Un Beato per vivere al meglio una estate difficile

La pandemia del Covid-19 ha segnato tutta la società con la sua carica di morte e di sofferenze. Ma in questo buio sono brillate tante stelle di prossimità a chi stava soffrendo. Insieme a uomini e donne di ogni età, molti giovani si sono distinti per la loro pronta generosità, per la loro carità creativa, per la loro fede forte. E nel beato Pier Giorgio Frassati hanno trovato un modello straordinario, da cui attingere ispirazione e forza. Vivere l’ordinario di ogni giorno quale via che il Signore offre per trasformarlo in straordinario grazie, alla fede e al suo amore.

Bimbo abbandonato in Libia, ritrova la mamma in Italia

La storia di Juniò, bambino di 7 anni, ivoriano: era stato lasciato a terra dalla madre che con la gemellina aveva tentato la traversata del Mediterraneo. Settimane dopo, il piccolo è stato rintracciato sulla Sea Watch, la nave che va in cerca di migranti da salvare. Così, abbandonato in Libia, recuperato dalla nave umanitaria, ritrova la mamma in Italia: qui l’abbraccio che ha commosso il mondo. Juniò è salvo, la sua famiglia è tornata insieme. Ma per centinaia di Juniò, in Libia le storie non hanno alcun finale.

Maria Antonia Samà, nuova beata calabrese.

Sarà proclamata Beata una laica calabrese Maria Antonia Samà (1875-1953). Una vita offerta a Dio e agli altri: ha vissuto per oltre 60 anni immobilizzata a letto da una paralisi, invitando tutti ad avere fiducia in Dio in ogni situazione. Nel 1915 emette i voti privati di speciale consacrazione a Dio, coprendosi il capo con il velo nero. La gente del paese (S. Andrea Jonio) la chiama “la monachella di San Bruno”. Una vita di sofferenze offerte a Dio per la salvezza delle anime. I Missionari Redentoristi di S. Andrea Jonio l’hanno accompagnata spiritualmente nel cammino della sofferenza.

Il seme, il terreno, la missione

L’efficacia della Parola è garantita da Dio. Ma a noi è richiesto di essere terreno buono che accoglie con docilità il seme. – La parola di Dio dove tocca feconda; ce lo assicura il Signore per bocca del profeta Isaia. Il cristiano lo sa, e crede. La Parola è sempre efficace, ma è misteriosa nel suo agire; segue vie che non sono le nostre. – La Parola, l’annunzio del Regno, non deve mancare a nessuno. Perciò il seminatore – Dio e la sua Chiesa – semina dovunque e a piene mani, con fiducia. – E a nostra volta, noi stessi siamo chiamati a diventare missione verso gli altri: seminiamo il seme della Parola e la irroriamo con l’acqua dei sacramenti e della preghiera. E’ il Signore che farà crescere: perciò bisogna pregarlo perché faccia crescere tutto secondo la sua volontà.

Il diavolo e la sua famiglia

Sembra che il diavolo trovi sempre più compagnia tra gli uomini. Nel nostro vivere quotidiano facciamo tutti esperienza dell’azione del Maligno: diversi sono i suoi nomi, ma unico è il personaggio: è il tentatore, che vuole allontanare l’uomo dal suo vero bene; è Satana che si intromette per fare inciampare l’uomo; è il diavolo, che divide l’uomo dal suo Dio; è l’omicida fin dal principio e padre della menzogna, perché uccide il bello nel cuore dell’uomo.

La lettera di papa Benedetto ai funerali del fratello Georg

Ratisbona, Germania. Martedì 8 luglio 2020, nel duomo si sono celebrati i funerali di Georg Ratzinger, fratello del papa emerito Benedetto XVI, che ha seguito la funzione in streaming (in Vaticano); ha mandato una lettera che è stata letta al termine della celebrazione: «Dio ti ricompensi per tutto quello che hai fatto, hai sofferto e mi hai donato… Il buon Dio che ci aveva donato la possibilità di stare stare insieme in questo mondo, regna anche nell’altro e ci regalerà un nuovo modo di stare insieme».

