Tropea: lunedì 30 giugno 2025
Ore 18:15 ritrovo, presso lo spazio antistante la casa natale del Beato a Tropea

“Dio vuole salvare tutti?”… O c’è un limite alla sua volontà di salvezza? – Davvero tutti hanno diritto a salvarsi, anche se hanno commesso crimini orrendi? – A queste domande risponde il racconto di oggi, fatto da Dale Recinella, cappellano laico di un carcere della Florida (USA), nel braccio della morte. Da avvocato finanziario di Wall Street passò all’apostolato nelle carceri estreme: ha accompagnato alla morte oltre 18 condannati, e ora gira il mondo per raccontare la sua storia che è diventata anche un libro.
Oggi siamo tutti consapevoli ed anche convinti che sul web è necessario essere presenti, ma da veri cristiani. E questo deve potersi vedere oltre che dal contenuto dei post, anche nel linguaggio e nelle modalità espressive. Quale servizio possiamo rendere alla bellezza del vangelo se lo presentiamo su un piatto sporco? Quale carezza possiamo far sentire a chi vive situazioni problematiche se pretendiamo di parlare loro non usando le parole di misericordia che sono lo specifico del vangelo? – Il vangelo, proprio perché è buona notizia, ha bisogno di essere annunciato con parole cariche di misericordia. E il Vangelo sulla Famiglia oggi diventa una vera sfida.
A Torino una madre dichiara pubblicamente che non perdona il figlio che ha commesso con banalità un omicidio: una enorme colpa, sino a che non avrà fatto i conti con l’atto compiuto. Questa madre vuole il riscatto di suo figlio, e questo fa di lei una vera madre. – Se uno uccide, che è la colpa delle colpe, andare in carcere e scontare la colpa è il vero bene che possa ricevere in quel momento. Se qualcuno, padre o madre, si dà da fare perché non vada in prigione, ma resti libero e la faccia franca (e magari ci riesce), non gli fa del bene ma gli fa del male: una madre vedrà continuamente in lui un assassino e mai un figlio.- In questo rifiuto del perdono, la mamma del ventenne Francesco Lo Manto è stata una vera madre.