Un buon pastore tra i suoi fedeli più poveri

L’ultima visita pastorale di Mons. Román ha fatto pensare alcuni alla sua morte: la foto che lo ritraeva sdraiato a riposare per il lungo cammino ha fatto pensare ad un malore durante il lungo cammino fatto la settimana scorsa alle comunità di Blei e Telire. Egli ha fatto il viaggio insieme a un gruppo di collaboratori per portare cibo agli indiani, a celebrare la messa e a battezzare alcuni bambini. Una missione iniziata lunedì 20 aprile e terminata venerdì 26 aprile. Il suo diario di questi giorni ha commosso fedeli di ogni parte del mondo, ormai assediati da pubblicazioni su preti e vescovi corrotti e pedofili. “Dio vi benedica per tutto il supporto che ci avete dato. Pregate per noi e non smettete di sentirvi parte di questo lavoro di evangelizzazione”, ha detto il vescovo, salutando i suoi fedeli sparsi tra le montagne belle e selvagge del Costa Rica.

Il mese della Madonna

Dappertutto, nel mondo cattolico, il mese di maggio viene vissuto con una intensa devozione alla Madonna, per antica tradizione. Semplici fedeli, sapienti teologi e santi di ogni estrazione sociale hanno manifestato il loro amore alla Madonna in questo mese speciale, non solo per i fiori e la luce solare, ma anche per l’afflato spirituale che l’accompagna. Ad Jesum per Mariam = Si va a Gesù attraverso Maria!

Martiri della dittatura

Il Vangelo è stato il filo rosso che ha cucito insieme le vite diMons. Enrique Angelelli, vescovo, dei Padri Carlos de Dios Murias e Gabriel Longueville, sacerdoti religiosi, e Wenceslao Pedernera, laico e padre di famiglia. Anche le loro morti, avvenute per mano della dittatura militare – che oppresse il Paese dal 1976 al 1983 – in odio alla fede. sono unite tra loro dal Vangelo che hanno testimoniato.  – Martiri, ha stabilito il decreto di papa Francesco promulgato lo scorso 8 giugno 2019.

Fiducia in Dio, ma come?

“Abbi fiducia in Dio!” Facile a dirsi, difficile a metterlo in pratica. Viviamo in un mondo in cui la fiducia rimane spesso una bella parola. La fiducia in Dio è il punto dal quale ogni giorno dobbiamo cominciare: “Confida nel Signore con tutto il cuore e non affidarti alla tua intelligenza” (Proverbi 3,5). – La maggior parte di noi ha affrontato nella vita delusioni che ci hanno indotto a contare solo su noi stessi. Ma per vivere la vita che Dio ci propone, dobbiamo imparare a riposare nella saggezza di Dio. In tutte le situazioni della vita dobbiamo restare tranquilli, fare la nostra parte e fidarci di Lui.

Affidarsi alla Divina Misericordia

Oggi è la Domenica della Divina Misericordia, istituita da san Giovanni Paolo II (1920-2005), che si è ispirato alla spiritualità di Suor Maria Faustina Kovalska (1905-1938). I tanti fatti luttuosi di morte violenta e di persecuzione contro i cristiani, come quelli in Sri Lanka, ci fanno gridare: “Misericordia, Signore! Donaci la tua pace e il tuo amore. – “La misericordia di Dio sarà sempre più grande di ogni peccato” (Papa Francesco).

Il mio servizio di frate ferroviere

Torino, stazione di Porta Nuova, c’è un Padre francescano, Pier Giuseppe Pesce, che da alcuni anni svolge un particolare apostolato, quello ferroviario: «Il mio servizio di frate ferroviere… Il Vangelo tra i binari». Questo suo apostolato nasce anche dal fatto che da molti anni padre Pesce è il vice-postulatore della causa di beatificazione di Paolo Pio Perazzo, “il ferroviere santo” e terziario francescano, che fu anche sindacalista, con una storia simile a molti santi sociali torinesi. “Credo che il suo esempio di uomo di fede e carità mi aiuti nel cercare di evangelizzare il “popolo dei binari” e di essere come lui amico di tutti, in particolare dei poveri”.

