La conversione di un Buon Ladrone di oggi

Questa è la storia di Tim Guénard, uomo redento, novello Jean Valjean de “I Miserabili”, ora “ladro” di sguardi e d’amore, il cui culmine è il perdono. «Grazie al Big Boss (=Dio), ho potuto perdonare mio padre, ma il primo che ho perdonato sono stato me stesso. La mia memoria mi impediva di esistere. Perdonare non è dimenticare, ma saper convivere con il tuo passato». E ora lo dice a tutto il mondo, con gioia.

Un diamante come ferma-porta

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano Storie belle… per vivere meglio Un diamante come ferma-porta. La Bibbia rimane sempre il “best-seller” mondiale, nelle sue varie edizioni, traduzioni, versioni, parafrasi e frasi… Ma, nonostante tutto, continua a rimanere uno dei libri meno conosciuti, del quale spesso ne viene fatto addirittura un cattivo uso. E perciò […]

La Chiesa che vuole risorgere

La Chiesa, pur con tutte le sue gravi mancanze, in questi giorni del summit vaticano che ha trattato gli abusi sui minori, si è lasciata interrogare con coraggio, affrontando e accettando con fede la umiliazione che è venuta dalle storie dolorose di chi ha subito atroci ferite e dal colpevole silenzio di molti che sapevano e hanno taciuto. Piaghe mostruose che hanno prodotto un senso di morte. La Chiesa ha provato la morte di tanta umiliazione, ma ora vuole risorgere guardando a Colui che queste piaghe – insieme a tutti i peccati dell’umanità – le ha prese su di sé.

Misericordia sì e tolleranza zero

Gesù ha predicato il vangelo dell’amore e della misericordia, amore anche verso i nemici e misericordia sempre possibile. L’amore è gratuito e senza frontiere, come Dio che ci ha amati in Cristo senza alcun nostro merito. – Ma Gesù ha avuto anche parole dure: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare… Guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!» (Mt 18,6-7). – Il male verso i piccoli non può essere tollerato; gli abusi sui piccoli e gli indifesi vanno puniti ed estirpati. La misericordia ci sarà per chi si pente e chiede perdono.

Il gesto che convertì un uomo

Tutti sentiamo il bisogno di gentilezza; di atti gratuiti, di sguardi più attenti, di parole dal suono e significato sorridente e inclusivo. Il nostro è un tempo difficile attraversato sempre più spesso da asprezze e distanze, da rappresentazioni degli altri connotate dalla diffidenza e dalla chiusura. Un gesto buono fa sempre bene! – Gesù dice: «Convertitevi e credete nel Vangelo». – La Chiesa invita: «Confessa i tuoi peccati almeno una volta all’anno». La confessione fa sempre bene.

Kuba, calciatore con il cielo oltre la rete

La storia del calciatore polacco Kuba va ben oltre il calcio, rischiara l’umanità con la sua incredibile testimonianza e diventa punto di riferimento per tanti che hanno vissuto drammi nella loro vita. A dieci anni vide suo padre uccidere la mamma, ma con l’aiuto della nonna materna Felicja, donna di fede, e dello zio appassionato di calcio, costruisce non solo una splendida carriera, ma anche una vita vera, pena di umanità. Jakub Blaszczykowski (detto Kuba), 33 anni e primato per numero di presenze con la maglia della nazionale polacca. Una storia assolutamente da conoscere e da trasmettere.

Quando fare il bene sembra inutile

Vale sempre la pena di fare il bene! Per cambiare il mondo basta che qualcuno, anche piccolo, abbia il coraggio di incominciare. Ognuno di noi individualmente non può salvare il mondo. Ma insieme si può fare tanto e l’importante è fare la nostra parte, perché così almeno non dovremo rendere conto a Dio delle nostre omissioni. I buoni esempi non mancano: quanti santi pionieri del bene. Oggi i volontari in azione sul fronte del bene salvano la nostra umanità. E Gesù ci dice: «Ogni volta che avete fatto il bene a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

È sempre tempo di santi, beati e venerabili

Il giardino della Chiesa è sempre in fiore. Lo scorso 13 febbraio Papa Francesco ha emesso alcuni decreti per consegnare alla umanità due nuovi santi, un nuovo beato e cinque nuovi venerabili. Nel loro tempo hanno illuminato e riscaldato una umanità ferita, ed ora accendono nuove speranze per i cristiani di oggi.

Un papà si traveste da pagliaccio

In quante famiglie i genitori non riescono a comunicare con i propri figli… Che sofferenza per tutti. – L’augurio e l’impegno è che nelle nostre case i genitori non debbano inventare “travestimenti” per parlare e dialogare con i propri figli. Se ci sono state delle colpe, almeno da ora in poi non ci dovranno essere più e i figli accolgano bene i genitori. Inoltre che nella famiglia ognuno abbia spazio per aprirsi e dialogare.

È sempre tempo di misericordia

Le opere di misericordia ci vengono presentate dal Vangelo di Gesù, il quale ha detto: “Ogni volta che avrete fatto una di queste opere al più piccolo dei fratelli, l’avrete fatta a me!” – L’amore misericordioso è la caratteristica eterna di Dio. Egli ama le sue creature e le vuole felici. Ma tante volte sono le sue creature a non credere al suo amore. – “Noi abbiamo bisogno della Misericordia di Dio, e abbiamo bisogno anche della nostra misericordia: di tenderci la mano, di accarezzarci, di prenderci cura l’uno dell’altro e di non fare tante guerre… È sempre tempo di “misericordiare”, dice Papa Francesco. “La misericordia non dice mai “Basta!”, ci ricorda San Vincenzo dei Paoli.