Il vuoto che lascia la mancanza del prete

Ormai tante parrocchie vivono la loro fede e la pratica che essa comporta senza la presenza fissa del sacerdote. Nuove configurazioni ecclesiali cercano di venire incontro alle situazioni in cui è difficile assicurare la presenza del sacerdote in loco. – La presenza del sacerdote nelle nostre comunità riveste ancora una importanza nelle relazioni umane. Già parecchi anni fa una celebre canzone di Celentano lamentava: “…neanche un prete per chiacchierar!”.

Un missionario italiano fra gli Uroni

Gli italiani hanno lasciato spesso tracce del loro passaggio attraverso le pieghe della grande storia del mondo. – Una l’ha sicuramente lasciata Francesco Giuseppe Bressani (Roma 1612 – Firenze 1672). – Entrato nella Compagnia di Gesù, desiderò fortemente partire per le missioni lontane. Quasi tutti i gesuiti avevano il sacro fuoco della missione e anche Bressani non sfuggì a tale richiamo. Volle partire subito per le missioni in Canada e nemmeno le torture fermarono la sua zelante missione. Rientrato in Italia ha lasciato interessanti scritti di natura geografica ed etnografica sulla regione evangelizzata.

Il console portoghese che salvò migliaia di persone dall’olocausto

Il console portoghese che salvò migliaia di persone dall’olocausto. E’ la straordinaria storia di Aristides de Sousa Mendes che, obbedendo alla sua coscienza più che ai suoi superiori, durante la seconda guerra mondiale salvò migliaia di persone dalla deportazione nazista. Ma non obbedire ai suoi superiori lo fece cadere in disgrazia agli occhi del suo governo che gli tolse il posto e anche lo stipendio. Alla fine morì sconosciuto nel 1954. – Nel 1966 Yad Vashem lo riconosce come Giusto tra le nazioni; nel 1986 viene premiato postumo con l’Ordine della Libertà e finalmente nel 1988 il parlamento portoghese ritira, postumo, le accuse disciplinari nei suoi confronti. Una riabilitazione totale, anche se postuma.

A scuola da Gesù

Gesù promette ai discepoli: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita». Chi è “ingolfato” in sé stesso, sazio della propria sapienza e dei propri pregiudizi, di ciò che possiede e di ciò che controlla, non ha modo di poter conoscere il mistero di Gesù. L’amore e la pienezza di vita che lui offre si rivela solo ai piccoli e agli umili. – Dio sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco, perché ogni cuore è stanco. “Venite, vi darò ristoro”. Gesù non ci presenterà un nuovo catechismo, o regole superiori, ma il conforto del vivere. Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza.

Il sacerdote tropeano don Francesco Sicari eletto fratello maggiore

Ordinato sacerdote 24 anni fa, don Francesco Sicari ha ricoperto in diocesi importanti incarichi Don Francesco è stato Rettore del Seminario di Mileto dal 2011 al 2017, parroco di Paravati negli anni 2015 -2017, direttore dell’Ufficio per la pastorale delle vocazioni sia a livello regionale che diocesano e attualmente è parroco a San Costantino Calabro […]

Condoglianze tra Papi

Il 1° luglio scorso a Ratisbona, dove viveva, è morto a 96 anni Mons. Georg Ratzinger, fratello di Papa Benedetto di tre anni più giovane. Il mondo ha seguito commosso la visita che nei giorni scorsi Papa Benedetto ha fatto al fratello Georg nella casa dove era ammalato da tempo. Papa Francesco ha inviato al papa emerito una lettera: parole di partecipazione, di conforto, di fede e di preghiera. E rinnova l’augurio di poter restare sempre uniti nell’adesione al Cristo risorto, sorgente di speranza e di pace.

