Curiosità dalla storia: Le navi di Nemi 7/9

Iside è una rappresentazione egiziana di Artemide, così come Diana è la romana della dea Artemide

Le navi di Caligola erano cerimoniali, avevano uno stretto rapporto con il vicino santuario di Diana e rimandano ad un culto orientale. Esiste un legame tra Iside e le navi, sia nel mondo egiziano sia in quello latino (importato successivamente) dovuto a questo sincretismo religioso

Le navi di Caligola erano cerimoniali

Il dio creatore Atum e creò la coppia di dei Shu e Tefnut che si unirono e generarono Geb e Nut, la Terra e il Cielo, che a loro volta generarono quattro figli: Osiride, Iside, Nefti e Seth. Un giorno Seth uccise Osiride e disperse i pezzi del suo corpo per tutto il paese. Iside li raccolse tutti tranne il fallo che era stato mangiato dai pesci. Allora Iside, facendo ricorso alle sue arti magiche, ridiede vita ad Osiride e ne restò incinta. Da questa unione nacque Oro.
Nel culto Egizio Iside viaggiava su una nave che rappresentava il viaggio umano dalla vita attraverso la morte al cospetto di Osiride, signore del regno dei morti.
È possibile che Caligola a Nemi abbia costruito le navi di Iside?
Non c’è nessuna prova ma ci può essere stato un collegamento. Dal punto di vista archeologico dobbiamo ricordare il rinvenimento di un sistro, oggetto strettamente connesso al culto isiaco. E Caligola fu un “seguace” dei misteri di Iside. Le navi di Caligola erano cerimoniali, avevano uno stretto rapporto con il vicino santuario di Diana e rimandano ad un culto orientale. Esiste un legame tra Iside e le navi, sia nel mondo egiziano sia in quello latino (importato successivamente) dovuto a questo sincretismo religioso.
Il culto di Iside fu introdotto a Roma nel I secolo a.C., non senza resistenze da parte dell’aristocrazia tradizionalista: nel 53 a.C. il Senato aveva decretato la demolizione dei sacelli privati costruiti dentro le mura, e lo stesso Iseo nel Campo Marzio fu costruito nel 43 a.C., ma il culto fu sospeso prima da Agrippa (nel 23 a.C.) e poi da Tiberio. Il culto fu poi reintrodotto da Caligola, e durò fino alla fine dell’impero.
L’edificio fu distrutto da un incendio nell’80 e ricostruito da Domiziano; modifiche successive furono attuate da Adriano, mentre ad età Severiana risale il restauro di gran parte delle strutture. La sopravvivenza del santuario è attestata fino al V secolo. Caligola è inoltre il costruttore dell’Iseo di Campo Marzio a Roma.
Nel campo Marzio probabilmente c’era un lago artificiale dove si davano feste notturne su imbarcazioni.
Nel mondo egiziano Iside proteggeva il viaggio per nave dell’anima del defunto, quindi un legame ideale più che reale doveva esistere tra le navi di Caligola e la presenza di Iside affiancata a Diana sulle rive del lago.
A Sud del Cairo vi sono le rovine di Dendera, un luogo di culto con un meraviglioso tempio dedicato alla dea Hator dietro al quale sorgono i resti di un tempio di Iside accanto al quale c’è un lago sacro. Tutti questi templi consacrati alla dea Iside avevano in comune un lago sacro (ritrovamenti simili sono stati fatti in altri siti orientali) Ma sono solo coincidenze?
L’archeologa Lucia Morpurgo aveva ritrovato nel tempio di Diana che sorgeva nei pressi del lago di Nemi, un’iscrizione con l’inventario dei doni alla dea egizia Iside e a sua figlia Bastet.
Ma perché gli abitanti del luogo avrebbero dovuto sostituire Diana che veneravano da secoli con Iside?
Sulla riva settentrionale del lago di Nemi è accertata la presenza di un luogo di culto a partire dalla fine del VI secolo a. C che diventerà un bosco sacro dedicato a Diana, dea della caccia e della fertilità. Nel II secolo a. C. nascerà il santuario di Diana fino al III secolo D. C. Ma questa storia non nasce a Nemi, bensì tra le coste della Grecia e della Turchia occidentale, nella Tauride, nell’odierna Crimea.

IL MITO DI IPPOLITO

Ippolito, di bell’aspetto, accudiva i cavalli a Fedra, la matrigna moglie del padre di Ippolito, Teseo, re di Atene. Fedra si innamorò di Ippolito e gli si offerse. Ma Ippolito reagì in maniera dura nei confronti della profferta amorosa, rifiutando. Ma la donna corse dal marito a denunciare il figliastro di aver tentato di violentarla. Teseo cacciò via Ippolito, il quale salito sul suo carro si mise in viaggio verso Atene. Ma durante il tragitto in mare apparve un mostro inviato da Poseidone, padre di Teseo, i cavalli di Ippolito si spaventarono e lo uccisero perché era rimasto impigliato nelle briglie. La dea Artemide, addolorata per la morte di Ippolito si rivolse ad Asclepio, un medico semi-dio, che attraverso l’uso di alcune medicine, resuscitò il giovane. Ma così facendo Asclepio aveva violato le leggi della natura suscitando l’ira di Zeus, perché nessuno poteva tornare in vita dopo la morte: Ippolito doveva morire. Artemide allora nascose il giovane in una nube e lo trasportò nei boschi della selva Aricina che comprende il territorio di Nemi. Qui Ippolito cambiò il suo nome in Virbio (ovvero vir bis – uomo due volte). Artemide, invece, prese il nome di Diana, ovvero dies dea del giorno, e Virbio divenne il suo primo sacerdote.

Con una tradizione, con un’identità culturale così forte com’è possibile che le popolazioni locali abbiano accettato di sostituire la dea Diana con una dea straniera come Iside proveniente dall’Egitto?
Nel Mediterraneo la forma di religiosità femminile è diffusissima: Diana, Artemide, Iside sono divinità che appartengono a questa famiglia: il culto della donna visto come matrice di vita. Iside è una rappresentazione egiziana di Artemide, così come Diana è la rappresentazione romana della stessa dea Artemide.
Caligola probabilmente ha voluto personificare Osiride, lo sposo di Iside.
Il culto di Diana a Nemi c’è sempre stato. Poi si aggiungerà il culto di un’altra divinità che ha caratteristiche però più simili alla Diana latina, quello di Iside il cui culto è assimilato – come già detto sopra – verso l’inizio del I sec d. C.

Continua…

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.