“Serve un fronte comune dei Sindaci della Costa degli Dei per difendere la salute”
Antonio Piserà chiede un’assemblea pubblica e lo stato d’agitazione permanente: “Tropea non può diventare simbolo di una sanità abbandonata”
Intervista al l’ex Consigliere Comunale:
Qual è la situazione attuale dell’ospedale di Tropea?
La situazione è ormai insostenibile. Da anni denunciamo la necessità di interventi, ma abbiamo ricevuto solo disinteresse e incompetenza. I reparti sono chiusi, il personale ridotto al minimo, i servizi ambulatoriali e territoriali in affanno. Dialisi e psichiatria sono in crisi, e il presidio rischia di non garantire più cure ai cittadini, né di reggere l’afflusso turistico. Il Pronto Soccorso è indecente, e i problemi si moltiplicano.
Perché ha deciso di lanciare un appello pubblico?
Ho scritto una lettera aperta ai Commissari Prefettizi di Tropea e ai Sindaci della Costa degli Dei, inoltrata anche al Prefetto di Vibo Valentia e al Vescovo della Diocesi. Non possiamo limitarci a dichiarazioni di principio: l’ospedale è in lenta agonia e non assicura più assistenza. È tempo che i sindaci si uniscano e che la politica locale ritrovi una voce sola, capace di arrivare fino al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto.
Quali reparti sono maggiormente colpiti dalla crisi?
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a uno smantellamento progressivo. Urologia è ferma dopo le dimissioni del dottor Ventrice; Proctologia non può operare per mancanza di anestesisti; Oncologia rischia la chiusura per pensionamenti imminenti; i servizi ambulatoriali e il SERT sono privi di medici; il Centro dialisi soffre per carenza di operatori e guasti alle apparecchiature non manutenute; la psichiatria territoriale è priva di continuità assistenziale.
Quanto pesa questa crisi sulla comunità e sul turismo?
Colpisce i residenti e i centinaia di migliaia di turisti che ogni anno affollano la Costa degli Dei. Un ospedale efficiente è parte integrante della sicurezza e dell’immagine turistica. Non si può promuovere una destinazione d’eccellenza e accettare un sistema sanitario incapace di garantire l’emergenza.
Quali sono le sue proposte concrete?
Chiedo ai Sindaci di autoconvocarsi in un’assemblea pubblica aperta, coinvolgendo amministrazioni comunali, sindacati, associazioni civiche e sanitarie, la cittadinanza e la Chiesa Diocesana. L’obiettivo è dichiarare lo stato d’agitazione permanente e redigere un documento unitario da consegnare al Presidente della Regione Calabria.
Lettera Aperta Sindaci
Quale spirito deve animare questa mobilitazione?
Non deve essere una manovra politica, ma una battaglia fondata su civiltà, dignità ed etica. La salute è un diritto costituzionale e va garantita a tutti, indipendentemente dal Comune di residenza. Oggi occorre una sola voce, quella del territorio, che non tolleri più rinvii e ottenga risposte immediate.
Qual è il messaggio finale che vuole lanciare?
Tropea non può e non deve diventare il simbolo di una sanità abbandonata, ma il punto di partenza di una rinascita civile. La salute è un diritto sacrosanto dei cittadini e tutelarla è dovere indiscusso delle istituzioni. Venir meno a questo significa non rispettare la vita stessa.