La regina Ester, eroina di liberazione

Il nostro mondo, cioè la nostra società, sembra finalmente apprezzare l’elemento “rosa” che sta pervadendo tutte le pubbliche istituzioni, dando un chiaro messaggio: “Quando c’è la donna, va tutto meglio!” La storia di Ester è quella di una una donna di cui Dio si è servito per salvare il suo popolo dai nemici. Ella è diventata nella storia della cristianità un evidente richiamo simbolico del potere femminile, garante di pace e di protezione. Nel V secolo, durante i solenni riti di consacrazione delle regine Franche, veniva invocato il nome della regina Ester e nella Chiesa visigotica si richiamava la sua figura autorevole quando veniva imposta la mitria sul capo delle badesse che dovevano guidare il loro monastero.

Una porta sempre aperta

La porta di Dio rimane sempre aperta per il ritorno del figlio prodigo. La Chiesa, come un ospedale da campo, è chiamata a curare tutti coloro che rimangono feriti nella loro umanità. – Nella geografia umana dei volti che incontriamo per le nostre strade sono nascoste storie incredibili; per fortuna tante sono a lieto fine, come la storia qui proposta. Ma per tante altre? Lasciamoci interessare, anzi coinvolgere, perché ci sia salvezza per tutti.

In carcere ritrova la libertà

Sabato 27 giugno nel carcere di Reggio Emilia un detenuto di nome Luigi (nome convenzionale), condannato a 30 anni di carcere, ha pronunciato i voti di povertà, castità e obbedienza. Nel suo gesto di donazione infatti c’è qualcosa di luminoso che porterà un po’ di luce in un ambiente abbastanza oscuro. Luigi prega ogni giorno per la salvezza dell’uomo che ha ucciso. Un’esperienza di redenzione notevole, che il vescovo, con il consenso dell’interessato, ha raccontato la vicenda al giornale Avvenire, dal quale poi hanno attinto tutte le altre testate.

La fama di santità di don Mottola è come una luce capace di squarciare il buio dei cuori

Quando nel lontano 29 giugno 1969 morì, tutti dissero: a Tropea è morto un Santo! Nella concattedrale di Tropea il Vescovo Renzo ha presieduto la messa nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo Sono passati 51 anni da quel giorno e la fama di santità di don Francesco Mottola è come una luce capace […]

Beato Gennaro Sarnelli, un redentorista tutto fuoco.

30 giugno: festa del Beato Gennaro Maria Sarnelli (1702-1744), amico fraterno di S. Alfonso, col quale ha condiviso lo spirito e la vocazione redentorista. Un apostolo “vulcanico”: consacrò tutto se stesso ai poveri e agli abbandonati. Pur procedendo secondo gli schemi culturali del tempo, il Beato Sarnelli non trascurò mai di cercare forme rinnovate di evangelizzazione per rispondere alle sfide emergenti. Il suo esempio può spronare tutti nell’impegno generoso a prendere a cuore le necessità dei fratelli.

San Pietro custode del Paradiso

Un sogno di Santa Teresa di Calcutta che divenne come un programma vita. – Nessuno di noi entrerà in Paradiso se là non potrà trovare qualcuno a cui possa dire: anch’io ho dato il mio aiuto per farti arrivare in cielo!” (Mons. Fulton Sheen, 1895-1979).

Gesù prima di tutto

Gesù è esigente con i suoi discepoli: nulla devono anteporre a lui. Nulla può essere anteposto all’amore per Gesù Cristo. Lui è l’unico Maestro e va amato più di ogni altra cosa, benché buona e preziosa. – Anche i legami familiari devono passare in second’ordine, e questo vale per tutti quelli che vogliono essere suoi discepoli: “Chi non prende la croce non è degno di me”. – Come i discepoli di allora, per seguire Gesù anche noi dobbiamo passare per la porta stretta. – Ma certamente chi lo segue non perderà la sua ricompensa. Chi perde la vita per Gesù, la salverà in eterno.