Fede e dintorni

UN PASTORE IRASCIBILE E SCONTROSO

Stare davanti al presepe, come stare nella grotta di Betlemme. – Dio ci vuole incontrare tutti e la grotta di Betlemme è il luogo privilegiato del nostro incontro con Lui, dell’incontro di Dio con l’uomo. – Qui l’uomo è invitato silenziosamente a lasciare cadere la cattiveria e l’indifferenza che gli riempie il cuore. – Il bambino adagiato sulla paglia è il Figlio dell’Altissimo, che non ha esitato di abbassarsi al punto da incontrare l’uomo; anzi a diventare egli stesso uomo. Ma ora è l’uomo che deve desiderare e impegnarsi ad essere e vivere come figlio di Dio.

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NATALE È SEMPRE NATALE

Anche quest’anno celebriamo il Natale. A molti può sembrare, ma è così. Natale è sempre Natale, il Natale del Figlio di Dio. «Egli viene e con Lui viene la gioia», scriveva don Primo Mazzolari. – Mai come oggi, seppur tra mille difficoltà e sofferenze, questo è il «tempo di credere». Anche quest’anno, infatti, celebriamo la Speranza che si è fatta carne in un’umile grotta di Betlemme e ha attraversato «i mondi». – La pandemia sembra aver sospeso ogni ambito della vita, ma il Salvatore continua a nascere per noi e in noi: Dio non ci lascia da soli». (cardinale Gualtiero Bassetti) – Anche noi anche noi vogliano restare accesi dal questo felice fuoco del natale, che rende l’anime contente in questa terra e beate nel cielo» (S. Alfonso de Liguori).

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AUGURARE UN NATALE VERO

Quali auguri dare in questo Natale segnato dalla pandemia? Molti stanno soffrendo per le restrizioni imposte per l’occasione. – – Ma se ci si pensa un po’, non è il virus che ci ha espropriato del Natale, ma il consumismo con il suo stile di vita. Si rischia di essere davvero ipocriti, se è lo stile del consumismo a guidarci. – Se il Natale deve esprimere un’aspirazione di bene e di pace per tutti, allora facciamoli gli auguri, ma con gli occhi lucidi di commozione e di solidarietà verso tutti coloro che la vita (e questa pandemia in particolare) costringe a camminare a piccoli passi, o che vengono addirittura risucchiati in vortici di tenebre e barbarie. – Questo Natale è l’occasione di pensare seriamente agli altri: portare loro un sorriso. L’augurio di Papa a tutti per Natale è quello di lasciarsi “stupire dal sorriso di Dio, che Gesù è venuto a portare”.

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IL PASTORE CHE GUARDA LONTANO

Tutti possiamo percepire che il presepe non si costruisce a caso, ma che ogni particolare ha il suo significato e ogni pastore scelto il suo messaggio da consegnare al visitatore. Quel pastore nel presepe che guarda il cielo richiama la vocazione di Abramo: “Esci dalla tua terra…” e diventa un appello a tutti di mettersi in viaggio dopo aver scrutato con meraviglia i disegni di Dio, dove il piccolo diventa immenso.

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SACERDOTE MORTO PER COVID NELLA LUCE DEL NATALE

In Messico è morto per Covid il «padre dei migranti», il gesuita Padre Pedro Pantoja. Una vita spesa accanto ai migranii per i quali nel 2004 il rifugio aveva fondato Belém di Saltillo. Convinto difensore dei diritti umani dei poveri, dei lavoratori, dei contadini e dei migranti centroamericani rifugiati in Messico, ha ricevuto premi e riconoscimenti nazionali e internazionali per il suo lavoro altruistico.- Le minacce dei narcos non lo intimidivano, perché la sua fede in Dio era grande. Aveva 76 anni.

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LA PREGHIERA, COMPAGNA DI VIAGGIO

Se è vero che il tuo prossimo comincia da chi ti sta più vicino, è vero anche che non si ferma ad essi. Il tuo prossimo sono tutti gli altri, e a tutti gli altri devi fare arrivare il tuo amore attraverso la preghiera, a volte scordandoti anche di te stesso. E così, pregando per loro, diventa facile anche amare i propri nemici. – E così, quando sentiamo di tanti infelici che soffrono a causa delle malattie o degli sconvolgimenti della natura, e sembra che noi non possiamo farci niente, ricordiamoci di pregare per loro. In qualche modo Dio ascolterà la nostra preghiera.

