La bisaccia del pellegrino 36-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Settembre 2012, prima settimana: 2-8 settembre.

 

1. Vangelo della domenica 2 settembre –     Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.
2. Aspetti della vita  – Anno della Fede e Nuova Evangelizzazione: qualche pensiero.
3. Un incontro con S. Alfonso –  – Modestia e purezza.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  3-8 settembre 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  1483. San Francesco di Paola in Francia.  

1. Vangelo della domenica –  (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

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“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”.
Nella discussione tra Gesù e i farisei si percepiscono forti tensioni. Oggetto del dibattito è la “religione pura” (Gc 1,27). Gesù pone al centro di essa il cuore dell’uomo e la sua liberazione dal male, mentre i farisei difendono il rituale esteriore della religione venuta da Dio.
“Il suo cuore è lontano da me”. Tutti dobbiamo ammettere questa verità, che noi non controlliamo il nostro cuore. Quanti vorrebbero smettere di bere troppo e non lo possono fare? Prendiamo anche il noto esempio del grande santo della Chiesa dei primi secoli, il cui cuore fu così diviso, per molti anni, da spingerlo a pregare così: “Signore rendimi casto, ma non subito!” (Sant’Agostino).
Quanti vorrebbero disfarsi dell’invidia e dell’orgoglio e, invece, si sorprendono a fare il contrario?  – “Non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto” (Rm 7,15).
Spesso ci rendiamo conto di questo per la prima volta quando cominciamo a prendere più seriamente la nostra fede e a seguire più da vicino un modo di vita cristiano. Ci stupiamo della nostra tendenza a ripetere gli stessi errori e a ricadere nello stesso peccato. Cominciamo a capire il grido di san Paolo: “Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?” (Rm 7,24).
“Il suo cuore è lontano da me”. Il fine della vita cristiana è l’unione con Dio e l’unità con il prossimo. Per raggiungere questo scopo, dobbiamo innanzi tutto essere liberi dalla schiavitù delle cattive intenzioni. Dobbiamo conquistarci la libertà! Quest’impresa è interamente opera della grazia del Redentore. Così Gesù promette: “Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero” (Gv 8,36).
La Chiesa cattolica non ha per fine quello di dare spettacolo, ma piuttosto quello di adempiere ad un dovere semplice e divino: la conversione della nostra vita grazie ad un cambiamento di cuore, ispirato dalla grazia. La Chiesa ritiene che, facendo ciò, ha fatto tutto mentre, se non fa ciò, non vale la pena di fare nient’altro. Essa prega, predica e soffre per un vero battesimo del cuore, a fine di liberarlo perché accolga Cristo. (La Chiesa.it). 

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Nessuna tradizione umana supera la legge di Dio – Il Vangelo odierno ci presenta uno scontro fra Gesù e i suoi detrattori, centrato sul tema dell’osservanza di alcune tradizioni. Le parole di Gesù sono chiare: «Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Mosè nel comunicare la Legge di Dio aveva raccomandato che non si aggiungesse o togliesse nulla di ciò che vi era comandato, i farisei, invece, avevano moltiplicato i precetti trasformando se stessi nell’unica garanzia della santità. Non si era giusti perché legati alla Legge, ma perché scrupolosi nell’adempiere le tradizioni. Ecco il pericolo: il metro di misura non è più la grandezza dell’amore di Dio, ma l’abilità di chi è osservante, la fedeltà di chi è così “religioso” da ammirare la propria perfezione che non ha bisogno di conversione.
Gesù propone il comandamento autentico che mira a purificare il cuore, perché è da esso che può scaturire il male. Anche oggi l’osservanza esteriore può inquinare la nostra vita: Il Risorto ci convoca attorno al suo altare per scoprire che l’unica Legge che salva è quella del dono di sé (II Lettura), all’immagine di Cristo.
 (Elide Siviero in “La Domenica”). 

 

