Curiosità dalla storia: Il liutista e compositore Davide Rizzio

Fu il segretario personale della regina di Scozia Maria Stuart

C’era il sospetto che fosse l’amante della regina. Fu ucciso con 57 coltellate da alcuni nobili protestanti. Era una spia del papa? E perché lord Darnley, marito di Maria Stuart incinta di Giacomo VI, il primo sovrano ad aver unificato le Corone d’Inghilterra, Scozia e Irlanda, aggredì la moglie per provocarne l’aborto?

1) Mary Stuart – 2) Elisabetta I – 3) Giacomo VI di Scozia – Giacomo I d’Inghilterra – 4) Davide Rizzio o Riccio – 5) Lord Darnley

La successione al trono inglese
Alla morte del re Enrico VIII, avvenuta a Londra il 28 gennaio 1547, la Corona inglese passò nelle mani del piccolo Edoardo VI, il figlio che il sovrano aveva avuto con la terza moglie, Jane Seymour, nato nel 1537. Quindi Edoardo aveva solo 10 anni quando salì al trono nel 1547. Tre anni prima, nel 1544, con l’Act of succession, Enrico VIII aveva infatti indicato la linea di successione al trono: Edoardo, Maria (detta la Sanguinaria o la Cattolica, nata dal primo matrimonio di Enrico VIII con Caterina D’Aragona) ed Elisabetta, nata dal suo secondo matrimonio con Anna Bolena. Il testamento di Enrico VIII prevedeva inoltre che se il figlio Edoardo VI fosse morto senza prole, e così anche le sorellastre di questi, Maria e Elisabetta, il trono d’Inghilterra sarebbe dovuto passare a discendenti inglesi, non stranieri. Facciamo subito un esempio. Delle sorelle di Enrico VIII, la maggiore, Margherita, aveva sposato lo scozzese Giacomo IV Stuart, mentre la minore, Maria, era convolata a nozze con l’inglese Charles Brandon. Dunque gli eredi di Margherita, in quanto stranieri (perché la Scozia non faceva parte del dominio inglese), non avrebbero potuto ambire alla successione. Quelli di Maria, cioè le sorelle Jane Grey, Catherine Grey e Mary Grey, figlie di Frances Brandon (figlia di Maria e Charles Brandon), sarebbero state invece le possibili aspiranti al trono. Nello stesso anno della sua morte (1553), il re Edoardo VI aveva però designato come futura sovrana Jane Gray, che aveva accettato perché convinta che solo così si poteva mantenere la fede anglicana in Inghilterra, pur sapendo di non godere dello stesso consenso popolare di Maria la Cattolica, legittima erede al trono. Jane Gray fu regina per soli nove giorni e poi decapitata insieme ai parenti che avevano ordito il complotto. Il regno di Maria durò circa un lustro, perché la regina fu stroncata da un tumore all’età di 42 anni. Le succedette la sorellastra Elisabetta, sostenitrice della chiesa anglicana. Il suo, a differenza di quello di Maria fu un regno lunghissimo (1558- 1603). Elisabetta non ebbe figli e fu l’ultima sovrana della dinastia Tudor. Durante il suo Regno un’altra regina insidiava legittimamente il suo trono: la cugina e regina di Scozia Maria Stuart. Maria Stuart la fece andare su tutte le furie perché non le chiese il permesso quando convolò a nozze col cugino Enrico Stuart, Lord Darnley, cittadino inglese. Gli eventuali discendenti della coppia avrebbero ereditato entrambe le rivendicazioni e, di conseguenza, sarebbero stati prossimi al trono d’Inghilterra. Così fu. (Lord Darnley, figlio di Margaret Douglas, figlia a sua volta di seconde nozze di Margherita Tudor (con Archibald Douglas, VI conte di Angus) sorella di Enrico VIII. Margherita Tudor era anche la nonna paterna di Maria Stuart, madre di Giacomo V di Scozia. Elisabetta, però, prima fece imprigionare Maria e dopo firmò la sua condanna a morte. Per la prima volta nella storia una “regina consacrata da Dio” fu giudicata e condannata a morte. Sarà il figlio di Maria Stuart e di Lord Darnley, Giacomo VI di Scozia, ad ereditare il trono d’Inghilterra alla morte della regina Elisabetta. Giacomo VI fu il primo re britannico che riunì i domini scozzesi a quelli inglesi. Da Maria Stuart discende l’attuale regina del Regno Unito Elisabetta II. E da qui prende il via questa storia, dalla presenza a corte, accanto alla regina Maria Stuart, incinta del futuro re Giacomo VI, di un italiano, suo segretario personale. Di lui sappiamo poco, e non vi racconteremo niente di più di quello che si è già detto, si dice e si sa.