Il troppo zelo può guastare?

Ogni giorno del nostro cammino di vita facciamo esperienze diverse e incontri diversi, che ci possono arricchire o mettere in guardia. Santoni, guaritori, profeti, integralisti e radicalizzati improvvisati non mancano alla varia tipologia di personaggi che affiancano il nostro cammino spirituale. – E’ Cristo il nostro Maestro: “Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono” (Gv 13,13). – Soprattutto stare attenti di vuole farci terra bruciata col nostro passato, che invece ha bisogno di redenzione e non di fuoco inceneritore. – Signore, liberaci dagli zelanti interventisti, pronti a sradicare il nostro passato e le nostre tradizioni.

Chico Mendes e la strategia dell’abbraccio

La storia di Chico Mendes cominciò all’alba della sua attività in difesa dei seringueiros, i “raccoglitori di gomma” di caucciù. Gente che viveva nella foresta da oltre cent’anni, una vita di sussistenza serena garantita dalla raccolta di lattice, di noci brasiliane e altre attività pienamente sostenibili. Egli seppe unire contadini, indios, sindacalisti, preti e politici attorno a un’idea rivoluzionaria di foresta: un luogo senza padroni, in cui alberi e uomini possano vivere e crescere insieme, gli uni custodi degli altri. Salvare la foresta dell’Amazzonia è salvare il futuro di tutta la terra. – La Chiesa, già da tempo in cammino, sollecitata da Papa Francesco, quest’anno celebrerà un particolare Sinodo sull’Amazzonia dal 6 al 27 ottobre 2019.

Un nonno diventato prete

Giuseppe Mangano, 71 anni, nel settembre scorso è diventato sacerdote a Bologna una volta rimasto vedovo. Sposato, padre di un figlio, Francesco, è stato accanto alla moglie nella lunga malattia. – «Adesso vivo una nuova paternità… Per me essere diventato prete, alla bella età di 71 anni, è stata ed è una grandissima gioia… Sono contento che molti fedeli mi dicano: “Ti sentiamo più vicino come prete, perché hai vissuto anche l’esperienza del matrimonio, come noi”.

L’uomo che seppellisce i migranti

E’ un pescatore tunisino,Chamseddine Marzoug, l’uomo che seppellisce i migranti. Da dieci anni salva, raccoglie e dà dignità ai corpi rilasciati dal mare. «Un giorno ho recuperato un bimbo con una donna. Li ho sepolti vicini, come fossero madre e figlio». – Egli dice di sé: «Sono un cittadino, un volontario e un militante contro il razzismo. Con i vivi e soprattutto con i morti, che sotterro… Dobbiamo dar loro una sepoltura dignitosa».

Domenica di Pasqua, giorno di Risurrezione

Risorgere dopo la morte: è una esperienza che facciamo continuamente. Ci rialziamo dopo che siamo stati abbattuti e quando non si può ricostruire come prima, l’amore crea forme nuove. La cattedrale di Notre Dame di Parigi diventa il simbolo e l’impegno della Pasqua di quest’anno, impegno che si deve estendere alla ricostruzione di tutti i guasti che l’uomo procura alla sua dignità e alla bellezza della natura.

Sabato santo, il dolore, il silenzio, la luce

Sabato santo – Il Venerdì ha consegnato Cristo morto, posto nel sepolcro. Il giorno dopo, Sabato, è il grande giorno di festa della pasqua degli Ebrei. Nella nostra liturgia, sin dagli inizi, tutto è silenzio nell’attesa della della Resurrezione di Gesù, la nuova Pasqua. – Grande è il silenzio liturgico, ma parlano i tanti riti tradizionali legati al sabato santo e che vedono protagonista la Madonna Addolorata (o desolata) che piange il suo Figlio Gesù. Tutto ormai è proiettato verso la Risurrezione.