 2. Aspetti della vita:
Anno della Fede e Nuova Evangelizzazione: qualche pensiero

Ad ottobre inizia l’Anno della Fede e tutti siamo chiamati a come rinnovare la nostra fede e trasmetterla.
È sempre più difficile trasmettere oggi il Vangelo in modo tradizionale ed è difficile raggiungere le persone con esso, specialmente coloro che non vanno in Chiesa. In questo momento, le persone sono sottoposte a diversi tipi di suggestioni esterne che cercano di allontanarle dalla fede e da Dio. L’uomo contemporaneo è “comodo”, e c’è quindi un grande bisogno di raggiungerlo con la Buona Novella.
Con la Nuova Evangelizzazione è importante cercare nuovi modi di proclamare il Vangelo; perciò essa ha bisogno di tutti. In primo luogo, può e deve essere realizzata attraverso il nostro esempio personale, ovvero il nostro modo di vivere la Parola di Dio e il suo amore per noi.
La Nuova Evangelizzazione si può realizzare anche nel volontariato ad esempio. Nella nostra vita, come credenti, dobbiamo sforzarci ad essere migliori, nel senso che se abbiamo la possibilità di fare qualcosa di buono per gli altri, allora dobbiamo farlo.
E così l’Anno della Fede si presenta a noi con  due dimensioni: 1. una dimensione personale, del cuore, perché un’occasione per ogni persona di cambiare la propria vita; 2. una dimensione sociale, nel senso che dà la possibilità alle nostre famiglie e comunità di svolgere il ruolo di testimoni del Vangelo.
Soprattutto, poi, l’Anno della Fede è un’occasione per tutta la Chiesa di regalare la speranza, l’amore e la forza della fede a tutto il mondo, soprattutto dove c’è più bisogno di pace e di giustizia.

 

Una preghiera per restare vigili

Signore Gesù, fa’ che la nostra fede sia vera, sincera e concreta, lontana dalle tradizioni che pongono rilievo a gesti esteriori per non essere giudicati secondo la profezia di Isaia: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me» (Mc 7,6). Fa’ che con il tuo aiuto, Signore, la nostra fede sia coerente e diventi testimonianza.  (Letizia Battaglino).

 

3. Un incontro con S. Alfonso
Modestia e purezza.
S. Alfonso fin da giovane secolare seppe mortificare i suoi occhi. Costretto più volte da suo padre a recarsi a teatro, si toglieva gli occhiali perché, essendo miope, non vedesse nulla. Anche da Missionario usò la stessa cautela: infatti non fu visto mai predicare con gli occhiali.
– Un giorno in cui egli era violentemente tentato contro la purezza il demonio si presentò in camera sotto forma di uno dei suoi religiosi nel quale aveva piena confidenza e subito Alfonso gli confidò umilmente la lotta che egli doveva sostenere contro quella ribellione dei sensi. «Ma perché – gli rispose lo spirito impuro – vi ribellate con tanto accanimento contro istinti così naturali e che non siete affatto tenuto a reprimere? Anch’io vado soggetto a queste passioni e le appago senza scrupolo». Colpito da orrore Alfonso esclamò: «Gesù, Maria, aiutatemi!» E nello stesso tempo si agitò con tanto impeto che poco mancò che non cadesse a terra e il tentatore fuggì.
– S. Alfonso apprezzava moltissimo il voto di castità, perché caro alla Madonna, e spesso ne faceva la rinnovazione privatamente per sfogo del suo affetto. Per tutta la vita, anche in vecchiaia, sperimentò in se stesso una fiera lotta contro la bella virtù. Egli stesso disse piangendo al padre Criscuoli: “Sono di ottantotto anni ed il fuoco della mia gioventù non si è ancora estinto”.

Un suo pensiero: “La modestia è necessaria, non solo per il nostro profitto ma ancora per l’edificazione degli altri. Infatti, il nostro cuore lo vede solo Dio; gli uomini, invece, vedono le nostre azioni esterne e da quelle si educano o si scandalizzano di noi”.

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXII Settimana Tempo Ordinario
3-8 settembre  –  Liturgia delle Ore: II settimana. 

3  settembre  (lunedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Quanto amo la tua legge, Signore! – Sfidando la reazione scettica e rabbiosa dei suoi compaesani, Gesù parla con chiarezza: la sua missione porta a compimento quanto la parola di Dio e l’opera dei profeti ha finora preannunciato.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = . 1Cor 2,1-5; Sal 118,97-102; Lc 4,16-30.
  • – Santi di oggi  =  San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa.  Santa Febe; Beato Guala. 

4  settembre  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Giusto è il Signore in tutte le sue vie. – Autorevole, illuminante, efficace, potente contro il male che si annida nell’uomo: così si presenta fin dall’inizio l’insegnamento di Gesù.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 2,10b-16; Sal 144,8-14; Lc 4,31-37.
  • – Santi di oggi  =  San Mosè profeta; Santa Rosalia; Beata Caterina Mattei.

5  settembre  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Beato il popolo scelto dal Signore. – Ogni uomo che attende di essere risollevato e liberato interiormente è destinatario della «buona notizia del regno di Dio». Essa pertanto non può rimanere confinata dentro nessuno steccato.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 3,1-9; Sal 32,12-15.20-21; Lc 4,38-44.
  • – Santi di oggi  =  San Quinto; San Bertino; Beata Teresa di Calcutta.