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IL CALABRESE MONS. BATTAGLIA ARCIVESCOVO DI NAPOLI

Monsignor Domenico Battaglia nominato nuovo arcivescovo di Napoli. Originario di Satriano in provincia di Catanzaro e ordinato sacerdote nel 1988, ha svolto il suo mistero sacerdotale e pastorale nella arcidiocesi di Catanzaro-Squillace interessandosi sempre to ai più deboli e agli emarginati tanto da essere chiamato “prete di strada”. Nel 2016 Papa Francesco lo nomina vescovo in Campania, nella diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti. Quest’ultima fu la diocesi di S. Alfonso, dove ancora oggi c’è il Monastero delle Monache Redentoriste. E con i Redentoristi Mons. Battaglia ha intrattenuto fraterni rapporti nella comunità di S. Andrea sullo Jonio a pochi chilometri da Satriano. Ora Papa Francesco lo ha scelto per Napoli, dove grande è l’attesa di una risposta pastorale rivolta ai più deboli. E Mons. Battaglia si impegna a proporre una Chiesa dove non si celebrano solo dei riti, ma la vita e le speranze delle donne e degli uomini del nostro tempo.

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INIZIATA LA NOVENA DI NATALE 2020

L’asino e il bue della capanna di Betlemme rappresentano quelle virtù particolari quali l’umiltà, la mansuetudine, la pazienza che ci rendono più umani e ci dispongono a vivere meglio il Natale. Nel presepe invece non troveranno posto i furbi, i violenti, i vanitosi. S. Alfonso, cantore del Natale (Tu scendi dalle stelle, Fermarono i cieli, Quanno nascette Ninno…) pregava cantando: “Vorrei stare accanto a Ninno bello, come ci sta il bue e l’asinello!”. – Contemplando lo spirito di povertà di umiltà e di semplicità presente nei presepi tradizionali saremo più pronti ad accogliere Gesù nel Natale.

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UNA SUORA PORTAVA IL PANE

Ci sono persone che nel silenzio si spendono molto per il prossimo. Questa è la “suorina Assunta”, così tutti la chiamavano dove viveva, nelle case popolari di Via Cittadini – Zoagli. Una lunga missione umanitaria in Burundi negli anni Ottanta, dove era rimasta per 17 anni e mezzo. Poi al ritorno a Quarto Oggiaro, in un modesto appartamento in via Zoagli, viveva da sola e svolgeva il suo servizio a fianco ai poveri. Per mantenersi all’inizio svolgeva mestieri umili, come la stiratrice e la collaboratrice familiare. – Era solita frequentare i mercati rionali per raccogliere gli avanzi e gli scarti alimentari da donare ai poveri. Recuperava qualsiasi cosa, dai pannolini alle uova al latte, da distribuire ai bisognosi del quartiere. “Ciao Suorina!”.

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NEL PRESEPE LE NOSTRE RADICI E IL NOSTRO FUTURO

L’albero e il presepe ci aiutano a contemplare il mistero della nascita di Gesù. Sono “simboli affascinanti del Natale. Possano portare nelle famiglie e nei luoghi di ritrovo un riflesso della luce e della tenerezza di Dio, per aiutare tutti a vivere la festa della nascita di Gesù. Contemplando il Dio Bambino che sprigiona luce nell’umiltà del presepe, possiamo diventare anche noi testimoni di umiltà, tenerezza e bontà” papa Francesco).

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SANTA LUCIA, IL BISOGNO DI LUCE

Anche se la leggenda degli occhi strappati è priva di fondamento, Santa Lucia è universalmente invocata come Protettrice degli occhi e della vista: ne sono testimoni le tante cliniche oftalmiche dedicate a lei, a partire da quella famosa di Barcellona, e la festa di “Santa Lucia” della Svezia che è un vero inno alla luce.

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LA DOMENICA DELLA GIOIA

Questa terza domenica di Avvento è all’insegna della gioia: «Rallegratevi, il Signore è vicino». La nascita del Salvatore Gesù apre alla speranza i poveri, gli esclusi, gli emarginati; non possiamo far la parte di coloro che rimangono indifferenti verso questi fratelli disagiati. Diffondiamo questa gioia: “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino” (Fil 4,4.5).

