i doni ricevuti. – Oggi ricorre la 4a Giornata dei Poveri: “Tendi la tua mano al povero” (cfr Sir 7,32).

Fede e dintorni

Da schiava a grande testimone di carità cristiana

La straordinaria storia di Julia Greeley che da schiava divenne una grande testimone della carità cristiana sembra una bella favola: ma tutta vera.- Julia Greeley (1833-1918) era una donna schiava nera americana, in seguito liberata dalla legislatura del Missouri. Si convertì alla cattolicesimo e fu battezzata. Si aggregò al Terzo Ordine Francescano secolare e diffuse pace, gioia, amore in abbondanza. – Oggi è conosciuta come l’angelo della carità di Denver a causa del suo aiuto a innumerevoli famiglie in povertà. Alle famiglie povere bianche portava gli aiuti di notte, perché esse non avessero a vergognarsi di essere aiutata da una negra.

Fede e dintorni

Fare esperienza del silenzio

Il silenzio è desiderato da molti, temuto da non pochi e apprezzato dai saggi. – Le parole sono preziose, ma più prezioso è il silenzio. Più ne capiamo il significato del silenzio, più realizziamo questa verità. Quante volte durante il giorno capita di dire qualcosa che sarebbe stato meglio tacere! – Anche la preghiera deve a volte diventare silenziosa. Nel silenzio si ritrova una tranquilla comunione con Dio, anche senza parole. – «Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza».

Fede e dintorni

Un testimone della fede: Padre Ettore Cunial

Padre Ettore Cunial religioso giuseppino del Murialdo ucciso in Albania nel 2001. «Siamo convinti della sua santità» dice il vescovo di Tirana. – Una storia di fede, di disponibilità e di amore, sostenuto da un ardente spirito di servizio a Dio, alla Chiesa e ai fratelli. – Un martire dei nostri giorni, vittima di una violenza cieca e insensata, suscitata dal principe del male, il diavolo, che quando non riesce a fermare il bene che avanza nel nome del Signore, eccita la mente di persone già esaltate per compiere spedizioni omicide. Il diavolo durante un esorcismo diede a P. Ettore un appuntamento: «Ti aspetto a Tirana». – Il diavolo continua le sue stragi, Lo stiamo vedendo ancora all’opera di massacri attraverso l’ISIS (o Daesh) nella povera Africa, in Mozambico: 50 civili decapitati, donne e bambini rapiti dai villaggi, distruzione delle case. – Un ecclesiastico in Siria già da tempo definì il fenomeno: è il diavolo uscito fuori dall’inferno.