6  settembre  (giovedì)  –  Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Del Signore è la terra e quanto contiene. – Non sappiamo con quanta attenzione Pietro abbia ascoltato il discorso che Gesù ha pronunciato sulla sua barca. Sappiamo però che quando si è fidato della sua parola, ne ha sperimentato la straordinaria efficacia.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = 1Cor 3,18-23; Sal 23,1-6; Lc 5,1-11.
  • – Santi di oggi  =  San Zaccaria profeta; San Magno.

7  settembre  (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = La salvezza dei giusti viene dal Signore. – Il Signore non mette una toppa sulle nostre lacere abitudini religiose: la sua presenza ha la forza del vino nuovo, l’esultanza del banchetto nuziale.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   1Cor 4,1-5; Sal 36,3-6.27-28.39-40; Lc 5,33-39.
  • – Santi di oggi  =  San Grato di Aosta; Beato Giovanni Mazzucconi; Santa Regina.

8  settembre  (sabato) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Gioisco pienamente nel Signore. – La maternità della Vergine è il culmine della storia che l’ha preceduta. Per questo la Chiesa celebra con gioia la sua Natività, «speranza e aurora di salvezza al mondo intero».
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Mi 5,1-4a ; Sal 12,4-6; Mt 1,1-16.18-23.
  • – Santi di oggi  = Natività della Beata Vergine Maria. –  San Sergio I; Beato Federico Ozanam.

 

5. Curiosità calabresi del passato
1483. San Francesco di Paola in Francia

Partito da Ostia su di una nave, S. Francesco arriva nel porto di Marsiglia, ma, a causa di una epidemia di pestilenza che infuria su tutto il litorale, la nave non può entrare nel porto. Si dirige allora verso la baia di Bormes al Capo del Colombo. Prima di scendere a terra Francesco chiede al padre Bernardino Otranto di confessarlo, per non portare i suoi peccati (!) in quella terra e non attirare per sua colpa i castighi di Dio su quella brava gente. Benedice e prende commiato dal principe di Taranto Federico e dai cavalieri napoletani, che lo avevano amorevolmente scortato fino in Francia, e scende a terra.
Anche a Bormes vi è la peste e i soldati di guardia alle porte della città fermano la comitiva, ligi alla consegna di non lasciare entrare nessuno. Francesco li rassicura dicendo che non vi è nulla da temere perché Dio li accompagna e quei bravi guardiani si convincono a lasciarli entrare in città.
Appena entrato a Bormes il suo primo desiderio è di recarsi in chiesa, per ringraziare il Signore della felice conclusione del viaggio, e vi trova alcuni operai intenti a riparare la chiesa che si affannano inutilmente a sollevare una grossa trave. Francesco si avvicina alla trave la benedice e gli operai riescono facilmente a sollevarla e a metterla al suo posto.
La notizia si diffonde rapidamente nella città e una gran folla va in chiesa per impetrare da quel frate l’intercessione per ottenere la liberazione dalla peste.
Francesco sempre partecipe delle sofferenze dei fratelli si reca al lazzaretto e, commosso da tanto dolore, benedice gli ammalati risanandoli all’istante. La peste svanisce dalla città. Bormes rimase indenne da ogni contagio fino a nostri giorni. Nonostante a più riprese tutta le regione fosse più volte colpita da epidemie, nessuno abitanti di Bormes o di quanti si rifugiarono nelle sue mura fu mai colpito da contagio.
Anche a Fréjus infuria la peste e Francesco vi si reca per portare conforto a quella infelice popolazione, ma al suo arrivo trova la città quasi deserta. Dopo aver appreso da una donna che quasi la metà degli abitanti è già morta per la peste, molti sono ammalati e alcuni sono fuggiti per scampare al contagio, rassicura la donna dicendole che è venuto proprio per soccorrerli. La donna corre a dare la notizia, i suoi concittadini le credono e tutti corrono da Francesco, al palazzo del capitolo dove era ospite, e ne ottengono immediata guarigione. Quanti erano scappati ritornano nella città ormai risanata dalla peste.
Nel 1490 la popolazione di Fréjus, per gratitudine, fa costruire una chiesa dedicata alla Madonna della Pietà e un convento per ospitare una comunità dei frati eremiti. Dopo la canonizzazione di Francesco lo elegge suo Patrono.
Ogni anno, la terza domenica dopo Pasqua, si celebra la festa del Patrono e, per ricordare l’accaduto, durante i festeggiamenti viene rappresentato l’incontro del Santo con la donna.

(tratto da http://www.paginecattoliche.it/SanFra_diPaola.htm)

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