Beati e felici con Dio

L’uomo è stato creato da Dio per la vera e piena felicità nella condivisione dell’Amore che è Dio stesso e pertanto esige un appropriato stile di vita. Le Beatitudini sono appunto la proclamazione della possibilità di realizzare il Regno di Dio tra gli uomini. Perciò diventano anche impegni di vita e danno particolare rilievo alla dimensione sociale, privilegiando i poveri, che sono invitati alla speranza, mentre i ricchi sono invitati alla conversione. A chi si converte, sarà lo stesso Dio a comunicare ogni beatitudine.

Una vita spesa per i poveri

Annalena Tonelli, laica, missionaria cristiana di Forlì, visse per oltre trent’anni fra i somali nel Nord-Est del Kenya e in Somalia. Morì in un attentato a Borama, con un colpo di arma da fuoco alla testa, il 5 Ottobre 2003. Una vita spesa per i poveri. La sua straordinaria esperienza è pubblicata in un volume di lettere “Lettere dal Somaliland”. «Scelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati che ero una bambina e così sono stata e confido di continuare a essere fino alla fine della mia vita. Volevo seguire solo Gesù Cristo. Null’altro mi interessava così fortemente: Lui e i poveri in Lui». Una donna coraggiosa, sola, una cristiana che ha anticipato le posizioni di Papa Francesco su una Chiesa in uscita verso i poveri.

Ha fatto 88 anni la Radio vaticana

Il 12 febbraio 1931 Per la prima volta nella storia un Pontefice, Pio XI, diffuse il suo messaggio nell’etere, raggiungendo contemporaneamente milioni e milioni di anime. Guglielmo Marconi che preparò la stazione radio vaticana aveva detto al Papa: «Degnatevi, Santo Padre, di voler far sentire la vostra augusta parola al mondo». L’impressione destata ovunque nell’ascoltare in diretta il Papa non poteva essere più imponente. Per quanto fosse in tutti una grande aspettativa, ben si può dire ch’essa è stata superata dalla realtà in modo meraviglioso. A Praga, un medico sordo, dott. Svatk, ha ascoltato la parola radio-diffusa del Papa attraverso un processo che gli permise di udire per mezzo dei denti: “Anche i sordi l’hanno udito!”.

Ricchezza, successo o amore?

Oggi tutti abbiamo bisogno più che mai di ripeterci le semplici, essenziali e celebri parole di Santa Teresa d’Avila, una donna decisamente contro corrente. Quante persone corrono dietro al successo o alla ricchezza, ma non riescono a trovarli, perché non hanno amore. Ma colui che ama ha tutto, perché ha Dio, e “Dio è amore” (Gv 4,8).

Il fascino della clausura

“Qui a Norcia, dopo i terremoti del 2016, la gente sperimenta la lentezza burocratica, unita alle tante promesse deluse. C’è la tentazione di dire: ‘andiamo a vivere altrove’.- Invece il ritorno delle monache benedettine ci dice che è possibile gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui a ricostruire il tessuto sociale. La loro presenza di preghiera, di testimonianza di vita consacrata è una benedizione e una ricchezza per Norcia” e per tutti un possibile e provvidenziale incontro per farci ritornare alle priorità della vita. C’è tanta bellezza che ci circonda e scoprire la meraviglia di esserci e di partecipare” (arcivescovo Boccardo nell’omelia).

Se le corde del violino si rompono

La storia delle corde del violino di Paganini ci lascia una importante lezione: non importa quali limitazioni abbiamo o i problemi che si verificano lungo la strada. L’importante è scoprire le possibilità che abbiamo e di esplorarle, guardando i lati positivi della realtà e non solo le sue ombre. – Dio non ci consente mai di entrare in un “vicolo cieco” e ci sarà sempre un raggio di luce che illumina la fine del tunnel.

La preghiera per le vittime della tratta

Lo scorso 8 febbraio è stata la memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita. Da bambina venne rapita dai mercanti di schiavi, liberata diventò suora e, dopo la canonizzazione avvenuta nel 2000, è diventata simbolo del riscatto per quanti sono vittime della tratta. – E’ stata anche la giornata di preghiera e di riflessione perché contro la tratta si intraprendano azioni concrete e coraggiose. «Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine vergognoso e intollerabile» ha detto con decisione papa Francesco.

I malati, il medico, la guarigione

Solo riconoscendo il suo peccato l’uomo conosce la sua vera malattia e chiedere a Dio la guarigione o redenzione. Anche l’ammalato, solo rivelando sinceramente il suo male può sperare di essere guarito dal medico. Il nostro medico-redentore è Cristo che ha guarito l’umanità prendendo su di sé i peccati degli uomini, in maniera del tutto gratuita. Ed ora chiede che gratuitamente si comunichi la salvezza ricevuta. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Santa Teresa di Calcutta rimane per tutti un modello sempre vivo di riferimento.

Non sono solo canzonette – Sanremo 2019

Quest’anno è stata la canzone di Simone Cristicchi a svegliare il cuore di fronte al miracolo della vita con una canzone con testo di una “bellezza disarmante” in cui l’autore ripete una parola doc “Credo”… Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere. Vincerà il festival? Chissà, intanto la canzone ha portato un chiaro messaggio di vita in un mondo che sembra preferire più una cultura di morte. Si allunga la lista della conversione di alcuni musicisti, la cui vita ha avuto una svolta quando hanno incontrato la fede.

Il maestro e il discepolo

“Triste è quel discepolo che non imita il suo maestro” (Leonardo), ben sapendo che “il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro” (Gesù). Ma ognuno di noi che vuole essere un buon maestro deve essere prima un buon discepolo. Avere fede non è solo dire che si crede in Cristo, ma mettere in gioco la propria vita nella sequela del suo Vangelo.