Medioevo Tropeano

Spesso quando si imbocca una cattiva strada ci si abbandona alla disperazione lasciandosi andare alla rovina, si getta il bambino insieme con l’acqua sporca, ci si ostina nel peggioramento e, non stimandosi più, si perde la dignità personale.

E’ quanto sta accadendo alla città di Tropea da un paio d’anni a questa parte.
Il trend negativo che sta conoscendo la mia città non sembra conoscere fine. Dopo anni di sofferta crescita, la città vive uno dei periodi più bui della sua storia.
Paradossalmente sono uno dei pochi, forse l’unico, ad aver avuto un vantaggio dalla desolazione. Il mio successo alle scorse elezioni provinciali è dipeso in buona parte da questo stato di estrema tristezza che i cittadini tropeani giustamente addebitano all’amministrazione Euticchio.
La cosa, ovviamente, non mi rende affatto felice. Avrei preferito rimanere al palo se una mia sconfitta fosse stata riconducibile ad una buona amministrazione comunale e, quindi, alla prosperità di Tropea ma, ovviamente, in quel caso, all’interno dell’amministrazione, io ci sarei rimasto.
Effettivamente, la notizia è di pochi giorni fa, anche quest’anno la nostra Tropea ha perso posizioni nella speciale classifica stilata da Legambiente: altri 5 punti in meno. Se ciò non bastasse, è proprio vero le brutte notizie non vengono mai da sole, Flavio Briatore, il noto manager italiano famoso in tutto il mondo per i suo successi in Formula 1 e per i suo locali da mille e una notte, in vacanza a Tropea con la sua futura sposa, in un intervista alla Gazzetta del Sud smentisce, senza mezzi termini, le dichiarazione trionfalistiche dell’amministrazione comunale tropeana affermando: “. . . in Calabria non investo c’è la ‘ndrangheta; Elisabetta mi fa amare questa terra ma senza sicurezza si va incontro al fallimento”.
Purtroppo, la decadenza certificata da Guida Blu, la celebre rivista redatta da Legambiente in collaborazione col Touring Club Italia e confermata dalle dichiarazioni di Briatore, si rispecchia nel degrado dei costumi riscontrabili nella vita quotidiana.
L’aggressione avvenuta pochi giorni or sono ai danni dei due anziani nostri concittadini è un nefasto segno di questo decadimento. Ecco perché il gesto criminale che, tolte le morti ricollegabili alla delinquenza organizzata, è il più grave che io ricordi, deve rappresentare un campanello d’allarme capace di risvegliare le coscienze. Il silenzio omertoso dell’amministrazione comunale in merito al grave misfatto la dice lunga sulla bontà dell’attuale compagine governativa. Non una parola nel corso del consiglio comunale tenutosi appena il giorno dopo il gravissimo evento. E’ vergognoso, mortificante e sospetto che un sindaco, che solo pochi giorni fa esaltava la legalità della sua squadra sol perché si stava per dare corso all’installazione delle telecamere di videosorveglianza, non abbia ritenuto di esprimere una parola di affetto e di vicinanza in favore dei due anziani.
Altre violenze si sono verificate in questi giorni anche ai danni di dipendenti comunali ed i un contesto come il nostro che ha smarrito il valore della libertà e della giustizia, c’è da temere che l’incolumità di ciascuno sia in serio pericolo.
Dobbiamo mobilitarci e rispondere con la forza della civiltà a questi segnali di involuzione che offendono la nostra storia!
Quanto occorso ai coniugi Florio, in un futuro prossimo, non improbabile, potrebbe riguardare nostro nonno, o uno qualsiasi dei nostri concittadini anziani che fino a pochi anni fa, proprio per la sua età, eravamo abituati a chiamare affettuosamente “zio” con attenzione tenera e rispettosa.
E allora: manifestiamo il nostro dissenso! Denunciano pubblicamente le nefandezze di questo governo comunale responsabile di tanta desolazione! Consigliamo a siffatti amministratori, specie se legati ai protagonisti dei misfatti da vicende parentali e amicali, l’unico gesto che potrebbe salvarli da quello che rischia di essere un severo giudizio che, travalicando l’operato politico/amministrativo, si andrebbe ad estendere inevitabilmente alla persona.
Occorre uno scatto di orgoglio ed un recupero di dignità perché coralmente si esprima quel dissenso forte capace di scuotere le coscienze. Cambiare è possibile, ammettere l’errore è dignitoso, ciò che è imperdonabile è perseverare nei propri meschini calcoli a danno del bene comune.

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