A tutela del patrimonio ambientale

I Carabinieri intervengono per salvare il paesaggio

Servizio coordinato dalla compagnia di Tropea

I militari delle Stazioni Carabinieri di Tropea e Spilinga hanno deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria alcune persone, a conclusione del servizio coordinato condotto dai Carabinieri della Compagnia di Tropea, finalizzato alla tutela del patrimonio paesaggistico mediante il contrasto dei reati in materia ambientale.
Il primo dei deferiti è un impiegato residente nella frazione di Gasponi a Drapia (L.A., classe ’58), ritenuto responsabile del reato di abusivismo edilizio, perchè sorpreso a realizzare in località Fornaco un fabbricato in cemento armato da destinare ad abitazione, sprovvisto delle autorizzazioni previste. Il manufatto è stato sottoposto a sequestro. Stessa sorte per due strutture in cemento armato di 40 mq circa, realizzate da un imprenditore edile di Ricadi (G.S., classe ‘78), residente nella frazione Santa Domenica, unitamente a due operai (G.G. classe ‘81, e R.R.T., classe ’68) e a due pensionati (G.S., classe ‘43 e G.L., clsse ’28). Gli uomini sono stati ritenuti responsabili del reato di abusivismo edilizio, in quanto sorpresi a realizzare lavori edili a Santa Domenica privi di qualsiasi autorizzazione.
Abusivismo edilizio anche per il piano di cemento armato difforme alla documentazione progettuale che era in fase di realizzazione da parte di un imprenditore edile (A.F., classe ’33) di Tropea, un suo collega (D.A., classe ’62) di Ricadi, un geometra (S.F., classe ‘69) della frazione ricadese di Ciaramiti, ed un ingegnere (S.S., classe ‘66) residente a Tropea. Il manufatto è stato sequestrato. I carabinieri hanno infine accertato che un esercente (A.D., classe ‘68) residente a Ricadi, nella frazione Santa Domenica, non aveva nel proprio laboratorio di verniciatura di autovetture la prevista canna fumaria antinquinamento sulle esalazioni prodotte dalle vernici, determinando un rilascio incontrollato di esalazioni inquinanti e maleodoranti nell’ambiente. L’uomo è stato ritenuto responsabile del reato di emissione incontrollata scarichi inquinanti.

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