Il segretario piemontese
Nel 1564 Davide Rizzio o Riccio (noi useremo il primo cognome, e cioè Rizzio) divenne il segretario personale della regina Maria Stuart per le relazioni con la Francia. C’era anche il sospetto che Rizzio fosse l’amante della regina, e ciò gli provocò, com’era normale che fosse, invidie e inimicizie a corte. Meno di due anni dopo, il 9 marzo del 1566, Rizzio fu ucciso davanti alla regina – allora incinta del futuro re Giacomo VI di Scozia – con 57 coltellate da alcuni nobili protestanti. Il liutista e compositore piemontese Davide Rizzio era stato musicista alla corte del Duca di Savoia e, in un secondo momento, aveva seguito in Scozia l’ambasciatore del Duca Emanuele Filiberto di Savoia. Si narra che Davide Rizzio non fosse un bell’uomo e che avesse una bella voce e fosse un buon compositore. A lui è stata attribuita la composizione della melodia Auld Lang Syne, brano conosciuto in Italia anche come Valzer delle candele. Rizzio era un cattolico ambizioso e la sua forte influenza sulla regina lo condusse ad una morte prematura. Si dice che la regia di questo omicidio sia da attribuirsi alla regina Elizabeth, interessata a destabilizzare il regno di Maria Stuart, anche perché la sovrana inglese era andata su tutte le furie quando la cugina, il 29 luglio del 1565, aveva sposato in seconde nozze Enrico Stuart, Lord Darnley, suo cugino di primo grado. Come osava Mary convolare a nozze senza chiedere il benestare della regina Elizabeth? E poi, come abbiamo già detto, Elisabetta si sentiva minacciata dal loro matrimonio, perché sia Maria che Enrico erano pretendenti al trono, in quanto discendenti diretti di Margherita Tudor, la sorella maggiore di suo padre, Enrico VIII. Elizabeth si era vendicata per questa mancanza di rispetto di Mary, che aveva sposato il cugino senza chiedere il suo benestare, ma la regina di Scozia, dopo il dispiacere per la morte di Rizzio, aveva ripreso in mano il potere nel suo Paese. Alcuni studiosi affermano che Rizzio fosse una “spia” del Papa mandato in Scozia al seguito dell’ambasciatore di Savoia per “combattere” la riforma protestante. La cosa strana in questa vicenda fu la partecipazione alla cospirazione contro il cattolico Rizzio del cattolico Lord Darnley. Perché? La vicenda è spiegabile solo se si pensa alla gelosia di quest’ultimo. Ma dopo l’assassinio di Rizzio, da quello che sappiamo Lord Darnley si mostrerà pentito al cospetto della moglie, e proprio questa vicenda sarà la causa della definitiva rottura tra i due. Intanto, da quello che si dice, anche se non ne abbiamo conferma, il corpo senza vita di Rizzio fu tumulato nel sepolcro dei re di Scozia. Se ciò fosse avvenuto o meno rimane oggi un mistero, come pure, a questo punto della storia, è logico nutrire qualche dubbio sulla paternità del futuro re d’Inghilterra Giacomo VI. Un altro indizio: si narra che Lord Darnley in una occasione aggredì Mary, incinta di Giacomo, nel tentativo di provocarne l’aborto. Ciò era dovuto al fatto che il Lord fosse poco Lord oppure c’era qualcos’altro sotto che lasciamo solo immaginare?

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, Caporedattore e collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.