Venerdì santo, croce e morte per la vita

La Via Crucis nella storia… La Via Crucis nella nostra vita… Via Crucis di sempre! – Ognuno ha modo di specchiarsi dentro e vivere la giusta via! – La croce ci ricorda come si ama, e a chi dobbiamo guardare per amare senza stancarci. La morte di Cristo sulla croce rivela il mistero duna vita nuova, liberante, redentrice. Perciò il venerdì santo diventa il giorno della speranza di una vita nuova.

Giovedì santo, amare fino alla fine

Nella Messa del giovedì santo, a sera, si rivive l’istituzione dell’Eucaristia e, dopo il Vangelo, si compie il gesto della lavanda dei piedi, come aveva fatto Gesù agli apostoli. Un rito che da sempre colpisce i fedeli: è il segno di Gesù che amò i suoi discepoli sino alla fine. Ma per tutti noi diventa un vero esame di coscienza: essere una Chiesa che serve l’umanità ferita. Papa Francesco ce ne dà continuamente testimonianza.

Riaperta la Scala santa a Roma

La Scala santa di Roma, in piazza San Giovanni in Laterano, è stata riaperta dopo 15 mesi di restauro. Impressionano quei gradini scavati dalla devozione dei fedeli che da secoli la salgono in ginocchio, sentendosi uniti a Cristo che in catene, a Gerusalemme, la salì per essere giudicato e condannato. Sono 28 i gradini della Scala e sono stati liberati temporaneamente delle coperture in legno del 1723. Potranno essere saliti in ginocchio fino al 9 giugno, solennità di Pentecoste: sessanta giorni in tutto. L’imperatrice sant’Elena, madre di Costantino, fece trasportare la scala intera da Gerusalemme, palazzo di Pilato, a Roma nel 326.

Nel carcere di Velletri aspettando il Papa

Dice don Franco Diamante, cappellano nella Casa circondariale di Velletri per la visita del papa: “Sono convinto che la visita di Papa Francesco porterà gioia tra i nostri carcerati perché sarà una medicina contro l’emarginazione che vivono, sarà un travaso di fede, misericordia e carità”. – Il Pontefice si recherà nel carcere il prossimo 18 aprile, Giovedì Santo, in occasione della Messa in Coena Domini e laverà i piedi ad alcuni detenuti, come è avvenuto già altrove.

Giorni santi da vivere cristianamente

I giorni di lunedì, martedì e mercoledì santo appartengono anch’essi alla Settimana Santa. Questi tre giorni ci danno l’opportunità di preparare il nostro spirito a vivere la Passione, la Morte e la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo con vera fede e raccoglimento, atteggiamenti da non sottovalutare.

Vivere cristianamente la Settimana Santa

Domenica delle Palme e Domenica della Passione – Oggi l’entrata messianica di Gesù in Gerusalemme: in ricordo del suo trionfo si benedicono le palme e si legge anche il racconto della sua passione e della sua morte. – Dinanzi agli sconvolgimenti e crudeltà che si abbattono principalmente sui poveri e più deboli, imploriamo con tutto il cuore: “Signore Gesù, salva il nostro mondo, sconvolto da guerre e violenze!” – La Settimana Santa ci fa rivivere gli eventi della passione, morte e risurrezione di Cristo. Ma occorre entrarvi con amore, per potere partecipare in profondità.

Come Gesù, in ginocchio ai piedi dei fratelli

Papa Francesco ha baciato i piedi ai leader del Sud Sudan al termine del ritiro spirituale organizzato in Vaticano per favorire il dialogo e risolvere una guerra civile che va avanti dal 2013 e che ha provocato nel paese africano circa 400mila morti. Un gesto pasquale, destinato a portare frutti di risurrezione dopo i giorni della sofferenza.