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LA CONFESSIONE IN TEMPO DI CORONAVIRUS

L’attuale tempo di pandemia, che stiamo vivendo, attraverso le restrizioni date dalle autorità ha ridotto sensibilmente la pratica della confessione. Ma diversi fedeli, memori del precetto della Chiesa “confessarsi e comunicarsi almeno una volta all’anno”, chiedono delucidazioni ai sacerdoti, ai vescovi… E puntuale è arrivata la lettera ai sacerdoti (ma che interessa anche a tutti noi) mandata dal cardinale Penitenziere Maggiore Mauro Piacenza in questo avvento che ci prepara ad accogliere Gesù che viene a salvarci. L’abbraccio con Lui, nel Natale, deve essere preparato con cuore puro attraverso il sacramento della Confessione. – In questo incontro i ministri della riconciliazione hanno un ruolo importante: essere disponibili, aperti e tramite perché anche ai cuori più induriti giunga la tenerezza e l’abbraccio consolatorio di Dio. Laddove è impossibile la confessione sacramentale, bisogna ricordare l’insegnamento della Chiesa: la persona che confessa a Dio il suo pentimento, accompagnato dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali. Alla Misericordia non ci sono ostacoli.

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L’ANNO DI SAN GIUSEPPE

Papa Francesco nel giorno dell’Immacolata, 8 dicembre, con una lettera apostolica ha indetto uno speciale anno (2020-8 dicembre-2021) dedicato a San Giuseppe come per dire che “il mondo ha bisogno di padri”. – Nella ricorrenza dei 150 anni della proclamazione a patrono della Chiesa. E così, fino all’8 dicembre 2021 sarà concessa l’indulgenza plenaria ai fedeli che pregano il Santo, sposo di Maria. – La paternità rinuncia alla tentazione di vivere la vita dei figli (a posto dei figli), ma assicura e completa la loro educazione e formazione perché imparino a camminare da soli sui sentieri della vita.

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NEL DOLORE DIO CI È VICINO

Padre Daniele Hechich, frate minore: la sua vita fu segnata dall’arteriosclerosi a placche, morì il 26 settembre 2009 nella Casa Sacro Cuore di Saccolongo, in provincia di Padova. Ma proprio nella sofferenza e nel dolore egli ha trovato la strada per la santità. Numerosi furono i fedeli e i devoti che accorrevano per una parola di conforto, una preghiera, una confessione. Ora ha preso il via la causa della sua beatificazione. Il Signore ha saputo valorizzare il suo dolore, rendendolo strumento della sua Misericordia. La sua esperienza di sofferenza è segno tangibile di Dio che è vicino a chi è nella sofferenza fisica o morale.

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DARE ANCHE LA VITA

Un crudele delitto quello commesso in una Casa di recupero di persone con problemi gravi. L’incendio appiccato non ha impedito ai carabinieri di ricostruire il fatto doloroso. Fratel Leonardo Grasso, 78 anni, fondatore della Casa-Comunità di recupero “Tenda di San Camillo” è morto tra le fiamme appiccate dolosamente per coprire il suo omicidio. Alla Casa-comunità fondata da lui, Fratel Leonardo ha dedicato la sua vita e il suo impegno di “camilliano” diventato tale in tarda età dopo la morte dei suoi genitori e aver lasciato la sua professione di agente di commercio. Una scelta di vita simile a quella dello stesso san Camillo, che dopo una vita scapestrata dedicò tutto se stesso ad aiutare gli altri.

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L’IMMACOLATA IN TEMPO DI CORONAVIRUS

La solennità dell’Immacolata oggi, 8 dicembre 2020, avviene nei limiti imposti dalle autorità civili e religiose per la ripresa del coronavirus. Lo stesso Papa Francesco ha notificato per tempo che non sarà presente all’annuale celebrazione in piazza di Spagna in onore dell’Immacolata per evitare possibili assembramenti: ma farà un atto di devozione personale. – Il contagio del virus Covid-19, oltre a farci soffrire, è in grado di illuminarci sul mistero della Immacolata: ella è stata completamente libera dal “virus del peccato originale”, perciò è la tutta bella”, la “tutta santa”. – Noi cristiani, guardando all’Immacolata, sentiamo che il compimento della nostra vita sta nel riconoscerci benedetti da Dio, da lui scelti per essere santi e immacolati alla sua presenza. – Il serpente tentatore ci lascia soli davanti a noi stessi e al nostro fallimento. Maria ci fa stare davanti a Dio. Lì c’è tutta la nostra gioia.

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IL MIGLIOR INSEGNANTE DEL MONDO

Una bella storia di condivisione che dimostra come tante volte gli ultimi offrono più dei primi! – Al “Global Teacher Prize” come miglior professore è risultato vincitore del 2020  Ranjitsinh Disale, un indiano di 32 anni: un milione di dollari. Egli ha donato la metà del premio vinto agli altri 9 finalisti, tra cui un italiano. Sembra una favola, invece è la realtà, e questo gesto rafforza la sua vocazione di insegnare, perché se è vero che si insegna con la parola, con l’esempio si insegna di più. La fede religiosa qui non c’entra, ma la fede nell’umanità sì.